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19 febbraio 2016

Dal nulla sorgemmo: la legione romana degli Arditi del popolo

Venerdì 26 febbraio ore 18.00
presso il Caffè del Corso
Corso Centocelle 32, Civitavecchia
 
La storia mai raccontata delle prime formazioni armate che strenuamente si opposero al fascismo
Introduzione di Cristiano Armati
Mentre nulla e nessuno sembrava in grado di contrastare il fascismo nella sua marcia verso la conquista del potere, gli Arditi del Popolo irrompono sulla scena politica scompaginando gli equilibri tra le forze in lotta.
Nati nel giugno del 1921 per impulso di un pugno di soldati dei reparti d'assalto, gli Arditi demoliscono il mito dell'invincibilità fascista, impartendo sonore sconfitte agli squadristi in camicia nera e mettendo in crisi l'intera macchina propagandistica del Regime, abituata a giustificare le violenze antipopolari in nome dei valori sacri alla Patria.
Fatti oggetto fin da subito delle particolari attenzioni del governo e delle forze dell'ordine e osteggiati anche dai leader dei partiti operai, gli Arditi del Popolo conducono un'impari lotta contro le milizie fasciste, ottenendo importanti vittorie e costituendo, anche nei giorni bui della marcia su Roma, una trincea che i seguaci di Mussolini non riuscirono a superare neppure con l'aiuto dell'esercito e della polizia.

24 luglio 2014

La battaglia dell'Ebro

 
Il 24 luglio 1938 inizia la battaglia dell'Ebro.
Le forze repubblicane tentano di distogliere i nazionalisti dall'attaccare Valencia e di diminuire la pressione sulla Catalogna. In un primo momento le truppe repubblicane, comandate dal generale Modesto, ottennero un considerevole successo, ma vennero limitate dalla supremazia aerea nazionalista. I pesanti combattimenti continuarono fino a novembre.
La XV brigata fu la formazione di punta dell’esercito repubblicano, era chiamata anche "La Brigata d’acciaio" e venne impiegata nelle fasi più dure della guerra per la difesa della Repubblica contro il colpo di stato del generale Francisco Franco.
Fondamentalmente la guerra civile fu vinta dai falangisti soprattutto grazie all’appoggio aereo loro fornito dai governi nazi-fascisti italiano e tedesco.
 
Banda Bassotti - El paso del Ebro
 
 
 

26 aprile 2014

24 febbraio 2014

VALERIO MASTANDREA - Mio padre è morto a 18 anni partigiano

 
VALERIO MASTANDREA - Mio padre è morto a 18 anni partigiano
@RISINGLOVE - BANDITI SENZA TEMPO
22 Febbraio 2014

Mio padre è morto a 18 anni partigiano
Mi' padre è morto partigiano
a diciott'anni fucilato ner nord, manco so dove;
perciò nun l'ho mai visto, so com'era
da quello che mi' madre me diceva:
giocava nella Roma primavera.

Mo l'antra notte, mentre che dormivo,
sarà stato due o tre notti fa,
m'e' parso de svejamme all'improvviso
e de vedello, come fusse vero;
sulla faccia c'aveva un gran soriso,
che spanneva 'na luce come un cero.

- Ammazza, come dormi - m'ha strillato,
era proprio lui, ne so' sicuro,
lo stesso della foto che mi' madre
ciaveva sur comò, dietro na fronda
de palma tutta secca, benedetta,
un regazzino, che ride in camiciola,
cor fazzoletto rosso sulla gola.

