Visualizzazione post con etichetta film. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta film. Mostra tutti i post

27 febbraio 2015

COOPERATIVA MANGUSTA


Cooperativa Mangusta (ITA) - Crowdfunding Trailer from Cooperativa Mangusta on Vimeo.

Una storia di sport. Una storia popolare. Una storia di riscatto.
 
C'è un uomo di 27 anni che pesa quasi 100 chili, è sdraiato sul divano e guarda la boxe in tv. Dieci anni dopo quell'uomo è sul ring dell'MGM Grand Arena di Las Vegas per la semifinale mondiale della categoria superwelter. Come è stato possibile?

Cooperativa Mangusta è la storia del pugile livornese Lenny “Mangusta” Bottai. Un atleta che dopo sette anni di inattività e con 30 chili da perdere torna alla boxe per ricostruirsi una carriera. In dieci anni, dal dilettantismo, arriva fino al ring più prestigioso del mondo, l’MGM Grand Arena di Las Vegas.
Questa, però, non è la storia di un uomo solo. Per la mangusta livornese la boxe è uno sport di squadra. Intorno a Lenny c'è una comunità, c'è la sua gente, quella gente che lui chiama “la cooperativa”, donne e uomini che lo circondano e lo aiutano, ognuno come può, condividendo un'idea alternativa di sport e di mondo basata non sul profitto ma sui valori di giustizia, uguaglianza e appartenenza.

Cooperativa Mangusta è una storia di sport, una storia popolare, una storia di riscatto.
 
LA STORIA DI LENNY

Lenny inizia a boxare da ragazzino, è bravo, vince molto e diventa subito una giovane promessa dei dilettanti. Poi in una finale dei Campionati Assoluti sbatte la faccia su un verdetto, a detta di tutti, ingiusto; da buon livornese contestatore non ci sta, lancia l'accappatoio addosso ai giudici e si becca una squalifica. Lenny decide di ritirarsi a soli 20 anni. Basta, chiuso per sempre. Prende altre strade e fa la sua vita; diventa una persona molto conosciuta in città, anche grazie alla sua appartenenza alla Curva Nord del Livorno Calcio e a vari movimenti popolari e antagonisti. Sono anni di trasferte, di impegno politico e sociale, di scontri e di diffide. Sono anni di vita sregolata, vita di strada che lasciano un segno evidente sul corpo di Lenny: 30 chili di grasso. Ha 27 anni e pesa quasi un quintale per 173 centimetri di altezza. Ma a questo punto in lui scatta qualcosa; risvegliato dalle immagini delle Olimpiadi di Atene e incitato dal bomber e amico Igor Protti, Lenny decide di tornare alla boxe. La prima battaglia è contro il peso. Un anno dopo è sotto i 70 chili, pronto a combattere nella categoria superwelter. Intanto fonda la sua Palestra Popolare, la Spes Fortitude, e guadagna i punti necessari per diventare pugile professionista.

Uno con questa storia potrebbe essere già soddisfatto così. Ma Lenny combatte e si fa onore. Il suo record sportivo parla chiaro: 23 incontri disputati, 9 vittorie per ko e 3 sconfitte. Lenny è stato campione internazionale IBO, Campione Italiano Superwelter, Campione Internazionale IBF, Campione del Mediterraneo WBC e Campione Intercontinentale IBF.
Niente male per uno che dieci anni fa era un uomo di 100 chili sdraiato sul divano.


DAL BASSO
Quando abbiamo deciso di girare un documentario sulla storia di Lenny, ci siamo messi subito a cercare un produttore che finanziasse il film. Non è facile trovarne di questi tempi e così siamo dovuti partire da soli. Man mano che il lavoro procedeva, però, ci è apparso sempre più chiaro che questo documentario era giusto realizzarlo dal basso. La storia di Lenny, infatti, è una storia che viene dal basso e che dal basso deve essere raccontata. Perciò approdare al crowdfunding ci è apparso del tutto naturale.
Con le nostre poche risorse siamo riusciti ad arrivare fin qui. Da soli non possiamo più andare avanti con le riprese. Adesso ci serve il vostro aiuto o questa storia non potrà essere raccontata. Per questo vi chiediamo di darci una mano a produrre il documentario, per fare in modo che questa storia possa appartenere a tutti.

Vi chiediamo di diventare produttori di Cooperativa Mangusta, ognuno con quel che può. Anche pochi euro sono importanti. E se qualcuno non può permettersi nemmeno quelli, fa niente, basta che diffonda questa pagina sui social network e anche così ci avrà dato un aiuto prezioso.
 
COME UTILIZZEREMO I SOLDI

Fino ad oggi abbiamo girato la preparazione di Lenny per la semifinale mondiale e lo abbiamo seguito e ripreso a Las Vegas. Tutto il resto è ancora da fare. 

