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2 novembre 2017

Banda Bassotti - Campagna di Solidarietà Internazionalista

BANDA BASSOTTI


Siamo qui per la lanciare una Campagna di Solidarietà Internazionalista.

I BAMBINI DEL DONBASS

Il nostro obiettivo è trovare 100 persone che per un anno invieranno 12 euro al mese per 12 mesi a due orfanotrofi in Donbass. Uno nella Repubblica Popolare di Lugansck ed uno nella Repubblica Popolare di Donesck.

Questi sono i nomi delle due strutture.

1) Il Campanellino. Via Pervomaiskoe n.27. Gorlovka. DNR
2) Orfanatrofio Numero 1 - Via Krupskoy, 17. Lugansck. LNR

La Campagna di Solidarietà Internazionalista partirà dal novembre 2017

Questo reale atto di Solidarietà Internazionalista getterà ancora una volta un ponte tra gli antifascisti di tutto il mondo ed il Popolo del Donbass.
I
l nostro compito è supportare con ogni mezzo necessario il Donbass e ora più che mai, pensiamo che i bambini del Donbass siano il futuro del Paese.

Sarà nostro compito certificare e tenere un rendiconto di questa Campagna di Solidarietà Internazionalista.

Non lasceremo mai solo il Popolo del Donbass.


NO PASARAN! BANDA BASSOTTI
NOVEMBRE 2017 - ROMA 
PIANETA TERRA


Per partecipare scrivere a: bassottixdonbass@gmail.com

9 ottobre 2017

Pranzo Popolare a sostegno della Carovana Antifascista della Banda Bassotti - Roma 8 ottobre 2017

Pranzo Popolare a sostegno della Carovana Antifascista della Banda Bassotti - Roma 8 ottobre 2017

Questo è il ringraziamento della Banda a tutti i partecipanti 


Grande giornata a SPARTACO! 200 Compagni hanno partecipato al Pranzo Popolare! Iniziamo scusandoci di qualche disagio per il pranzo. Molti sono arrivati senza prenotazione ma alla fine è andata avanti lo stesso. Ringraziamo Spartaco per averci ospitato come fratelli ed il Corto Circuito per l’aiuto. E ringraziamo Patria Socialista che ci ha mandato viveri, ci hanno aiutato a sfamare i non prenotati.

GRAZIE A MINUTO SETTANTOTTO e THE BLACK SHEPP per la presenza.

MINUTO SETTANTOTTO dei giovani veramente in gamba! Disponibili e preparatissimi!


THE BLACK SHEPP esibizione buonissima. 
BRAVI BRAVI BRAVI!





LOS GOLFOS APANDADORES di Picchio e Company hanno chiuso la giornata!




Sono venuti al pranzo e ci hanno supportato Compagni da USB, dal Corto Circuito, dal Tufello Antifascista, dal Fronte della Gioventù Comunista, dal Partito Comunista, da Rifondazione Comunista, dai Carc, da Sora Antifascista, dalla Sardegna, da Civitavecchia, da Casal Bertone e da tutta Roma. Poi ringraziamo tutti i Compagni che si messo a fare i camerieri, Tonino, Claudio, Valentina, Francesco e Francesca, Alessandra. E chi ha cucinato a casa, Carletto, Plinio, Patrizia, Simona. Ringraziamo molti Compagni che non sono venuti ma ci hanno mandato i soldi del pranzo, per supportare la Carovana Antifascista. La mostra che abbiamo messo sulle pareti di Spartaco, spiegava con immagini chiari dove va il vostro aiuto.
NO PASARAN!

13 luglio 2017

BANDA BASSOTTI - BRUXELLES - Luglio 2017



BANDA BASSOTTI - BRUXELLES - Luglio 2017

INTERVENTO AL PARLAMENTO EUROPEO


POLINA questo è il nome della prima bambina morta sotto i bombardamenti del governo di Kiev. 

Da quel momento, fino a un mese fa, sono stati assassinati 120 bambini nella Repubblica di Lugansk e 141 nella Repubblica di Donesck. 
Abbiamo negli occhi la Statua dei due bambini che da poco e'stata inaugurata a DONESCK. La statua ritrae Sidoryuk Kiril Vladimirich, fratello più grande che con il proprio corpo ha coperto la sorella più piccola. Colpito da schegge Il fratello muore per salvare la vita di sua sorella. 
E poi decine di scuole, infrastrutture civili, ospedali, fabbriche, strade, case distrutte. Civili assassinati da cecchini in una guerra che continua dal 7 aprile 2014
Questa guerra purtroppo la finanzio anche io e non voglio. Non voglio che il mio lavoro, le mie tasse vadano a pagare un branco di assassini nazisti. 
Siamo venuti qui per dimostrare ancora una volta che esiste un Europa fatta da lavoratori, da disoccupati che dice basta all' aggressione al Donbass. Così come diciamo No all' aggressione imperialista in Siria e Venezuela. Abbiamo visto quello che la cosiddetta pace e libertà ha portato al popolo libico e iracheno ed a molti altri popoli. Sappiamo perfettamente che la maggior parte dei nostri governi europei appoggia il governo fascista di Kiev. Ma questo non ci farà di certo desistetere dal sostenere ed appoggiare senza se e senza ma, il Donbass Antifascista e la popolazione Ucraina repressa come o peggio dell offensiva nazista del 41
Da Bruxelles vogliamo anche rompere il silenzio dei nostri Sindacati Confederali che a distanza di tre anni, da quel 2 maggio 2014 dove decine e decine e decine di compagni sono stati assassinati nella Casa dei Sindacatiad Odessa, non hanno detto nulla. Nella Casa dei Sindacati sono state stuprate donne, compagni bruciati vivi e bastonati fino a morire. Dai nostri Sindacati Confederali nessuna parola. Non una richiesta di indagine. Solo un terribile silenzio.
Questo ci da la misura, se mai ci servisse, del ruolo di questi sindacati confederali nella politica italiana. Servi del potere.
Dopo essere stati tre volte in Donbass con la Carovana Antifascista della Banda Bassotti, ci sembrava doveroso venire a Bruxelles nella sede del Parlamento Europeo e portare il nostro Odio per un governo che invade, uccide, tortura, stupra con l'aiuto dei governi Europei e con la grande regia del governo degli Stati Uniti. 
Qui dentro questo palazzo si decide molto di quello che poi si trasforma in bombe, in civili assassinati in Donbass. Questo palazzo che doveva essere il simbolo di un Europa antifascista e democratica, e' invece oggi simbolo di un Europa fascista e imperialista che non rispetta il suo popolo e lo prepara alla guerra. Che dimentica le sue origini e quindi, consapevolmente, ripete vecchi orrori. Siamo qui per difenderci dalla barbarie e dalll'oppressione contro i veri terroristi.
Come sempre ricordiamo a tutti i governi europei che non faremo un passo indietro, non lasceremo mai soli quei Popoli aggrediti dall' asse imperialista usa/Europa, che ormai abitualmente usa la guerra per imporre il proprio modello economico e sociale a tutto il mondo.
Ricordiamo come se fosse ieri quelle madri e quei bambini visti a Gorlovka, Alchesk, Stakhanov. Ricordiamo le facce di quei miliziani figli del Popolo, maestri, carpentieri, poeti che hanno imbracciato le armi per difendere la loro terra. La stessa Terra dove prima di loro, un popolo fiero e patriota ha scacciato il nazismo fino a Berlino.
Al loro fianco staremo fino alla Vittoria finale.