Ma siccome sognavo i sogni miei,
pe' la sorpresa j'ho chiesto: - Ma chi sei?-
- So' tu' padre - ma detto lui ridenno
- forse che te vergogni alla tua età
de chiamamme cor nome de papà? -

- No, papà, te chiamo come hai detto,
me fa ride vedette ar naturale,
scuseme tanto se me trovi a letto,
che voi sape'? Nun me posso lamenta',
nun so' un signore, trentadu' anni,
davanti c'ho na vita,
ancora nun è chiusa la partita. -
Lo sai, da quanno mamma s'è sposata
co' mi' padre, che invece è er mi' patrigno...
credo sett'anni dopo la tua morte... -

A 'ste parole ho visto che strigneva un poco l'occhi,
come quanno se sta ar sole troppo forte.
- Scusa papa', credevo lo sapessi -
Ma lui, ridenno senza facce caso,
spavardo, spenzierato, m'ha risposto:

- Ma che ne so io de quello che è successo,
io so' rimasto come v'ho lassato,
quanno giocavo, giocavo, giocavo...
giocavo a calcio e mica me stancavo,
giocavo co' tu madre e l'abbracciavo,
giocavo co' la vita e nun volevo,
coi fascisti però nun ce giocavo,
io sparavo, sparavo, sparavo. -

Poi m'ha toccato i piedi dentro al letto
e ha fatto un cenno, come da di' - Sei alto! -
- E dimmi - dice - prima d'anna' via,
che n'hai fatto della vita
che t'ho dato giocanno co la mia...
Vojo sape' sto monno l'hai cambiato?
Sto gran paese l'avete trasformato?
L'omo novo è nato o nun è nato?
In qualche modo c'avete vendicato?
- e rideva co' l'occhi, coi capelli,
sembrava quasi lo facesse apposta.
Me sfotteva, capito, quer puzzone
rideva e aspettava la risposta.

- Ma tu che voi co' tutte 'ste domanne?
Mo' perché sei mi' padre t'approfitti.
Tu m'hai da rispetta', io so' più grande!
Va beh adesso accampi li diritti
perché sei partigiano fucilato...
ma se me fai sveja' io t'arisponno,
mabbasta solo che aripijo fiato.

Certo che la vita è migliorata!
Avemo pure fatto l'avanzata.
Travolgente hanno scritto sui giornali. -

- Mejo così - me fa - se vede che è servito...
vedi quanno che m'hanno fucilato
Nun ho strillato le frasi de l'eroi
pensavo a voi che sullo stesso campo
avreste certo vinto la partita
pure che io perdevo er primo tempo. -

- No, un momento papà, te spiego mejo...
nun è che avemo proprio già risorto
nella misura in cui ci sta er risvorto emh...
E allora quer ragazzo de mi' padre
che stava a pettinasse nello specchio
s'arivorta me fissa e me domanna:
- Ma insomma, adesso er popolo comanna?-

Qui so zompato sur letto, co' na mano
m'areggevo le mutanne, co' l'altra
cercavo de toccallo, e nun potevo.
Allora j'ho parlato,
perché m'aveva preso come 'na malinconia
e nun volevo che se ne annasse via
prima de sape' bene come è stato.

- Sei ragazzo, papa', come te spiego
nun poi capi' come cambia er monno..
Ce vole tempo, er tempo se li magna
i sogni nostri, io, sai che faccio, aspetto!
Tutto quello che viene, io l'accetto,
semo contenti se la Roma segna,
li compagni so' tanti e li sordi pochi...
e nun ce sta più tempo pe' li giochi! -

- Ma so' sempre quelli te strappano le penne,
ma tu nun poi capi' papa', sei minorenne,
se eri vivo te daveno trent'anni,
mejo che torni da dove sei venuto,
perché quelli che t'hanno fucilato,
proprio quelli lì qui te fanno mori' tutti li giorni!
Lassa perde papà, qui nun e' aria,
semo cresciuti...nun semo piu' bambini,
torna a gioca' co' l'artri regazzini
che hanno fatto come hai fatto tu,
noi semo seri...e nun giocamo più.