I soldi raccolti serviranno per:
  • Affitto attrezzatura tecnica per le riprese (videocamere e microfoni)
  • Acquisto hard disk per i back up del materiale girato
  • Compensi per le persone che lavoreranno con noi                                                           (abbiamo intenzione, e anche bisogno, di allargare la squadra)
  • Costi di viaggio e di mantenimento nelle trasferte
  • Acquisizione materiale d'archivio
  • Diritti d'autore sulle musiche che utilizzeremo
  • Montaggio, grafica e post produzione
Un grazie di cuore a tutti quelli che vorranno partecipare a quest’avventura

 
Quando un pugile va Ko ci sono tanti tifosi in piedi, urla, esultanze. Il frastuono copre ogni cosa, telecronisti compresi. Le attenzioni ed i pensieri sono tutti per il vincitore, spesso solo l'arbitro e l'angolo si curano dell'uomo a terra. Il vincitore esulta ed è al centro dell'attenzione generale, giustamente visto come la star alla quale dare omaggio di tanto di spettacolo visto e vissuto.
Tuttavia, chi è stato da una parte e dall'altra, chi è stato su di un ring, sa bene quanto entrambi i contendenti hanno regalato alla battaglia, al Dio unico che regola con magia ogni contesa, l'amore e gli infiniti sacrifici per essere lì sopra. Altrimenti non ci sarebbe spettacolo. In quell'attimo, per un solo attimo, chi ama questo sport può rendersi conto che due sono gli attori che regalano quelle emozioni, e due sono gli attori che vanno omaggiati. È lì che credo vi sia il momento più giusto per inchinarsi a chi tanto ha dato e poco ha raccolto. A chi finisce in quell'attimo tutta la sua avventura. L'ho fatto prima di finirci io, pensando le stesse cose, cioè che un uomo come me, che inseguiva i miei stessi sogni e le mie stesse ambizioni, era caduto nel nome della disciplina che amo. [...] 

Non ci sono musiche emozionanti, chitarre urlanti e ritmi tribali, ma il rispettoso e struggente clima che ognuno di noi porta dentro in ogni battaglia, vinta o persa. Perché dentro, tutto pesa alla stessa maniera.
Lenny Bottai, 4 gennaio 2015

23 gennaio 2015

Thinking Football Film festival - Bilbao 9-14 febbraio 2015









Thinking Football Film festival è un festival di cinema ecalcio con tematiche sociali organizzato dalla Fundación Athletic Club e la Sala BBK, con la collaborazione del municipio di Bilbao. 
Il festival ci sarà dal al 14 di febbraio 2015 nella Sala BBK, con entrata gratuita.
Quella del 2015 sarà la terza edizione del Thinking Football Film Festival. 
Saranno presentati dieci film provenienti da paesi come Brasile, Francia, Germania, Stati Uniti, Polonia e Regno Unito. I film affrontano temi sociali e politici inerenti al calcio.
Gli spettatori voteranno la migliore pellicola che vincerà “Il Premio del Púbblico”. Il regista vincitore devolverà la parte economica della vincita a un progetto sociale collegato con lo sport.
I vincitori delle edizioni passate sono stati:
• Los Rebeldes del Fútbol (Gilles Pérez e Gilles Rof, Francia) nel 2013 
• Next Goal Wins (Mike Brett e Steve Jamison, Inghilterra) nel 2014.
Il primo film che verrà proiettato il 9 febbraio sarà “Les Rebelles du Foot 2, seconda parte della pellícola “Los rebeldes del fútbol”, presentata su Canal Plus Francia con lestorie di altri cinque calciatori che ebbero una  “parte sociale” oltre a quella calcistica.
Le 5 storie raccontate parlano di:
• Honey Thaljieh, fondatrice della squadra nazionale femminile palestinese.
• Claudio Tamburriniportiere del Lanús, imprigionato e torturato dalla dittatura argentina di Videla, che riuscì a scappare dal centro di tortura tristemente conosciutocome Mansión Sere).
 Cristiano Lucarelli, calciatore italiano di sinistra.
• Alfonsinhouno dei pionieri nella lotta per i diritti dei calciatori. 
• Saturnino Navazoprigioniero repubblicano nel campo di concentramento nazista di Mauthausen, doveorganiz un campionato di calcio per i prigionieri.


14 settembre 2012

Cinema e calcio: "Golpe de estadio"

 
Un film di Sergio Cabrera
su calcio, guerra e pace in Colombia.
 

Nel 1993, la Nazionale Colombiana avanza trionfalmente nelle eliminatorie sudamericane e ha buone possibilità di qualificarsi per il Mondiale USA '94. Una impresa petrolifera ha installato un accampamento in un piccolo villaggio della Colombia, chiamandolo Nuovo Texas, che diventa il bersaglio della guerriglia, con continui scontri con le forze di polizia locale.
In mezzo a questi scontri vengono distrutti gli unici due televisori della regione e questo rende impossibile vedere la partita finale tra Argentina e Colombia che si giocherà allo stadio Monumental de Núñez, a Buenos Aires.
L’unica soluzione consiste nell’istituire una tregua tra le fazioni che permetta di avere un televisore usando i pezzi di quelli distrutti durante i combattimenti e, tutti insieme, guerriglieri, soldati, preti e prostitute, si uniscono, almeno per un’ora, per vedere la partita.