NO PASARAN!



BANDA BASSOTTI - BRUXELLES - Luglio 2017 - PIANETA TERRA

26 agosto 2016

FC Lampedusa St.Pauli


FC Lampedusa St.Pauli

Nella primavera del 2013, più di 300 migranti provenienti per la maggior parte dalla regione del Corno d’ Africa, arrivano ad Amburgo passando per Lampedusa. Amburgo è una città particolarmente attenta all’accoglienza e alla integrazione grazie soprattutto al suo quartiere di St. Pauli; una frazione dove la solidarietà si respira nell’aria.
In questo contesto nasce il progetto “Lampedusa in Amburgo” costituito da attivisti, tifosi e semplici cittadini solidali. L’organizzazione viene creata per aiutare chi cerca asilo sotto lo slogan “We are here to stay” (“Siamo qui per restare”). Tra le varie attività realizzate ci fu la creazione di una squadra di calcio il FC Lampedusa Amburgo, formato da una ventina di rifugiati. Una dimostrazione di come lo sport può essere un veicolo di aggregazione e rivendicazione politica a 360 gradi.

Il FC St. Pauli dispone di una società polisportiva che va dal calcio al rugby e alla pallamano. Il comun denominatore di ogni attività della polisportiva è la forte connotazione antifascista e antirazzista
 
Il 30 luglio scorso, prima dell’incontro amichevole tra FC St.Pauli e Siviglia allo stadio Millerntor di Amburgo, i tesserati del FC Lampedusa Amburgo hanno sfilato sul terreno di gioco insieme al resto delle sezioni sportive della polisportiva.

Nasceva in forma ufficiale il FC Lampedusa St. Pauli.

Un nuovo esempio di come il calcio serve per costruire una società più solidaria, partecipativa e antirazzista.

L’FC Lampedusa St. Pauli è venuta per restare

 

6 maggio 2016

LINEA Combat Rock


 

I LINEA possono essere definiti un collettivo di musicisti, idealisti, amici, appassionati organizzatori di eventi, il cui nucleo centrale nasce nella periferia sud di Milano, a San Giuliano Milanese, nel 1989.
Dopo tanti ascolti di vinile, dopo tanti serate passate a discutere, progettare, strimpellare, decidono di formare la band con radici che affondano nella musica punk-new wave anglosassone. I Clash sono stati in particolare la loro band ispiratrice: sia per il sound espresso, sia per i contenuti sociali dei loro testi, sia per il loro fortissimo impatto culturale che ha influenzato un'intera generazione.
La capacità dei Clash di fondere insieme generi apparentemente diversi, riportandoli tutti all'interno della personalità e dell'identità del gruppo, è stato un elemento che certamente ha stimolato il modo di fare musica dei Linea. Nel corso degli anni lo stile della band , una miscela di rock, ska, reggae, r'n'r e sane contaminazioni punk, si è via via affinato fino a rendersi più personale e maturo. I testi, tutti in italiano, affrontano spesso temi sociali partendo da esperienze personali direttamente vissute o fortemente percepite.

Dopo anni di demotape, concerti, compilation, un evento tragico colpisce la band: nel luglio 1999 scompare Paolo Cavallotti , il loro storico bassista. Nonostante il colpo durissimo il gruppo si compatta e prosegue la propria attività tenendo ben saldi i principi che avevano caratterizzato la band fino a quel momento.

Nel gennaio 2000 esce finalmente il primo album della band dal titolo "In Cammino" su etichetta Iktius Record. Il disco è dedicato a Paolo ed è di buon livello, con alcuni brani che segneranno da qui in poi il cammino musicale e testuale della band ("Il Coro", "Non ha senso", "Terzavia", "In Cammino").
Si definisce anche la line-up che suonerà dal vivo il disco d'esordio : Silvio Calesini (basso), Gianmarco Pirro (chitarra), Claudio Sitta (batteria) e Mauro Zaccuri (voce).

Negli anni successivi cresce la compattezza, la consapevolezza e l'attività live del gruppo, e si intensificano soprattutto i contatti e le relazioni con band storiche (e non) del combat-rock che si rifanno alla sempreverde tradizione clashiana. Nel febbraio 2004 i Linea aprono il concerto ai Gang dei fratelli Severini, un pezzo importante della storia del rock combattente italiano, introducendo nel set diversi brani già pronti per il nuovo album. Sempre nello stesso anno, il 1 Maggio a Salerno, suonano sul palco insieme di nuovo ai Gang, ed al formidabile menestrello di Barking , Billy Bragg , eseguendo due pezzi storici dei Clash come "I Fought The Law" e "Garageland". Esperienza indimenticabile.