A 'sto punto mi padre s'e' stufato,
ha fatto du' spallucce, un saluto,
s'è rimesso in saccoccia la sua gloria
e vortanno le spalle se n'e' annato
ripetendo nel vento la sua storia:

- Ma che ne so io de quello che è successo,
io so' rimasto come v'ho lassato,
quanno giocavo, giocavo, giocavo...
giocavo a calcio e mica me stancavo,
giocavo co' tu' madre e l'abbracciavo,
giocavo co' la vita e nun volevo,
coi fascisti io però nun ce giocavo...
io sparavo, sparavo, sparavo.

24 maggio 2013

2a MARCIA PARTIGIANA SUI SENTIERI DEL MONTE BLUM

 
Domenica 26 maggio - Rovetta

Ritrovo a Bergamo in piazzale Malpensata e partenza per Clusone alle ore 8:00.
Una marcia come punto finale di un lavoro di sensibilizzazione e informazione sul raduno nazifascista che si svolge ogni anno a Rovetta: proprio nel giorno in cui saliremo al centinaia di nazifascisti si ritroveranno nel cimitero del paese per celebrare le "gesta" dei repubblichini della legione Tagliamento. Gesta, le loro, che includono torture, incendi di interi paesi della Val Seriana, omicidi e deportazioni.
Una Marcia per ripercorrere i percorsi di chi ha liberato questo paese dal nazifascismo, perché ogni passo renda più viva e attuale la memoria di chi è stato in grado di ribellarsi alla dittatura.
Una Marcia per non dimenticare: un percorso di Resistenza, per alzare fiero il nostro grido di Libertà!
Ritrovo e parcheggio dalle ore 8.00 nel piazzale ex cinema Mirage di Clusone. Raggiunto a piedi l'oratorio dei Disciplini del capoluogo seriano, inizierà l'ascesa fino alla cima del Monte Blum attraverso il sentiero Cai 317 dove pranzeremo (sarà allestito un punto ristoro oppure sarà ovviamente possibile pranzare al sacco). Altri punti ristoro saranno allestiti durante il percorso.
Il percorso
Tempo andata ore 2,00 - Ritorno ore 1,45
Clusone (640 m)-Fontanino del Papà (770 m)-Sella del M. Simer (940 m)- Cascine di Blum (1250 m) - Chiesetta degli Alpini (1310 m)
Dal parcheggio saliamo fino a Piazza Orologio. Prendiamo a sinistra la strada asfaltata che aggira dall’alto la Basilica e salendo rapidamente - superato l’antico “Put Filipì” - si perviene in piano al Fontanino del Papà e poco oltre si lascia la strada e si devia a destra su un sentiero che in ripida salita (è il tratto fisicamente più faticoso del nostro itinerario) ci porta alla sella del Monte Cimiero (o Simér) la cui croce è ben visibile da Clusone. Continuiamo con percorso semi-pianeggiante e dopo poco lasciamo sotto di noi la “Stàla bianca” per continuare con panoramica traversata e con qualche strappo in salita fino ad un’incisione della cresta che congiunge il M. Crapèt alla Cima di Blum. Da qui in leggera salita prima e con percorso in piano poi siamo alle cascine di Blum dove arriva la carrareccia da Rovetta. Ancora uno strappo e siamo arrivati alla Chiesetta degli Alpini al M. Blum.
Il ritorno è previsto dopo pranzo attraverso il medesimo percorso dell'andata. Per chi avesse difficoltà è previsto un servizio di trasporto.
* Dislivello da superare: 650-700 m circa.
* Difficoltà: T-E
* Pericoli: nessuno, occorre solo attenzione nella discesa della mulattiera in caso di terreno umido
* Acqua: al Fontanino del Papà
* Riparo in caso di maltempo: alcune baite lungo il percorso e in località Blum
* Preparazione fisica richiesta: buona. Consigliata dagli 8 anni in su.