Golpe de Estadio è stato candidato al Premio Goya come migliore pellicola straniera di lingua spagnola.
 
GOLPE DE ESTADIO - FILM COMPLETO
 
 

23 luglio 2012

Eric Cantona presenta il suo documentario “Les rebelles du foot”



La leggenda del calcio Eric Cantona, che il 12 luglio ha presentato a Sarajevo il suo documentario Les Rebelles du foot , ha affermato che “il calcio unisce le persone” ed insegna ai giovani ad essere aperti al mondo.

“Credo che il calcio possa essere un’educazione straordinaria per la gente” ha dichiarato Cantona ad Efe. “Il calcio è lo sport più popolare al mondo, è un gioco che attrae ed unisce persone differenti tra loro. Quando la si pensa in questo modo, quando lo si trasmette ai bambini perché abbiano una visione delle cose aperta, allora tutto questo diviene geniale” .

Cantona ha presentato lo scorso 12 luglio la sua pellicola alla 18esima edizione del Festival del cinema di Sarajevo, all’interno del programma “Open Air”. Il calciatore è arrivato a Sarajevo con Gilles Rof, che ha diretto il documentario, e con il fotografo Gilles Perez.

Il film narra la vita di cinque calciatori e delle loro lotte al di fuori del campo. Uno di questi è l’ex calciatore del FK Sarajev Pedrag Pasic, che durante la guerra in Bosnia (1992-1995) si rifiutò di abbandonare il paese per dedicarsi alla formazione dei bambini in pieno assedio di Sarajevo.
“E’ una grande soddisfazione essere qui, nel luogo dove abbiamo girato il documentario, in compagnia di uno dei “calciatori ribelli” “ ha detto Cantona durante la sua visita alla scuola di calcio di Pasic.

L’ivoriano Didier Drogba, il cileno Carlos Caszely, l’algerino Rachild Mekhloufi e il brasiliano Sócrates sono gli altri “ribelli” protagonisti del film ideato e scritto dalla vecchia stella del Manchester United, che nel 2001 è stato dichiarato il calciatore del secolo.

Dopo aver lasciato il calcio professionistico, “King Cantona”, come è conosciuto anche nella sua vecchia squadra, ha iniziato una carriera cinematografica che lo ha portato a lavorare con attrici come Cate Blanchett e registi come Ken Loach. Attualmente è allenatore della nazionale francese di beach soccer.

http://www.13productions.fr/les-rebelles/

25 gennaio 2012

ACAB, la vita reale non è un film

“Se il mondo vi odia ci sarà un perché”

Fine moduloMMM   
Presentazione del film ACAB alla Libreria Feltrinelli di corso Buenos Aires. Alle 18.30 è puntualmente iniziata la contestazione. Un primo striscione recitava “se il mondo vi odia ci sarà un perché”, un altro invece molto direttamente spiegava “Acab la vita reale non è un film”.
Dopo la presentazione nelle sale nella giornata di ieri il regista e alcuni attori si sono presentati, entrando da una porticina sul retro (chissà perché, non ce n’era mica bisogno!) per presentare a Milano il film tratto dall’omonimo libro di Carlo Bonini.
Come preannunciato la contestazione non aveva alcun obbiettivo censorio e s’è quindi posizionata dall’altro lato della strada aprendo gli striscioni, accendendo diverse torce e scandendo svariati slogan.
Ai passanti veniva distribuito un volantino che riprendeva i temi e le motivazioni spiegate nel testo d’indizione e in tanti si sono fermati a fare domande, parlare, chiedere lumi sui motivi di questa protesta, molti simpatizzando alle spiegazioni date e dimostrando una condivisione non scontata.
Lo spiegamento delle forze dell’ordine era notevole, in particolare i carabinieri, non sappiamo se per una malcelata invidia verso i celerini che con questo film la fanno da protagonisti…forse speravano di dimostrarsi più “fighi” in vista di un possibile sequel, certo è che come sempre la loro presenza era assolutamente inutile oltre che spropositata.
Ad un certo punto un gruppo ha deciso di entrare in libreria per portare la propria voce all’interno dello show cinematografico, la sala non era per niente piena e quindi è stato facile intervenire e far sentire un punto di vista radicalmente altro da quello che il film sottintende. Si sono quindi susseguiti gli interventi che hanno ricordato la vicenda di Carlo Giuliani, di Aldo Bianzino, di Federico Aldrovandi ma soprattutto e ancor di più hanno spiegato e raccontato i vissuti personali e collettivi di chi la realtà di cosa siano le diverse polizie nel nostro paese la vive tutti i giorni sulla propria pelle.