Sull'onda di questa vitalità emozionale e creativa a novembre 2004 esce il
nuovo disco della band, "Frontiera", un lavoro maturo, ottimamente recensito, che consolida ed impreziosisce la matrice combat-rock della band e la sua naturale predisposizione a proporre generi diversi con una personalità ben definita. In "Frontiera" appaiono pezzi che diverranno per i Linea veri "anthem" live : "Ossigeno", "Gas", "Jack Daniel's Midnight", "Stesse Madri", "Frontiera", "Temporaneo". L'album è pubblicato su etichetta propria, la Casbah Records, in perfetto stile DIY. I testi sono ancor più ficcanti, politici se si vuole, perché contengono elementi reali, veri e particolarmente sentiti.

In dicembre, a coronare un'annata davvero intensa, partecipano alla prima edizione del Tributo Italiano a Joe Strummer, magnifico leader dei Clash scomparso un paio d'anni prima . La band compare sul cd live confezionato per l'occasione con il brano "Police & Thieves". Nel 2005 , nel 2006 , 2007 , 2008 ancora numerosi live, tanti in terra emiliana, insieme a gruppi come Banda Bassotti, i danesi The Movement, gli storici Stiff Little Fingers, Gang, Los Fastidios, Malavida, Radio Brixton , Clampdown, Stab, Crooks, Rappresaglia. Significative le partecipazioni alle edizioni del Tributo Italiano a Joe Strummer, al Festival Punkadeka al M.E.I. di Faenza, al Festival Antirazzista di Filottrano (An), ed allo Strummercamp di Manchester, importante evento che commemora ogni anno Joe Strummer in UK. Da segnalare nel 2006 l'ingresso nella band di una seconda chitarra, quella di Federico Bratovich, clashiano doc. Purtroppo sul finire del 2007 lascia la band il drummer storico, Claudio Sitta, avvicendato da Fulvio "Devil" Pinto, già frequentatore del "giro Linea" da diversi anni.
A Marzo 2008 i Linea pubblicano il terzo album , "Terra Libera", su etichetta Business Low Cost Company. La band cresce ulteriormente : sia a livello musicale che a livello testuale. Combat rock di spessore, 12 brani di spiccata personalità, che spaziano al solito fra ska, reggae, punk, rock, supportati da una ispirata vena melodica e da testi maturi ed incisivi. Le critiche sono ottime, diversi brani trovano subito il riconoscimento del pubblico ed entrano stabilmente nel repertorio del gruppo : lo ska di denuncia di "Cani Neri" e "L'Unica cosa giusta", il punk rabbioso di "Luce sul Cantiere", il power rock di "Spazio" , "Cash Is Not My King" e "Blindati e Contenti", il tributo reggae ai sound system di "Info@reggaesoundsystem", il tiro rock'n'roll di "Red Wild Rocking Blues", il rock combattente di "Terra Libera" dedicato ai ragazzi siciliani che coltivano la terra sequestrata ai mafiosi, ben rappresentano un album davvero importante per la band. Il disco viene presentato il 4 Aprile al Rock'Roll Club di Milano.

Molti concerti seguiranno l'uscita di un lavoro che permette di considerare oggi i Linea come una delle migliori realtà del combat rock nazionale. Da ricordare senz'altro, nel novembre 2008, il riconoscimento all'impegno sociale conferito alla band dal network Punkadeka.it al Meeting delle Etichette Indipendenti di Faenza.
Il 2009 (ventennale della nascita della band) inizia all'insegna di un tour invernale al sud, e di un significativo concerto al mitico Cavern Club di Liverpool di spalla ai Los Mondo Bongo, super band inglese (vi militano Mike Peters, vocalist degli Alarm, ed anche gli ex Mescaleros Pablo Cook e Smiley) che omaggia la vita e la musica di Joe Strummer.

Nel 2010 dopo 20 anni di palchi, album e concerti il cantante Mauro Zaccuri lascia la band.
Sempre in grado di scrivere grandi testi e di cantare di argomenti difficili senza mai cadere nel banale, co-fondatore della band, Mauro ha deciso di 'allontanarsi' dalla famiglia Linea per motivazioni ed impegni personali che sono diventati col tempo difficilmente conciliabili con quelli della vita di una band: una decisione difficile e sofferta, ma che non intaccherà il rapporto con il resto della band con la quale Mauro continuerà a collaborare e con la quale rimane un legame indissolubile.
I Linea, sempre 'on the road' con il loro energico Combat Rock ed ora impegnati nella stesura dei brani che comporranno il nuovo album, hanno deciso di puntare alto per sostituire degnamente Mauro e, salutando con affetto e rispetto il 'vecchio' compagno di strada, danno il benvenuto a Roberto 'Roby' Larghi, già voce degli storici e stimatissimi ATARASSIA GROP. I Linea non hanno dovuto cercare troppo lontano per trovare un nuovo cantante: per Roby, che da anni seguiva la band e con i suoi ATARASSIA GROP spesso ha diviso palchi, birre e tanta passione e apprezzata stima, è stata una scelta facile e immediata quella di cominciare questa nuova avventura come cantante dei Linea.

Esce in Italia il 18 settembre 2012 “REVOLUZIONADO”, il nuovo album dei LINEA disponibile su etichetta ONE STEP RECORDS/VENUS nei migliori negozi di dischi e nei principali digital-stores (iTunes, Amazon, Deezer, ecc.).
Quarto capitolo discografico della band, “REVOLUZIONADO” contiene 10 tracce piene di rabbia e speranza, un vero e proprio sguardo a questi anni bui da parte di chi li osserva “dall’interno” vivendoli in prima persona.
In “REVOLUZIONANDO” i LINEA combinano il tutto nell'unica arma espressiva a loro possibile ed accessibile: la miscela esplosiva del Combat-Rock.
L’album attraversa il sentiero delle lotte quotidiane, globali o locali che siano, per l’affermazione ed il mantenimento dei diritti dei cittadini, dei lavoratori, per il rispetto dell’ambiente contro i padroni, la mafia, la corruzione ed i falsi miti.