9 novembre 2012

9 novembre 1921: arditi del popolo in trasferta contro i fascisti

Il 9 novembre 1921 un gruppo di arditi del popolo civitavecchiesi, fra loro Vincenzo Benedetti, Benedetto Salerni, Vincenzo De Fazi, Amilcare Urbani ed Otello Gargiullo, si recano a Roma per aiutare i loro compagni capitolini nella fabbricazione di bombe con la gelatina da scagliare contro i fascisti riuniti a Roma per il terzo congresso nazionale dei Fasci italiani di combattimento, che in questa occasione si trasformano in Partito Nazionale Fascista.

In questi giorni, nella capitale, si contano 7 morti e più di 150 feriti. Valerio Gentili nel suo recente volume "La legione romana degli arditi del popolo" scrive che "a Civitavecchia, città in cui dal 9 al 14 novembre è stato proclamato lo sciopero generale in solidarietà con il popolo romano, le milizie fasciste cercano di espugnare la città ma anche qui la resistenza guidata dagli arditi del popolo scompagina i loro piani."

I fascisti toscani, reduci dal congresso romano, cercano vendetta a Civitavecchia, ma le autorità governative riescono a restringere gli squadristi nella stazione ferroviaria, evitando lo scontro con gli arditi del popolo civitavecchiesi, che la polizia quantifica forti di 600 membri.

fonte: Almanacco civitavecchiese: di Enrico CIANCARINI

26 settembre 2012

Civitavecchia 26 Settembre 1927


38 antifascisti mandati al confino
 

ll 26 settembre 1927 ben 38 antifascisti sono condannati dalla Commissione provinciale al confino di polizia, per durate che variano dai due ai cinque anni. La motivazione e' "Antifascisti di Civitavecchia di varie correnti politiche, tra cui numerosi ex arditi del popolo, tengono riunioni, organizzano espatri clandestini, svolgono attivita' contraria al Regime".

Ecco l'elenco dei 38 condannati al confino:
Domenico Alocci, Bruno Anastasi, Giordano Bruno Anzuinelli, Ferdinando Biferali, Cesare Bomba, Salvatore Cima, Carlo Conti, Sante De Felice, Alfredo Di Giovanni, Benedetto Fiorentini, Antonio Fraticelli, Otello Gargiullo, Pietro Gorla, Giuseppe Iengo, Nicola Iengo, AngeloLeoni, Umberto Lini, Galliano Lisoni, Giglio Marrani, Basilio Mecozzi, Antonio Morra, Angelo Parigiani, Arduino Pierotti, Domenico Pierucci, Archimede Pucci, Corrado Reali, Cesare Ribuffi, Gioacchino Ribuffi, Silvio Ribuffi, Angelo Rinaldi, Clodoveo Sabatini, Augusto Salerni, Menotti Salerni, Settimio Salerni, Ugo Tarantino, Fioravanti Tassi, Amilcare Urbani, Armando Zuccari. (Da Storia di Civitavecchia volume VI)

17 luglio 2012

17 luglio 1921: nasce il battaglione degli "Arditi del popolo"


di ENRICO CIANCARINI *

Il 17 luglio 1921 alla Compagnia del Porto un gruppo di portuali, operai cementieri, ferrovieri ed altri rappresentanti della classe operaia civitavechiese danno vita al Battaglione civitavecchiese degli Arditi del Popolo. Pochi mesi dopo fonti della polizia politica attestano che gli arditi a Civitavecchia sono oltre 600, attribuendo a quella sezione il primato nel Lazio e in Italia.

A settembre 1921 la polizia opera per sciogliere il battaglione che ufficialmente viene soppresso ma nei mesi successivi deve constatare che è tutta una finzione: gli arditi del popolo civitavecchiesi lottano e si oppongono con forza alle squadre fasciste che giungono da Roma e dalla Toscana per conquistare al fascio la città portuale, roccaforte bolscevica nel Lazio.

Saranno mesi di duri scontri. Se ad agosto 1922 la vittoria arride agli arditi, il mese dopo sono loro ad uscire sconfitti nello scontro con le Camice nere che stringono d'assedio la città, costringono alle dimissioni la giunta socialista e i portuali ad un accordo penalizzante sulla gestione del loro lavoro nello scalo cittadino.