23 novembre 2011

Mapuche - La Fuerza de la Gente de la Tierra


La lotta delle comunità indigene del sud del Cile per recuperare le loro terre e i costi che hanno dovuto sostenere a causa delle politiche repressive dello Stato cileno mediante l'applicazione della legge antiterrorismo ai suoi leader. Dopo l'assassinio del giovane mapuche Alex Lemún, la cineasta Elena Varela intraprende un viaggio di ricerca con l'obiettivo di raccontare la storia degli ultimi dieci anni di resistenza di questo Popolo. Ricostruisce diversi antecedenti storici, conosce da vicino i capi, i prigionieri e i clandestini che raccontano le ragioni della propria lotta. Lo Stato cileno pone in essere varie strategie per circoscrivere e fermare questo movimento sociale ed Elena va registrando questo processo senza sapere di essere inquisita. Il 7 Maggio 2008 viene arrestata da agenti dell'intelligence, condannata a quindici anni di carcere e le viene requisito tutto il materiale filmico. La documentarista racconta questa storia a partire dalla propria esperienza di persecuzione politica.



Regia: Elena Varela
Sceneggiatura: Elena Varela
Fotografia: Andrés Urrutia
Montaggio: Elena Varela e Marcelo
Musica: Patricia Wang
Produttore: Elena Varela
Produzione: Ojofilm Ltda
Anno di produzione: 2011
Durata: 126 min

6 settembre 2011

PAULINEN PLATZ


P_FCStPauliGerPAULINEN PLATZ è il primo film sulla storia di un club di calcio, il St.Pauli di Amburgo, in Bundesliga2 (equivalente della serie B italiana di calcio) a partire dalla prossima stagione.



Il film è stato realizzato in collaborazione da ShooTv — shootv.com – e da SportEconomy — sporteconomy.it.
 




Paulinen Platz - 1 from shootv on Vimeo.




Paulinen Platz - 2 from shootv on Vimeo.




Paulinen Platz - 3 from shootv on Vimeo.




Paulinen Platz - 4 from shootv on Vimeo.




Paulinen Platz - 5 from shootv on Vimeo.




Paulinen Platz - 6 from shootv on Vimeo.




Paulinen Platz - 7 from shootv on Vimeo.




Paulinen Platz - 8 from shootv on Vimeo.




Paulinen Platz - 9 from shootv on Vimeo.




Paulinen Platz - 10 from shootv on Vimeo.

30 giugno 2011

THIS IS ENGLAND '86

this_86 
In Inghilterra è andat in onda una nuova mini serie tv intitolata This Is England '86.
Si tratta del sequel del famoso film di Shane Meadows uscito nel 2006.
Il regista spiega che aveva molto materiale inutizzato e molte idee incopiute, cosi da voler dirigere una sorta di capitolo 2 in 4 puntate.

Qui sotto trovate il link per recuperare tutte la puntate, l'inglese in molti passagi è discretamente contorto da capire per chi non lo mastica bene ma vale comunque la pena darci un'occhiata. E pensate che la prima puntata ha avuto una media di 2,5 milioni di spettatori. Fatascienza pura rispetto a quello che ci propinano qui in Italìa.

http://www.channel4.com/programmes/this-is-england-86/4od

21 aprile 2011

L'Altra Verità - Route Irish

Il regista inglese torna al cinema di denuncia con “L'altra verità”, dramma umano sullo sfondo degli orrori della guerra in Iraq.


Presentato in Concorso a Cannes 63
 


locandina-route-irish


“Chiamiamo le cose con il proprio nome: la guerra in Iraq è un crimine. Una cosa illegale, una guerra portata avanti nel nome dell’avarizia” – A parlare è il Maestro Ken Loach, cuore pulsante del cinema indipendente britannico, quello d’impegno e di alta tensione emotiva. E dopo il capolavoro poetico “Il mio amico Eric”, il regista non ha perso la capacità di tornare ad arrabbiarsi sul serio. Noi lo abbiamo incontrato quasi un anno  fa sulla Croisette dove “L'altra verità” è stato presentato in Concorso.
 


“La guerra in Iraq è un qualcosa che io e il mio sceneggiatore Paul Laverty volevamo trattare da tempo, ma dovevamo prima trovare un modo per raccontarla – ha detto Loach - È così che Paul ha avuto l’idea di creare Fergus, un ex agente delle SAS che ha perso il suo migliore amico in guerra e che è deciso a fare luce sul mistero dietro la sua morte. Nel film ogni suo passo verso la verità corrisponderà ad un passo ulteriore verso l’annullamento totale della sua anima”.
A quel punto il regista ha raccontato: “I governi britannici e americani hanno violato le convenzioni di Ginevra, praticando ogni tipo di tortura. E le persone che lo hanno permesso sono proprio Bush e Blair… e oggi l’ex Primo Ministro britannico è ambasciatore di pace in Merioriente! Occorre mostrare all’opinione pubblica i loro crimini”. E a quel punto Laverty rincara la dose, dichiarando: “E’ importante fare i nomi: sto parlando di Dick Cheney, Colin Powell, Condoleeza Rice, Ashcroft… queste persone giustificavano le torture e le definivano ‘interrogazioni tecniche’. Dopodiché si proteggevano dietro i loro avvocati. Devono rispondere delle loro azioni, Obama ha l’obbligo legale di esaminare questi atti criminali proprio perché gli USA dovrebbero rispettare le leggi delle comunità internazionali che loro stessi hanno firmato”.