“REVOLUZIONADO” vede le preziose collaborazioni di Kento dei KALAFRO e Roddy Moreno degli OPPRESSED, due fratelli incontrati nella strada e con i quali hanno voluto condividere reciprocamente mondi musicali “apparentemente” diversi ma legati da tanti ideali comuni. Non manca anche la collaborazione di Mauro Zaccuri, ex cantante della band, che presta testo e voce nel brano “Italia Nova”. L’album rispecchia appieno il sound del collettivo dei LINEA che deriva da profonde radici culturali e musicali che partono dal Punk ma che attingono anche elementi dalla New-Wave, dal Reggae, dal Dub, dall’Hard-Core e da tutta quella musica e cultura di strada che pulsa dando energia e ossigeno.

“REVOLUZIONADO”, è stato anticipato nella primavera del 2012 dal singolo “IL GIORNO CHE VERRA’” ed a settembre 2012 dal singolo “UNITED WE STAND”, un inno all'unione tra chi lotta e chi si ribella, nella migliore delle tradizioni punk, contro i falsi miti moderni, la società del profitto e della repressione, in memoria di chi ha combattuto per ottenere delle libertà ora in pericolo.

L’album è stato pubblicato in Italia su etichetta ONE STEP RECORDS/VENUS, in Germania, è stato invece pubblicato dalla Mad Butcher Records nei primi giorni di settembre.

In alto i cuori.
Non vi resta che venirli a conoscere dal vivo: aldilà di ogni parola più o meno significativa o chiarificatrice, è il palco che deve, come sempre, dimostrare il valore di una band. I Linea vi aspettano.


 
 

26 febbraio 2016

Nome di battaglia: CARLOS


 
Tratto da: http://www.ilbuio.org/

Il venezuelano Ramirez ebbe tre figli.
Il primo, lo chiamò Vladimir; il secondo Ilich, il terzo Lenin.
La qual scelta onomastica vi offre un’idea che più chiara non si può di come la pensasse politicamente.
Dei tre, oggi ci occupiamo solo del secondo, cioè di Ilich.
Ilich ha studiato a Mosca, all’Istituto per l’amicizia fra i popoli. All’epoca, infatti, c’era ancòra un istituto che, com’è esplicitato nella sua stessa denominazione, si ispirava ai valori, poi dissoltisi nei fumi dell’alcol ingurgitato a fiumi dal servo della CIA e noto etilista-antileninista Eltsin, dell’Internazionalismo proletario.
Ilich aveva peraltro rifiutato una borsa di studio alla Sorbona. Perché voleva vivere e studiare nella Patria del proletariato al potere, della Rivoluzione d’ottobre. Ilich, infatti, al pari di altri giovani della sua generazione e della sua epoca, voleva “salvare il mondo”. Per questo, aveva deciso di schierarsi a fianco degli oppressi, dovunque essi si trovassero.
I più oppressi, in quegli anni, erano i Palestinesi. La cui causa attirava gli idealisti ed i Rivoluzionari di ogni parte del mondo. Così, scelse di militare nei campi dei rifugiati palestinesi, a fianco dei combattenti giapponesi dell’Armata Rossa e di quelli tedeschi della RAF. E della guerrigliera Leila Khaled, che diverrà ben presto un simbolo per i combattenti rivoluzionari dell’epoca. Anche perché era la dimostrazione concreta che non necessariamente la bellezza fisica si accompagna, come nel caso dell’attuale ministro Maria Elena Boschi, alla stupidità personale più insulsa e vuota.
Rivoluzionario di professione, compagno ideale di lotta del Che Guevara, Ilich ha combattuto nelle fila del Fronte Popolare per la Liberazione della Palestina (FPLP), contro gli invasori sionisti; ha assaltato banche e, a Vienna, nel 1975, ha preso in ostaggio undici ministri dei Paesi produttori di petrolio (OPEC). Divenuto ben presto un autentico mito rivoluzionario, prese il nome di battaglia di “Carlos”. A cui, i suoi nemici, aggiunsero quello, denigratorio, di “Sciacallo”, in omaggio all’eroe del romanzo di Forsyth “I giorni dello Sciacallo”.
Mentre però  lo Sciacallo di Forsyth combatteva solo e soltanto per denaro, Carlos lottava per la libertà dei popoli oppressi e per la Rivoluzione comunista. Da internazionalista coerente.
Non era mai stato e non era un agente del KGB, come si ostinavano a sostenere i suoi detrattori: era invece un partigiano, Un partigiano che aveva scelto la parte in cui militare: quella dell’Unione Sovietica, del Paese di Lenin e di Stalin, della Rivoluzione per tutti e dunque dappertutto.
Dopo il crollo dell’URSS, nel 1991, Carlos si rifugiò in Sudan. Dove, tre anni dopo, venne catturato dai servizi segreti francesi, estradato in Francia, giudicato e condannato all’ergastolo per aver eliminato, al momento dell’arresto, due gendarmi.
Da allora sono trascorsi più di vent’anni. Più della metà dei quali Carlos li ha passati in regime di isolamento totale, una misura detentiva che le autorità francesi hanno preso, su istigazione e per conto degli yankees e dei sionisti, per cercare di condurlo alla pazzia.
Ciò nonostante, Ilich è riuscito a sopravvivere, a vincere anche la sua ennesima battaglia.
Di recente, in un’intervista, ha dichiarato non solo di seguitare, in un momento in cui la corsa al pentimento ed alla diserzione di classe è più affollata di piazza San Pietro in occasione dei comizi pap(p)ali, ad essere “comunista”, di “stimare Putin” e di ritenere che “sia una buona cosa” il fatto che “sia al potere”, “perché il mondo ha bisogno di una Russia forte, di una Terza Roma slava, sulla base dell’ortodossia e del comunismo”.
Oggi Carlos langue ancòra nelle galere francesi, da dove, raccontano le (poche) cronache a lui dedicate, “guarda con speranza a Mosca”.
E dove non  rinuncia ad augurarsi che seguitino ad esserci compagni che si ricordano di lui.
Noi, per quel poco che può valere, siamo senz’altro fra quelli. Perché i compagni di ieri e di oggi sono compagni per sempre.
Luca Ariano