Ad ottobre gli arditi assaltano la sede del fascio di combattimento. L'ultimo episodio di resistenza è del 28 ottobre 1922, in piena Marcia su Roma, quando 90 di loro oppongono una breve resistenza alle migliaia di fascisti toscani che hanno invaso Civitavecchia, pronti a marciare su Roma per ottenere dal re la nomina di Mussolini a presidente del consiglio.

Per decenni l'oblio della memoria è caduto su questo primo movimento antifascista, e solo gli studi del'ultimo scorcio di secolo hanno riportato la luce su di essi grazie ad alcune pubblicazioni.

Civitavecchia ancora non ha onorato con una lapide o un monumento questi suoi figli che si opposero alla violenza fascista. Sarebbe bello che la nuova amministrazione comunale concretizzi la delibera comunale di dieci anni fa che prevedeva un riconoscimento toponomastico in memoria degli arditi del popolo e che si organizzi un convegno di studi su di essi e sugli anni che portarono l'Italia al regime fascista, in cui la nostra città ebbe un ruolo da protagonista sulla scena nazionale.


* Società Storica Civitavecchiese

11 giugno 2012

Festival delle Controculture


III FESTIVAL DELLE CONTROCULTURE DI VIA DEI VOLSCI
Dedicato ai compagni scomparsi che hanno animato questa strada

15 GIUGNO - Ore 18:
dibattito LA LOTTA POPOLARE NO TAV
con
-comitato popolare di Bussoleno contro l’Alta Velocità
-comitato NOTAVLIBERI (Milano)
-Marco Lucentini (avvocato)
-Duka (militante)
-Nunzio D'erme
- scrittrici e scrittori di "ANIMALI VIVI"
-operai RSI
- microfono aperto alle compagne ed ai compagni della ROMA NO TAV

Ore 20,30: cena sociale @ spazio sociale 32
Ore 22,00:VIDEOPROIEZIONE del film sull’IWW “THE WOBBLIES”
Prodotto e diretto da: Stewart Bird e Deborah Shaffer, Vincitore del New York Film Festival e del Berlin International Film Festival

16 GIUGNO - ORE 17,30
dibattito REPRESSIONE: DALLO STADIO ALLE PIAZZE
con
Marco De Rose (Rebel Fans Ultrà Cosenza, autore di “CONTROCULTURA ULTRAS")
Andrea Ferreri (Bepress edizioni, autore di “ULTRAS: I RIBELLI DEL CALCIO")
Microfono aperto ai ragazzi delle curve
ORE 19,00: presentazione del libro “LA COLLERA DELLA CASBAH: voci di rivoluzione da Tunisi” con l’autore Fulvio Massarelli e del libro "IN OGNI STRADA, voci di rivoluzione dal cairo" con l'autore Lorenzo Fe

ORE 21,00: cena sociale @ spazio sociale 32
ORE 22,00: VIDEOPROIEZIONE del film sul sainkt pauli "PAULINEN PLATZ"
A seguire documentario autoprodotto “CALCIO SENZA CONFINI(Lecce antirazzista)

Durante la due giorni in funzione:

birreria sociale @ spazio sociale 26
Mostra ultras @ Rebel store , via dei volsci 41
Mostra No Tav@ via dei volsci
Live painting& Murales con DANS LA RUE
dancehall & RaP @ Rebel store
presentazione RADIO ASSALTO con interviste e diretta