Il titolo originale del film è “Route Irish”, e cioè il nome con cui viene definita la strada che collega l’aeroporto di Bagdad alla Green Zone colonizzata dagli americani. In pratica, il percorso più pericoloso al mondo. Nel film Loach racconta di soldati assunti privatamente da corporation in affari con i governi e incaricati di rapire e torturare i presunti terroristi: “Questo è lo spirito dei nostri giorni, ormai tutto è privatizzato, ogni cosa da cui si può trarre profitto. Incluso l’esercito ovviamente. Questi mercenari sono protetti dai governi e non sono soggetti alle leggi sul suolo iracheno. La fanno sempre franca”.

“Mentre preparavamo il film, abbiamo parlato con iracheni in Giordania e ci hanno raccontato che il conflitto continua sempre a peggiorare di giorno in giorno. Vendetta su vendetta senza fine. La verità è che gli USA non permetteranno mai uno stato indipendente, ci sarà sempre controllo sul territorio da parte loro”.
Infine il regista ha attaccato anche Hollywood: “Gli schermi non ci appartengono più. Tutto è monopolizzato dai blockbuster americani. Ma se c’è una cosa che davvero mi disturba sono tutti quei film di Hollywood incentrati sulla guerra in Iraq che ritraggono i soldati americani come le vere vittime. E che dire dei milioni di iracheni colpiti da questa tragedia? Non ne parla mai nessuno”.

5 luglio 2010

IL SANGUE E LA LIBERTA'

Il Sangue e la LibertàUna fredda mattina di dicembre l’ammiraglio Carrero Blanco, «l’Orco» come lo chiamano gli anti-franchisti,
il successore designato di Francisco Franco, tornava come sempre dalla chiesa dove quotidianam ente assisteva alla messa. Quella fredda mattina di dicembre la sua monotona routine fu bruscamente interrotta da 75 chili di esplosivo collocati sotto il manto stradale.
Nello stesso momento in cui «l’Orco» prendeva il volo con la sua Dodge nel cielo di
Madrid, la dittatura iniziava rapidamente a sgretolarsi. Quattro giovani baschi, il «Commando Txikia», dal nome di un loro compagno appena ucciso dalla polizia franchista, avevano vanificato il progetto di perpetuare il regime anche oltre la vita dell’ormai agonizzante Franco.
Sostenuti da un immenso amore per la libertà capace di vincere ogni dubbio e ogni tentennamento, grande al punto da renderli in grado di sopportare l’impossibilità di avere una famiglia, degli affetti, una vita normale, quella mattina il commando aveva realizzato qualcosa di impensabile: era riuscito a sferrare un colpo letale a un regime tirannico, vero e proprio fossile politico dell’Europa occidentale, che durava ormai da quasi quattro decenni, Il coraggio e la risoluta tenacia del «Commando Txikia» posero la Spagna finalmente nella condizione di liberarsi dalla dittatura e dall’oppressione.
Non così il popolo basco, che ha continuato a
vedersi negare il suo diritto a essere Nazione anche dopo l’avvento della democrazia.
Ora che la Spagna è libera dalla tirannia, Euskal Herria rimane ancora terra d’occupazione. Nel silenzio del mondo, i baschi – gli indigeni d’Europa – che si impegnano per affrancare il loro popolo continuano a farlo rischiando il carcere, la tortura, la vita.
Emblematico della vicenda del popolo basco è l’epilogo della vita di Gorka, guida carismatica del commando e indiscusso leader, cinque anni più tardi, in un’altra fredda mattina di dicembre.

 OgroSullo stesso tema, per chi non l'ha visto, si consiglia il film "Operazione OGRO" di Gillo Pontecorvo.

30 novembre 2009

TRIBUTO ITALIANO A JOE STRUMMER 2009

 

Ricordo l’appuntamento del 12 dicembre a Bologna, per ricordare Joe Strummer, cantante dei Clash e dei Mescaleros.

Non solo un concerto, non solo musica, ma anche un momento di incontro su temi sociali e politici.
Un modo forte di R-ESISTERE.

 

Sabato 12 Dicembre 2009

ESTRAGON , via Stalingrado 83, Bologna

Tributo a Joe Strummer
Giunge alla sua Sesta Edizione il Tributo Italiano a Joe Strummer, appassionato appuntamento dedicato all’indimenticato leader dei Clash scomparso nel dicembre del 2002.

Anche quest’anno il concerto benefit si terrà presso l’Estragon di Bologna ed anche quest’anno sarà organizzato e gestito in assoluta autonomia dai siti web Radioclash.it e Punkadeka.it.