17 febbraio 2016

I SOLITI 2 PESI E 2 MISURE


Angela Davis, Arnaldo Otegi e Felipe González:
I SOLITI 2 PESI E 2 MISURE

Il passato 7 di febbraio, il governo spagnolo ha impedito all’attivista statunitense  Angela Davis di far visita, nel carcere di Logroño, al prigioniero indipendentista basco Arnaldo Otegi. Del fatto non si trova notizia né sui media spagnoli tantomeno su quelli internazionali (quelli italiani non li prendiamo in considerazione).
Ricordiamo, al contrario, il bombardamento mediatico creato quando, nel giugno del 2015, l’ex presidente spagnolo Felipe González non poté visitare, in Venezuela, il prigioniero dell’ultra destra Leopoldo López.

7 ottobre 2014

BANDA BASSOTTI - " NO PASARAN! "


Tratto da: http://www.senzatregua.it/





Quest’oggi il gruppo musicale italiano “La Banda Bassotti” è partito da Mosca per tornare in patria ma quello che è riuscito a fare deve trovare una sua continuazione fino a quando la guerra contro il fascismo non si concluderà con la vittoria contro di esso. Ultimamente avevamo pubblicato sul nostro sito le dichiarazioni del gruppo e il comunicato stampa dell’unico concerto che si sarebbe tenuto a Mosca. La Banda Bassotti con il viaggio in Russia ha voluto dare un esempio concreto delle sue intenzioni. “La Carovana della pace” viaggiando verso la Novorossija ha dato concerti itineranti lungo il percorso. Qualcuno tra i malpensanti sicuramente dirà: “Ecco, in Novorossija non ci sono arrivati e invece di promesse sì che ne avevano fatte…”.
Io da testimone posso dire questo: il gruppo era intenzionato ad esibirsi in Novorossija a costo di passare il confine prendendo i sentieri battuti dagli animali che attraversano i territori che si trovano sotto continuo fuoco nemico. Erano pronti, con i loro strumenti musicali sulle spalle ed equipaggiati militarmente, nel caso si fosse trovato un accompagnatore.




Questo non è successo, ma quella loro determinazione, parlando personalmente, mi è parsa impressionante. Questi ragazzi e i giornalisti che li accompagnavano hanno dato prova di tale coraggio che a stento riesco a trovarne di simil sorta nel mio cerchio d’amici più cari.
Fino all’ultimo momento hanno atteso il lasciapassare per attraversare la frontiera russa anche solo per il tempo necessario di dare il concerto. I miliziani di Lugansk hanno provveduto a fornirli un pullman per arrivare fino al posto di ritrovo. A Lugansk e in tutte le località limitrofe lungo il confine, le persone attendevano con grande speranza e riconoscenza il concerto di questa “Banda Bassotti”. Tutti i componenti della “carovana della pace” (di cui facevano parte anche giornalisti stranieri provenienti dalla Grecia, dalla Spagna, dai Paesi Baschi, accompagnatori del ROT FRONT (РОТ ФРОНТ), del RKRP-KPSS (РКРП-КПСС) e membri del KPRF (КПРФ) ) hanno cercato di trovare ogni via possibile per uscire dal vicolo cieco in cui erano incappati, mettendosi in contatto anche con personalità militari molto influenti per ricevere il lasciapassare necessario ad attraversare il confine russo.




