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23 settembre 2011

Sally Brown Rude Pub - ON MY RADIO


sally_biglietto_fronteSALLY BROWN
Rude pub



Via degli Etruschi - ROMA (San Lorenzo)



 Presenta



ON MY RADIO



Cattura30 SETTEMBRE            GHOPER aka BLESO 45 (Salento)

7 OTTOBRE                  CLEOPATRA SOUND (Lecce)

14 OTTOBRE                MR.GOLDFINGER  (Roma)

21 OTTOBRE                TRIBUTE TO LAUREL AITKEN



28 OTTOBRE                MR. RODDY MORENO (CARDIFF)




 



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11 maggio 2011

ROBERT NESTA MARLEY - R.I.P.


ROBERTNESTAMARLEY



Sant'Ann Bay - Giamaica 06 Febbraio 1945



Miami - U.S.A. 11 Maggio 1981
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L'11 maggio 1981 al Cedars Of Lebanon Hospital di Miami, in Florida, chiude per sempre gli occhi Bob Marley o, meglio, Berhane Selassiè, come si è ribattezzato sei mesi prima al momento della sua ammissione ufficiale tra i fedeli della Chiesa Ortodossa d’Etiopia. Si conclude così un lungo calvario di cure, preghiere, delusioni e speranze iniziato il 21 settembre dell'anno prima a New York dopo un concerto al Madison Square Garden. Quel giorno, come ogni mattina, la moglie Rita chiede a Bob di accompagnarla alla funzione nella Chiesa Ortodossa d’Etiopia della città, ma il cantante risponde di non sentirsi troppo bene. Deciso a scuotersi dallo strano torpore se ne va con alcuni amici nei viali del Central Park per fare un po’ di jogging. Dopo qualche minuto di corsa, però, cade a terra privo di sensi. Soccorso, si riprende velocemente ma resta turbato e si lamenta di aver il collo irrigidito in una posizione innaturale. L’équipe medica che lo visita gli diagnostica quello che probabilmente Bob intuiva già da tempo: il suo cervello è stato aggredito da una massa tumorale, la speranza massima di vita è di tre settimane. Il cantante decide di partire ugualmente per Pittsburg dove ha in programma un concerto. Invano Rita e gli amici cercano di impedire l’esibizione. Nonostante il dolore Bob resta sul palco per novanta minuti. Quando si ritira nel suo camerino è in un bagno di sudore e fatica a deglutire l’acqua che gli viene offerta. Pochi minuti dopo viene diffuso un comunicato stampa che annuncia la sospensione del tour per un non ben definito “stato d’esaurimento” di Bob Marley. Da quel momento inizia la sua solitaria battaglia contro la morte, ma la sua volontà e le sue risorse interiori non basteranno a combattere la malattia che lo divora. Smentisce le previsioni dei medici che gli avevano dato solo tre settimane di vita, ma non può fermare il suo destino. L’11 maggio 1981 muore al Cedars Of Lebanon Hospital di Miami senza riuscire a ritornare, come aveva sperato, nella natìa Giamaica. L'isola gli riserverà onori degni di un Capo di Stato con una camera ardente allestita nella National Arena di Kingston, uno degli spazi più grandi della città che si rivela, però, inadeguato a contenere l'impressionante afflusso di gente venuta a rendere l'ultimo saluto al profeta del reggae.

4 luglio 2009

Prince Buster - "the Voice of the people"

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" La mia è una musica di protesta che si batte contro lo schiavismo, i pregiudizi di classe, di razzismo, le disuguaglianze, la mancanza di prospettive economiche e le ingiustizie patite durante il periodo coloniale in Giamaica. FB 6871


Ci hanno rapiti dall'Africa dove i nostri antenati erano re e regine, trascinati in Giamaica sulle navi come schiavi, ci hanno sottratto il nostro nome, la nostra lingua, la nostra cultura, il nostro Dio, la nostra religione. Però la musica è l'anima dell'Africa, il suo spirito, il suo DNA, la sua eredità e quella non sono stati capaci di conquistarla, permettendo la nascita proprio qui in Giamaica della rivoluzione culturale che chiamiamo SKA: la madre, il grembo che ha partorito rocksteady e reggae, il nostro modo di vivere"


                                                         Prince Buster


 


30 marzo 2009

SOTTO PRESSIONE

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Si sta per varcare il confine, non si può fingere più le vene che pompano sangue e i nervi vanno da sé, sono più in tiro che mai amaro in bocca che sale forte per distruggere questa realtà ipocrita che mi si cuce sempre addosso.


Perciò non cerco tensione non ho più nulla da perdere ma so che sotto pressione do il mio meglio e meglio sto.


Non cerco un confronto perchè so che non c'è nessun motivo che mi trattenga ancora qui, freddo che sale fino al cervello è partito il primo colpo la polvere scava la mia follia tira su tira su memoria


Perciò non cerco tensione non ho più nulla da perdere ma so che sotto pressione do il mio meglio e meglio sto.


Si sta per varcare il confine non si può fingere più il cuore che spinge il mio sangue e i nervi vanno da sè, non cerco scuse ma responsabilità non posso stare ancora in cattività un'animale ferito da libertà troppo complesse senza stabilità


Perciò non cerco tensione non ho più nulla da perdere ma so che sotto pressione do il mio meglio e meglio sto.


 


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