 

L’evento è reso possibile, anche grazie alla fondamentale collaborazione delle band partecipanti e di un nutrito numero di amici / volontari.

 

Queste le band che parteciperanno (in rigoroso ordine alfabetico): 

- BULLET PROOF

- CANTINIERO
- CONTROLLO TOTALE

- FCR ROCKERS ALL STARS

- REDSKA
- STATUTO
- STRIKE
- TALCO
- THE SPAGHETTI ORCHESTRA (Progetto The Walker)

- TREMENDE
- WETDOGS

MEDIA PARTNER: The Legend Joe Strummer / Business A Low Cost Company / Radio Boots / Associazione Joe Strummer Magenta / Musicclub / Staypunk.it / MEI – SICUREZZA – KNOW YOUR RIGHTS ! ! ! / Associazione La Locomotiva / FCR / Punkitaliano / United Communication

ORARI : Dalle 16.00 apertura con proiezione del film documentario “Who Shot The Sheriff”.
Dalle 18.00 inizio del concerto, chiusura intorno alle 0.30.


INGRESSO: Euro 13,00 + Gadget.

Attenzione: Non sono previste prevendite.


RICORDIAMO che come ogni anno i proventi della serata saranno destinati a Strummerville, la fondazione senza scopo di lucro fondata dalla famiglia e dagli amici più intimi di Joe Strummer. Quest’anno sarà presente Trish Whelan, Charity manager di Strummerville.

15 ottobre 2009

IPAZIA è adesso un film, ma a chi fa paura?

Petizione contro la censura del film AGORA’

una-splendida-locandina-per-il-film-agora-di-amenabar-129017 

In Italia si vuole bloccare il film "Agorà" di Amenabar, che narra la storia della filosofa Ipazia, vissuta ad Alessandria d'Egitto fra la fine del IV e l'inizio del V secolo.

Ipazia diffondeva la grande cultura greca ed educava alla cittadinanza (agorà) mediante lo studio. Insegnava filosofia, matematica, astronomia. Un'anomalia doppiamente insopportabile: era una donna e per giunta pensava. Scomoda soprattutto al cattolicesimo apostolico romano, che in alleanza col decadente impero romano, aveva ottenuto nel 380 l'editto di Tessalonica con cui lo Stato diventava il braccio armato che perseguitava quanti non si conformassero ai dogmi cattolici.
una-scena-del-film-agora-133976

Ipazia con cocci taglienti venne fatta a pezzi, gettati per spregio ulteriore nel "cinerone" dove si bruciava la spazzatura. I suoi assassini erano monaci fanatici ed analfabeti al seguito del vescovo di Alessandria, Cirillo.

Questa figura di donna scomoda, apprezzata e stimata dai colti, ma difforme dal mito mariano che lo stesso Cirillo stava contribuendo a costruire, fa paura ancora oggi, visto che si sta cercando di bloccare la diffusione di un film che ne ripropone la storia.

http://www.petitiononline.com/agorait/petition.html

Alejandro Amenábar (Santiago del Cile, 31 marzo 1972) è un regista spagnolo, autore poliedrico in quanto oltre a dirigere i suoi film ne scrive la sceneggiatura e la musica.

Nato nel 1972 da padre cileno e madre spagnola, l'anno seguente la famiglia si trasferisce a Madrid. Studia alla facoltà di Scienze dell'Informazione di Madrid, ma presto lascia l'università e dirige i suoi primi cortometraggi.

Il suo primo lungometraggio, Tesis (1995), ottiene un grande successo in Spagna e vince sette premi Goya. Il suo secondo film, Apri gli occhi (1997) lo conferma come un nuovo talento, ed ottiene un grande successo anche all'estero. Nel 2001, Tom Cruise ne produce un remake ad Hollywood, diretto da Cameron Crowe, intitolato Vanilla Sky, nel quale Cruise recita assieme a Penélope Cruz, che aveva già recitato nello stesso ruolo, quello di Sofia, nella pellicola di Amenábar, accanto a Eduardo Noriega.

Il film seguente, The Others (2001) con Nicole Kidman, è il suo primo film in inglese, e vince otto premi Goya.

Nel 2004 si è aggiudicato alla 61a Mostra del cinema di Venezia il Gran premio della giuria con Mare dentro, un film sulla vita di Ramón Sampedro, interpretato da Javier Bardem. Con lo stesso film vince anche, nel 2005, il premio Oscar per il miglior film straniero.