Quando sono scaduti tutti i termini ed è sfumata ogni speranza di raggiungere anche solo Lugansk si è deciso di dare il concerto nel centro città di Donec’k nella regione di Rostov, in piazza, proprio non lontano dalla statua di Lenin. Qui, in tutto il suo splendore, sostenuta da un’apparecchiatura musicale all’avanguardia, si è realizzata una vera e propria favola musicale che ha del’ eroico. Senza alcun preavviso ma soltanto attirati dal suono della musica, sono arrivati moltissimi abitanti del posto. Intere famiglie con i bambini, persino le anziane casalinghe si sono fermate incapaci di resistere al turbinio di emozioni che suscitava la musica; numerosi gruppi di giovani si sono buttati in pista per ballare. Non mi è possibile trasmettere con le parole ciò che abbiamo vissuto.
Io personalmente ho visto un’anziana donna che è rimasta in piedi con la sua busta della spesa durante tutto il concerto, riuscire a farsi largo tra la gente per andare a ringraziare il solista. Moltissimi ragazzi, vinto l’imbarazzo, sono accorsi a chiedere autografi o a farsi una foto per ricordo; il tutto mentre nascevano poetici discorsi in una lingua che fondeva l’italiano, lo spagnolo, l’inglese e il russo. L’atmosfera di festa ha invaso tutta la piazza e quando il gruppo ha lasciato il palco per dirigersi verso la statua di Lenin, tutta la piazza si è diretta con loro. Si è addirittura avvicinata una guardia di frontiera e con tono di scuse ha detto: “Capiteci, noi purtroppo senza alcun’ autorizzazione non possiamo fare nulla…”.
Le persone anziane con le lacrime agli occhi hanno ringraziato per le meravigliose emozioni positive che il gruppo ha portato dopo un così lungo periodo buio, un periodo nel quale un sorriso è divenuto merce rara. E così, tutta la folla unita con il gruppo ha scandito a gran voce: “Il fascismo non passerà! Non passerà!”.
Ci è voluto molto tempo prima che la folle iniziasse a disperdersi, tutti volevano un altro bis e semplicemente non volevano lasciarli andare via, benché si fosse fatto molto tardi e si sarebbe dovuto ritornare con il buio. Per il grande pubblico è stata una grande sorpresa scoprire che dopo il concerto, il gruppo davanti alla presenza dei giornalisti ha consegnato agli organi ufficiali della milizia i ricavati raccolti durante i concerti di beneficenza (una somma piuttosto consistente in euro) e una serie di beni primari per i volontari (sacchi a pelo, cuffie da mettere sotto gli elmi, medicinali, ecc.); una tale quantità di beni che il gruppo ha portato con se sacrificando parte del proprio bagaglio personale. Effettivamente, quando ci siamo incontrati, mi ero molto sorpresa che portassero una così grande quantità di bagagli e soltanto in quel momento capii che tutte quelle cose erano per i combattenti e che il gruppo era disposto a sacrificarsi al massimo per portare il più possibile per coloro che dovevano combattere e sopravvivere in quelle terre. Tutto questo dimostra chiaramente come la carovana abbia raggiunto il suo fine ultimo, senza considerare il fatto che anche una parte della milizia popolare, seppur piccola, è riuscita ad assistere al concerto.
Questo è solo un appunto che scrivo di getto ora che le mie impressioni sono ancora fresche e vivide nella mente. Spero che le registrazioni del concerto e delle interviste vengano pubblicate presto; interviste alle quali il gruppo ha sempre acconsentito di dare a chiunque avesse avuto qualcosa da chiedere. Perfino in tarda notte, all’arrivo all’aeroporto di Mosca poco prima della partenza verso casa, senza curarsi della stanchezza accumulatasi, il gruppo ha dato un’intervista collettiva per i siti ROT FRONT (РОТ ФРОНТ) e del Partito Comunista Operaio di Russia – Partito Comunista dell’Unione Sovietica (РКРП-РПК): questo per trasmettere quanto più velocemente e in larga scala la loro opinione e l’appello perché vengano inviati quanti più aiuti possibili e quanto più sostegno al popolo del Donbass impegnato nella guerra al fascismo. Quindi, a tutti gli antifascisti del mondo: aiutate i combattenti antifascisti!
Fino alla completa vittoria contro il fascismo! Per questo sono stati fatti questa serie di concerti e per questo sono stati fatti tanti appelli sul palco. Perché così come dice una vecchia canzone sovietica: se tutte le persone della terra saranno per la pace, il FASCISMO NON PASSERA’!

10 settembre 2014

Stadio nazionale di Santiago del Cile

Stadio nazionale di Santiago del Cile oggi e dopo l’11 settembre 1973

Ricreazione fotografica di Andrés Bravo

Fotografíe originali di: 
  • Marcelo Montecino 
  • Köen Wessing 
  • Chas Gerretsen 
  • David Burnett


Musica: Banda Bassotti

5 settembre 2014

Palestina, dalla parte giusta!


Tratto da: http://www.ilbuio.org/



Se ancora avete dubbi da che parte stare:




- Lo sapevate che gli israeliani non-ebrei non possono comprare o affittare terra nell’entità sionista?
- Lo sapevate che, nonostante la sua recentissima fondazione, (1948) è il Paese che ha collezionato il maggior numero di risoluzioni di condanna dell’ONU?
- Lo sapevate che nega sistematicamente il diritto di voto alla maggioranza palestinese, che altrimenti eleggerebbe il proprio Governo?
- Lo sapevate che ammette legalmente la tortura come metodo poliziesco e di coercizione, passando inosservato agli occhi di Amnesty International?
- Lo sapevate che è stato condannato da una risoluzione dell’ONU del 1974 che definiva il sionismo  come ideologia razzista?


- Lo sapevate che le targhe palestinesi sono di colore diverso per distinguere gli ebrei dai non-ebrei?
- Lo sapevate che Israele assegna l’85% dell’ acqua agli ebrei ed il 15% restante è diviso fra tutti i
Palestinesi nei territori? Per esempio ad Hebron, l’85% dell’acqua è convogliato a circa 400 coloni, mentre il 15% deve essere diviso 120.000 Palestinesi?
- Lo sapevate che occupa impropriamente ampi territori fregandosene dei continui avvertimenti da parte della Comunità Internazionale?


- Lo sapevate che gli Stati Uniti danno ai sionisti 5 miliardi di dollari di aiuti ogni anno?

- Lo sapevate che gli aiuti che annualmente gli Stati Uniti concedono ad Israele sono maggiori di quelli che gli Stati Uniti assegnano all’intero continente africano?

- Lo sapevate che Israele è l’unico paese del Medio Oriente che ha armi nucleari?

- Lo sapevate che Israele è l’ unico paese del Medio Oriente che rifiuta di firmare il trattato di non proliferazione nucleare?

- Lo sapevate che Israele attualmente occupa i territori di una nazione sovrana (la Siria) sfidando impunemente le risoluzioni del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite?

- Lo sapevate che Israele ha ordinato l’assassinio dei suoi nemici politici in altri paesi (le famose  ‘operazioni chirurgiche’…)?

- Lo sapevate che gli ufficiali dell’Alto Comando delle forze israeliane hanno ammesso pubblicamente di giustiziare i prigionieri di guerra disarmati?

- Lo sapevate che Israele rifiuta di perseguire i soldati che hanno riconosciuto ed ammesso  l’esecuzione dei prigionieri di guerra?

- Lo sapevate che Israele confisca ordinariamente i depositi bancari, i commerci e la terra e rifiuta di pagare le compensazione a coloro che le subiscono?

- Lo sapevate che Israele si oppone o ignora 69 risoluzioni del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite?
- Lo sapevate che l’ odierno Israele si estende su di un territorio sul quale esistevano oltre 400 villaggi palestinesi ora scomparsi?


