LA STORIA AL CONTRARIO SECONDO LE MARIONETTE DELLA NATO CHE
GOVERNANO KIEV
Alcune notizie flash
dal Banderastan (dal nome di Stepan Bandera, eroe della nuova Ucraina
filo-atlantica, nonché noto criminale di guerra e collaboratore delle truppe
d’occupazione naziste in Unione Sovietica).
Non passa giorno che le marionette della NATO che governano a Kiev, non
delizino il mondo con la loro ignoranza storica e pochezza politica oltre che
umana. Ma vediamo cosa ci riservano oggi gli eroi dei PiDioti locali (vi
ricordo sempre di memorizzare le immagini dell’europarlamentare del PD Gianni
Pittella che arringa una folla di nazisti a Kiev).
Le prime avvisaglie si sono avute a gennaio quando, durante una visita in
Germania, il primo ministro ucraino Arsenij Jatsenjuk ha dichiarato alla TV
tedesca ARD: “noi tutti ci ricordiamo bene dell’invasione di Germania e Ucraina
da parte dell’Urss nel 1941”. Credo che simili idiozie non meritino nemmeno un
commento, basta ricordare che il 22 giugno 1941 la Germania nazista e i suoi
alleati, lanciarono l’invasione dell’Unione Sovietica con il nome di Operazione
Barbarossa. Inoltre anche i bambini sanno che l’Ucraina fino al 1991 ha fatto
parte dell’URSS quale Repubblica Sovietica; in pratica, il povero primo
ministro sostiene che i sovietici si siano invasi da soli. Ci sarebbe da ridere
se non si parlasse di una tragedia che è costata la vita a circa venti milioni
di cittadini sovietici.
Passiamo a fine marzo con le dichiarazioni di Dmitri Yarosh, deputato della
Rada, leader di Settore Destro, nonché vice ministro della difesa. Cosa ha
sostenuto questo simpatico personaggio? In un’intervista per il quotidiano
ucraino Obosrevatel, ha dichiarato che gran parte del Donbas “è popolata da
Sovoks – veri Sovoks [termine spregiativo per definire i cittadini sovietici in
generale e i russi in particolare N.D.A.]. E dovrebbero essere deportati.
Abbiamo a che fare con chi non vuole vivere secondo le regole e le leggi dello
Stato, e devono essere trattati in modo molto duro. Ivi incluse la
deportazione, la privazione dei diritti civili, e così via. Senza la forza, non
sarà possibile fare niente con la regione, o, come si dice, invertire la
tendenza… Dopodiché un programma di ‘Ukrainizzazione amorevole’ può
cominciare.” Si sta forse prevedendo una pulizia etnica? Non ditelo al premio
Nobel per la pace Obama e alle maestrine dalla penna rossa sue seguaci;
potrebbero rimanerci male sapendo quanta nobiltà d’animo esprimono i loro
referenti ucraini.
Si arriva infine ai primi giorni di aprile, quando la Rada (quell’ammasso di
nazisti e servi dell’imperialismo che è il parlamento ucraino), ha votato una
legge che mette sullo stesso piano il nazionalsocialismo di Adolf Hitler con il
comunismo dell’Urss, adottando di conseguenza una normativa che ne vieta i
simboli di entrambi, come anche la negazione del loro carattere “criminale”. Per
chi infrange tali norme la pena prevista arriva fino a 5 anni di carcere. In
pratica con questa decisione si mette definitivamente fuori legge il Partito
Comunista Ucraino che nelle ultime elezioni regolari aveva ottenuto il 13% di
consensi, oltreché dare un’idea della storia secondo i padroni di Washington.
Anche qui il silenzio dei paladini dei diritti umani è davvero assordante, in
effetti questi devono valere solo per i paesi che si oppongono all’egemonia
planetaria anglosionista; ci si potrebbe quindi chiedere dove sono le Femen, le
Pussy Riot, le Luxuria; dove le Boldrini con i suoi battaglioni di maestrine
dalla penna rossa… Probabilmente risulta molto più proficuo cercare inesistenti
delitti nella Russia di Putin, piuttosto che denunciare quelli reali
nell’Ucraina a stelle e strisce.
Isidoro Ferrari