 

15 maggio 2009

RADIOCLASH – NEWSLETTER nr.79 del 8 Maggio 2009

london calling  
RADIO POPOLARE MILANO OMAGGIA I 30 ANNI DI LONDON CALLING CON UN CONCERTO







In occasione del trentennale di London Calling (1979-2009) Radio Popolare Milano, all’interno della propria trasmissione Liberi Gruppi, dedicherà un concerto a questa speciale ricorrenza. Il concerto si terrà Mercoledì (sich…) 20 maggio alle 21,00 sul palco del Magnolia – Idroscalo di Milano, Via Circonvallazione Idroscalo 41 – alla presenza di band indipendenti selezionate e di special guest come Casino Royale, Ministri, Punkreas, Vallanzaska







A MANCHESTER SI PROIETTA DI NUOVO : “WHO SHOT THE SHERIFF” IL FILM DI ALAN MILES

sherifflargeNon è una novità ma andava segnalata anche se solo a titolo di pura informazione (visto l’importanza dei contenuti). Lunedì 11 maggio a Salford (Manchester) viene proiettato il film-documentario di Alan Miles dal titolo “Who Shot The Sheriff”. Questa pellicola, uscita originariamente nel settembre 2005, è un resoconto,dalle origini ad oggi, dell’importante impegno profuso dal Rock Against Racism Movement contro la crescita del National Front in Inghilterra, partito dichiaratamente fascista e razzista. La storia e le immagini dei concerti anti-razzisti vanno dunque dalla fine degli ’70 alla metà del 2000; esse mostrano le immagini live di Clash (famoso concerto in Victoria Park), Specials, Libertines, Steel Pulse, Hard-Fi, X Ray Spex, Sham 69, Misty in Roots. Inoltre il film-documentario contiene interviste a Mick Jones, Jerry Dammers, Neville Staples, Jimmy Pursey, Don Letts, Billy Bragg ed anche ai fondatori del Rock Against Racism : Red Saunders e Roger Huddle. Il movimento, attivo ancora oggi, ha avuto una parte molto importante nell’informare e sensibilizzare i giovani inglesi circa il problema del razzismo.
 
TORNANO GLI STORICI KLAXON CON UN NUOVO DISCO
 KLAXON_jpg_0_big
Con piacere rendiamo noto il ritorno discografico dei Klaxon, clashiana e storica punk band romana. Sarà l’etichetta indipendente romana Raged Records a pubblicare il nuovo lavoro, che uscirà a settembre, e che si preannuncia tirato, veloce ed aggressivo. Niente di meglio per i centocelle city rockers.

 

 

2 aprile 2009

SKINHEAD ATTITUDE

skin-att-pst-klein "Skinhead Attitude" è un documento, un viaggio attraverso il movimento Skinhead visto dagli occhi di Karole, una Skingirl di 22 anni, e dal registra Daniel Schweizer. 16 capitoli, che narrano la storia e i paradossi di un movimento nato alla fine degli anni ’60, che è passato attraverso ska, punk, estremismi politici, bugie, razzismo e anti razzismo. Durante il viaggio incontriamo il "Padrino" Laurel Aitken, Buster Bloodvessel, il fotografo Gavin Watson, Jimmy Pursey che fanno chiarezza sulle origini del movimento. Poi è la volta del white power, dove la responsabilità di questo imbastardimento della scena è tutta di Ian Stuart degli Skrewdriver. Da qui inizia un viaggio tra un invisibile rete internazionale che ci porta in una comunità nazi in Svezia, in Germania, tra i portavoci dei terroristi rivoluzionari di C18 e in USA tra KKK e minoranze ariane che credono di voler salvaguardare la razza bianca. In contrapposizione a tutto ciò Roddy Moreno degli Oppressed, e filmati negli ambienti SHARP con Stage Bottles, Scrapy e Los Fastidios, che si esibiscono in un concerto a Cracovia dove le forze dell’ordine provocano i kids che stanno andando al concerto caricandoli e arrestandoli. Il viaggio si conclude nel deserto di Las Vegas dove anni fa sono stati uccisi 2 skinhead anti-razzisti (un ragazzo bianco e uno di colore) da esponenti neo nazisti locali. Il prezzo da pagare è caro e il vuoto è immenso quando ci sono delle vite di mezzo, tutto per fottuta esasperazione, alienazione, ignoranza, povertà…  


assolutamente da vedere



  

15 gennaio 2009

IL CINEMA IN GIAMAICA E I RUDE BOYS

  “The Harder They Come”
Il cinema in Giamaica ed i Rude Boys


La Giamaica, isola grande come metà della Sicilia, è stata protagonista di dozzine di Film. Fin dagli anni sessanta l'industria del cinema si interessò dell'isola.


"Agente 007:Licenza di uccidere" e "Agente 007: Vivi e lascia morire" sono stati girati in alcune località dell'isola. In entrambi i film la Giamaica fa da sfondo alle imprese di un agente di Sua Maestà Britannica, le immagini mostrano spiagge bellissime e donne altrettanto belle, ma, chiaramente, tacciono sulle bidonville in cui era ammassata la gran parte della popolazione.


I rude boys, dopo aver visto i film, riportavano tutto a quella che era la loro esperienza quotidiana. Desmond Dekker compose il famoso brano "007 a Shanty Town", ambientando le gesta dell'eroe dello schermo tra le baracche di lamiera dei ghetti della periferia di Kingston.