- Lo sapevate che i quattro primi ministri dell’ Israele (Begin, Shamir, Rabin e Sharon) hanno partecipato ad azioni terroristiche o altri attacchi contro civili, a massacri di donne e bambini, ad espulsioni forzate dei civili dai loro villaggi?

- Lo sapevate che gli insediamenti illegali sono aumentati durante gli otto anni trascorsi dagli accordi di Oslo?

- Lo sapevate che Israele ha dedicato un francobollo ad un uomo che ha attaccato un bus civile uccidendo diverse persone ed ha dedicato un monumento ad un fanatico colono – Baruch Goldestein – che nel 1996 uccise senza motivo più di 30 musulmani in preghiera?

- Lo sapevate che Israele è l’unico paese al mondo in cui la tortura verso i prigionieri e detenuti è legale?

- Lo sapevate che i rifugiati palestinesi compongono maggior parte della popolazione di rifugiati del mondo?

Se non lo sapevate, ora lo sapete. E se ora lo sapete, non potete più far finta di non saperlo. E non potete più astenervi dal prendere una posizione. Non potete più evitare di schierarvi

7 agosto 2014

IL VENEZUELA ACCOGLIERÀ BAMBINI PALESTINESI FERITI O ORFANI



 

Il presidente del Venezuela, Nicolás Maduro, ha annunciato alcuni giorni fa che il suo paese creerà una “Casa di Protezione” per accogliere bambini palestinesi feriti o orfani,  ed ha accennato alla possibilità di cercare famiglie adottive nel suo paese.

Maduro ha segnalato che sta proponendo all’Alleanza Bolivariana per i Popoli d’America (ALBA) meccanismo d’integrazione regionale, la creazione di questo tipo di “Case” che in Venezuela portano il nome del già scomparso presidente  Hugo Chávez (1999-2013).
“Io ho deciso di creare una “Casa d’accoglienza” con il nome di  Hugo Chávez per ospitare bambine e bambini feriti in guerra o quei bambini o bambine che sono rimasti senza  padre e senza madre, orfani, ha detto Maduro durante un comizio del Partito Socialista Unito (PSUV).

“Li porteremo in Venezuela e li accoglieremo con amore e in accordo con lo Stato Palestinese, ad alcuni di questi bambini cercheremo dei genitori venezuelani”, ha aggiunto.
Maduro un difensore della causa della Palestina, con la quale mantiene relazioni  bilaterali al massimo livello, ha reiterato la sua condanna per le azioni militari sioniste in Gaza ed ha insistito che nella Striscia si sta commettendo una guerra di sterminio.

“Non c’è guerra: Israele, riconosciuta dalla ONU è una potenza occupante che sta espellendo i palestinesi del loro territorio storico e sta realizzando azioni di sterminio per conquistare Gaza e impadronirsi della Striscia di Gaza”, ha detto, ed ha ribadito le sue accuse alla cupola di Israele, che sferra una guerra razzista basata su una presunta superiorità di carattere religioso.
“Ripeto un richiamo al popolo ebreo che vive nella nostra terra, che vive nel mondo intero,  che vive in Israele, perché fermino il massacro che sembra uno sterminio”, ha detto, convocando ad una marcia per appoggiare la Palestina.

Il presidente dell’Autorità Nazionale Palestinese, Mahmud Abás, ha visitato nel mese di maggio scorso il Venezuela in un viaggio che è servito alla creazione di un’impresa mista petrolifera, per il rifornimento di combustibili al territorio palestinese.
Venezuela e Palestina hanno accordi in materia politica, agricola, commerciale, economica, della salute, il turismo e l’educazione.

L’ALBA è formata da  Cuba, Bolivia, Nicaragua, Dominica, Ecuador, San Vicente y las Granadinas, Santa Lucía, Antigua y Barbuda, e Venezuela.

25 luglio 2014

Sostieni la "Carovana antifascista" della Banda Bassotti


 
COMUNICATO DELLA BANDA BASSOTTI

http://www.youtube.com/watch?v=GcbsUST9lQI
 
Ci rivolgiamo alla nostra grande Famiglia, a tutti i Banditi senza Tempo, agli Antifascisti, alla Classe Operaia, ai lavoratori, ai disoccupati e agli sfruttati. Dovunque essi siano.
Da molti mesi assistiamo ad una politica del silenzio. In tutta Europa non trapelano notizie di quello che il governo nazista di Kiev sta facendo nel Donbass ed in tutta l’Ukraina. La stampa italiana ed europea è completamente asservita all’Unione Europea ed alla politica degli Stati Uniti d’America.

Nessuna notizia riguardante i bombardamenti sui civili, le persecuzioni di Russi, di comunisti e di chiunque possa sembrare un Partigiano delle milizie Popolari; nessun cenno al fatto che l’”europea” Ukraina sia il più grande laboratorio per il neonazismo internazionale.
Stanchi di questo, in completo accordo con le Milizie Popolari della Novarossija, stiamo organizzando una Carovana Antifascista con raccolta di fondi, portando nelle terre del Donbass la nostra solidarietà antifascista e un concerto. Come già abbiamo fatto in Nicaragua nel 1984, in Salvador nel 1994, in Palestina nel 2004 siamo pronti per questo viaggio.
Dal 26 al 30 settembre 2014 saremo nelle terre che resistono all’attacco dei nazisti, visiteremo Novarossija. Il nostro programma prevede un concerto a Rostov on Don, la città che ospita un immenso campo profughi e un concerto in Novarossija. Non possiamo dire dove, impossibile visti i bombardamenti, ma faremo il possibile. A tutti gli antifascisti chiediamo un aiuto economico per il viaggio e per portare materiale alle popolazioni del Donbass.

Sappiamo di contare su una grande Famiglia.
Come già in Spagna nel 1936 dove migliaia di Internazionalisti hanno combattuto a fianco della Repubblica di Spagna: NO PASARAN!

