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19 febbraio 2016

Dal nulla sorgemmo: la legione romana degli Arditi del popolo

Venerdì 26 febbraio ore 18.00
presso il Caffè del Corso
Corso Centocelle 32, Civitavecchia
 
La storia mai raccontata delle prime formazioni armate che strenuamente si opposero al fascismo
Introduzione di Cristiano Armati
Mentre nulla e nessuno sembrava in grado di contrastare il fascismo nella sua marcia verso la conquista del potere, gli Arditi del Popolo irrompono sulla scena politica scompaginando gli equilibri tra le forze in lotta.
Nati nel giugno del 1921 per impulso di un pugno di soldati dei reparti d'assalto, gli Arditi demoliscono il mito dell'invincibilità fascista, impartendo sonore sconfitte agli squadristi in camicia nera e mettendo in crisi l'intera macchina propagandistica del Regime, abituata a giustificare le violenze antipopolari in nome dei valori sacri alla Patria.
Fatti oggetto fin da subito delle particolari attenzioni del governo e delle forze dell'ordine e osteggiati anche dai leader dei partiti operai, gli Arditi del Popolo conducono un'impari lotta contro le milizie fasciste, ottenendo importanti vittorie e costituendo, anche nei giorni bui della marcia su Roma, una trincea che i seguaci di Mussolini non riuscirono a superare neppure con l'aiuto dell'esercito e della polizia.

5 febbraio 2013

Civitavecchia 5 febbraio 1959: licenziati 68 operai dell'Italcementi; occupate le cave di Allumiere e S.Severa

(Tratto da L'Unità del 6 febbraio 1959)


Il 5 febbraio 1959 a 68 operai dell'Italcementi sono consegnate altrettante lettere di licenziamento. In risposta, i cementieri occupano lo stabilimento civitavecchiese e le cave di Allumiere e Santa Severa. Il giornale L'Unità il giorno dopo scrive: "La fabbrica è silenziosa. Sul piazzale sostano una diecina di camion che avrebbero dovuto caricare il cemento....
(Tratto da L'Unità del 6 febbraio 1959)
I 68 licenziamenti, oltre che per le famiglie interessate, rappresentano un grave colpo per tutta la economia cittadina, già gravemente colpita. Non fa meraviglia, quindi, se questa sera, a Civitavecchia, non si festeggia il giovedì grasso. Tutte le associazioni che avevano organizzato feste da ballo le hanno sospese e rinviate per esprimere, in questo modo, la loro preoccupazione e la loro solidarietà ai cementieri in lotta."
Tutte le altre categorie di lavoratori inviano loro delegazioni presso lo stabilimento per esprimere solidarietà. Il giornale riporta solo tre nomi degli operai licenziati: Salvatore Crescentini, Armando Ricci e Giovanni Di Battista.
L'occupazione durerà giorni e vedrà l'intervento del nuovo governo Segni che procederà a far sgombrare lo stabilimento con la forza pubblica. Civitavecchia vivrà giorni di tensione e di solidarietà.