29 novembre 2011

È nata l’Ardita San Paolo


Un nuovo progetto di sport popolare nel municipio XI



 “Partecipazione collettiva, sudore e passione, ma soprattutto restituire il calcio al suo legittimo proprietario: il Popolo”
 
di Matteo Picconi

d7bb12e0-a28f-4490-8fde-7c10018c3f6eSere fa, in piazzale dei Caduti della Montagnola si è sentito un “boato”, un insieme di urla che col passare dei secondi si è uniformato in cori inneggianti a qualcosa che, in lontananza, sembrava indefinito. Era lunedì, non c’erano né Champion’s League, né turni infrasettimanali di serie A. Qualcosa di strano ha destato la curiosità degli abitanti del quartiere verso lo storico campo “Laurentino” di via Luigi Perna. Due squadre dilettantistiche si stavano affrontando ma, fatto inconsueto, a sostenerli c’erano quasi un centinaio di persone. “E che sarà mai? – si è chiesto il vecchietto sotto casa con la busta della spazzatura in mano – ’a Maggica è venuta a giocà alla Montagnola?”
Non era la Roma, non c’erano “pezzi da novanta” a correre sul campo di pozzolana del Laurentino, ma l’Ardita San Paolo, una squadra di giovani abitanti del quartiere, nata proprio nella scorsa estate. L’Ardita, nome che prende spunto dalle formazioni antifasciste degli “Arditi del Popolo”, è un progetto che mira a riportare questo sport “su terreni più consoni riguardo a quelle che sono le sue origini e la sua tradizione”. Il calcio, infatti, sport nazionale per eccellenza, non sembra rappresentare più coloro che lo seguono e lo praticano costantemente. Gli sponsor, le pay-TV, i continui scandali, tra calciopoli e le scommesse, nonché gli ultimi discussi provvedimenti come la tessera del tifoso, hanno totalmente stravolto uno sport “sano e popolare” come quello del calcio.
Oltre ad ambizioni meramente sportive, l’Ardita San Paolo si prefigge un obiettivo soprattutto sociale e d’integrazione, dove non vi è spazio per nessun tipo di discriminazione “razziale o territoriale” e dove il giocatore come il tifoso possano condividere le loro stesse passioni. Non da ultimo l'intento di ricostruire, dietro i colori di questa squadra, un forte senso di appartenenza con il proprio quartiere e quel messaggio di solidarietà sociale che il mondo del calcio ha perduto ormai da diverso tempo. Come già espresso dai fondatori dell’Ardita, lo scopo è quello di “scavare la vera natura di questo sport, lontani dalle logiche di mercato del tanto odiato calcio moderno”.
Come tutti i progetti dalle larghe e meritevoli vedute, l’Ardita San Paolo parte dal basso, militando nei campionati amatoriali dell’Acli. Le ambizioni sono molte e la prima vittoria, ottenuta sul filo del rasoio per 1-0 contro la Valdurz, ha portato grande entusiasmo che giocatori e tifosi dell’Ardita San Paolo sono pronti a condividere con chi crede in un calcio diverso.

12 luglio 2011

Nascita degli Arditi del popolo


17 luglio 1921
Nasce a Civitavecchia il locale battaglione degli Arditi del popolo.
Nato a Roma da pochi giorni per mano di Argo Secondari, il movimento degli Arditi si pone l’obiettivo di contrastare la violenza fascista. nella nostra città ha un rapido sviluppo fra gli anarchici, i socialisti e i comunisti, fino a raggiungere il numero di oltre 800 iscritti.
Uno degli arditi civitavecchiesi, Vincenzo De Fazi, entrerà nel direttivo nazionale del movimento mentre a livello locale è Vincenzo Benedetti, secondo la polizia, a guidare il battaglione.
Una storia affascinante, semisconosciuta sia a livello nazionale che locale, che meriterebbe una maggiore attenzione da parte di Civitavecchia, come l’intitolazione di una piazza o di una via agli Arditi del popolo civitavecchiesi.
 
 arditi_del_popolo_2
"...Ben lontani dal patriottardo pescicanismo, fieri del nostro orgoglio di razza, consci che la nostra Patria è ovunque siano popoli oppressi:
Operai Masse Lavoratrici Arditi d'Italia: A NOI!"

(L"A NOI!" , quello degli Arditi del Popolo, di cui più tardi si appropriarono i fascisti, cancellandone il significato originario)