24 luglio 2014

La battaglia dell'Ebro

 
Il 24 luglio 1938 inizia la battaglia dell'Ebro.
Le forze repubblicane tentano di distogliere i nazionalisti dall'attaccare Valencia e di diminuire la pressione sulla Catalogna. In un primo momento le truppe repubblicane, comandate dal generale Modesto, ottennero un considerevole successo, ma vennero limitate dalla supremazia aerea nazionalista. I pesanti combattimenti continuarono fino a novembre.
La XV brigata fu la formazione di punta dell’esercito repubblicano, era chiamata anche "La Brigata d’acciaio" e venne impiegata nelle fasi più dure della guerra per la difesa della Repubblica contro il colpo di stato del generale Francisco Franco.
Fondamentalmente la guerra civile fu vinta dai falangisti soprattutto grazie all’appoggio aereo loro fornito dai governi nazi-fascisti italiano e tedesco.
 
Banda Bassotti - El paso del Ebro
 
 
 

23 luglio 2014

I bambini di Gaza

"GAZA"
di Gabriel Rosenstock
 
 
"Chiude gli occhi della bambola invece dei suoi.
Una bambina di Gaza ha già visto qualunque cosa nel mondo" 

29 maggio 2014

Comunicato di Union Borotba (Lotta) sulle "elezioni di sangue" in Ucraina


 
Comunicato di Union Borotba (Lotta)
sulle "elezioni di sangue" in Ucraina
 
Le cosiddette elezioni, tenute dalla giunta Kiev il 25 Maggio, non si possono considerare giuste o legittime. Le elezioni tenute nel bel mezzo della guerra civile nella parte orientale del paese e del terrore neonazista nel Sud e Centro, non sono state libere.

Lo stesso corso della campagna elettorale è stato senza precedenti con ogni inimmaginabile violazione delle norme democratiche. I candidati presidenziali sono stati picchiati e non è stata permessa la campagna. Diversi candidati si sono ritirati per protesta contro la farsa.

A Odessa e in altre regioni, sono stati documentati casi di seggi "sorvegliati" da unità ultra-nazionaliste portati da Kiev e dall'Ucraina occidentale. Ciò non può essere definito altro che come una pressione esplicita sugli elettori.

In Crimea e nelle Repubbliche Popolari di Donetsk e Lugansk, le cosiddette elezioni non si sono svolte. Nelle regioni Odessa e Kharkov, i seggi erano quasi vuoti. Molti di coloro che sono andati a votare hanno annullato il loro voto, scrivendo slogan contro la giunta di Kiev. Tuttavia, la cosiddetta Commissione Elettorale Centrale ha dichiarato una partecipazione del 60%!

Migliaia di persone in diverse città del paese sono scese in strada per protestare contro le "elezioni di sangue". Tuttavia, i risultati annunciati dalla giunta saranno riconosciuti dell'obbediente Commissione Elettorale Centrale e dagli osservatori Occidentali.

Va notata l'ipocrisia dei cosiddetti campioni delle elezioni giuste. Essi criticano le elezioni viziate nella Federazione Russa e in altri paesi, ma adesso chiudono un occhio alla palese falsificazione e flagrante violazione delle "elezioni" del 25 Maggio. Questo dimostra ancora una volta che il criterio dell'"onestà" per l'opinione pubblica liberal ufficiale non è reale rispetto alle procedure elettorali, ma è leale al regime che tiene le elezioni per l'imperialismo occidentale.

Come previsto, il vincitore dell'"elezione" presidenziale è stato il miliardario Poroshenko. Poroshenko, insieme ad altri miliardari come Igor Kolomoisky e Sergei Taruta, è divenuto la personificazione del trasferimento diretto del potere statale ai grandi capitalisti. Poroshenko è il principale esempio della classe dirigente dell'Ucraina "indipendente" – la parassitaria oligarchia borghese che ha saccheggiato il paese negli ultimi 20 anni.

Il percorso politico di Poroshenko è rivelatore. Alla fine degli anni '90 era un membro leale dell'allora Presidente Kučma del Partito Social Democratico d'Ucraina (Unito). Poi fu uno dei fondatori del Partito delle Regioni. Poi - un amico e alleato del presidente Viktor Yushchenko. Un leader lobbista per la cosiddetta "integrazione Europea", Poroshenko è infine diventato uno dei leader e sponsor di Euromaidan.

Non c'è dubbio che Poroshenko continuerà il corso di Turchinov e Yatsenyuk nell'interesse di un sottile strato dell'oligarchia. Poroshenko continuerà la sporca guerra della giunta contro il proprio popolo nel Donbass. Poroshenko continuerà ad attuare le misure antipopolari imposte dal FMI portando il Paese al disastro economico.

Il trasferimento diretto del potere all'oligarchia e il rafforzamento delle tendenze neo-fasciste sono conseguenze dirette di Euromaidan, come Unione Borotba aveva avvertito lo scorso autunno. Solo le persone politicamente molto ingenue potevano aspettarsi un risultato diverso da un movimento guidato da neoliberisti e ultra-nazionalisti, e sponsorizzato dai più grandi capitalisti.

I risultati hanno mostrato una sconfitta devastante per i nazionalisti radicali - e Tyagnybok [leader di Svoboda] e Yarosh [leader di Settore Destro], che insieme hanno raggiunto solo il 2 %. Il terrore contro il popolo, contro la sinistra e le forze democratiche e lo spiegamento di unità combattenti nazionaliste, non hanno promosso la crescita della popolarità delle forze fasciste. Tuttavia, nonostante il loro scarso sostegno pubblico, l'estrema destra rimarrà un elemento importante del sistema politico della dittatura Kiev. Il loro ruolo è la violenta repressione degli oppositori del regime oligarchico. Questo è il ruolo tipico dei movimenti fascisti.

Noi non riconosciamo l'esito di queste pseudo elezioni ignorate dalla maggioranza. Noi continueremo la campagna di disobbedienza civile contro la giunta di oligarchi e nazionalisti.


Tratto da: http://resistenciasiempre.blogspot.it/