I giovani giamaicani sono sempre stati degli amanti del cinema e la musica da loro prodotta ne è sempre stata influenzata, basta scorrere i titoli dei maggiori successi degli anni '60 e '70 per capirlo: "The return of Dijango","Guns of Navarone"


Inizialmente erano stati i western all'italiana ad affascinare i rudies: la figura dell'eroe duro, freddo, ma giusto si prestava ad impersonare lo stile cool dei ragazzi del ghetto. Molti DJ cominciarono a darsi nomi ripresi dai protagonisti dei film (Clint Eastwood, Lee Van Cleef). Tale era l'immedesimazione da parte dei giamaicani che, talvolta, il tutto degenerava in sparatorie all'interno dei cinema.


Dopo una serie di incidenti il governo proibì i western. La voglia di protagonismo, da parte di chi era escluso da ogni partecipazione, si riversò allora sui film di arti marziali, che l'industria di Hong Kong cominciava ad immettere sui mercati internazionali. Questo si rifletté nella musica, i vari "Natty Kung-Fu", "Natty Bruce Lee", "Kung-Fu fighting" e via dicendo…ne sono una prova. Erano, anche qui, la calma glaciale, la precisione e le tecniche micidiali dei protagonisti ad affascinare i ragazzi del ghetto. Inoltre nei film orientali era il non-bianco che si riscattava e riscattava gli altri oppressi, con la sola forza del suo carattere, riusciva a vincere a mani nude eserciti meglio armati ed organizzati.


Nel film di Bruce Lee "I tre dell’operazione Drago"("Enter the dragon"1973), appare anche un attore di colore: l’afroamericano Jim Kelly, campione di karatè e protagonista di vari film blaxeploitation. Anche questo filone (nato negli USA nei primi anni ’70 con pellicole come "Shaft" (1971), "Across 110° street"(" Rubare alla mafia è un suicidio"1972) , "Foxy Brown" (1974)…, sarà realmente il primo genere con afroamericani come protagonisti) avrà molta influenza nell’isola.


The Harder They Come


1305


Proprio ispirandosi al cinema blaxeploitation,nel 1971, il regista Perry Henzell realizzò un film ambientato in Giamaica tra i rude boys , e fu intitolato "The harder they come" dal testo di una famosa canzone che appunto recitava "…più duro è, più forte cade..". Il film si ispirava alle gesta di un bandito di strada realmente vissuto negli anni ’40: Rhygin. Il protagonista un giovane cantante reggae, Jimmy Cliff. La storia del film è travagliata: le riprese subirono mesi di ritardo, il film fu girato nelle strade di Kingston e due attori vennero uccisi a colpi di arma da fuoco prima della fine della lavorazione. La sceneggiatura fu continuamente rimaneggiata durante la lavorazione, lo stesso Jimmy Cliff intervenne più volte inserendo episodi della sua vita personale. Nato in un sobborgo di campagna nel 1948, Jimmy fece parte di quella generazione, che subito dopo l'indipendenza della Giamaica, andò a vivere nei ghetti alla periferia di Kingston attratta dalle promesse di lavoro e di benessere economico. In realtà quello che l'aspettava era la vita in baraccopoli, lavoretti saltuari e lo spaccio di ganja.


La forte personalità di Jimmy Cliff, comunque, lo portò ad uscire dalla vita senza speranza del ghetto, divenendo un cantante affermato ed iniziando una serie di viaggi, in Brasile, negli USA( dove incise "Vitnam" hit del movimento contro la guerra ,molto apprezzata da Bob Dylan), in Inghilterra ed in Africa. L' impegno politico e la ricerca spirituale lo portarono prima al marxismo, poi al rastafarianesimo ed infine all'Islam (religione che tuttora professa). Il film, sotto l'influenza di Jimmy, assunse così la forma di un'epopea sociale. Ivan, il protagonista, dopo aver inciso alcuni hits per pochi dollari, si dedica allo spaccio di marijuana, ma anche in questa situazione, insofferente allo sfruttamento, si mette in urto con la mafia legata alla polizia. Dopo una serie di vicissitudini cerca di scappare nella Cuba rivoluzionaria, affrontando sulla spiaggia i gunman della polizia. L'epico finale mette in luce la bellissima colonna sonora, che scandisce tutto il film dandogli il ritmo. I dialoghi sono tutti in patois (l'inglese dei neri giamaicani), e sottotitolati in inglese, per rendere più realistiche le atmosfere in cui si muovono i rude boys. I ghetti dell'isola sono ripresi dal vivo, ribaltando lo sguardo da depliant turistico con cui il cinema aveva fino ad allora guardato la Giamaica. Il film fu un vero e proprio shock per chi era abituato ad immaginare l'isola come semplicemente un paradiso per ricchi americani, pieno di sole, palme e belle donne.


A distanza di quasi trent'anni "The Harder They Come" rimane un cult movie per tutti gli amanti della musica, dei film di azione, delle storie a sfondo sociale e del grande cinema.