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11 maggio 2017

COME RONDINI IN GABBIA di Enrico Zanza e Federica Rude

Come rondini in gabbia

di Enrico Zanza e Federica Rude

Skin e punk fotografati sul posto di lavoro e nella vita quotidiana


Un reportage nato con una domanda: cosa fanno gli skin e i punk quando i pub sono chiusi? 

La risposta è racchiusa in un libro di foto e testimonianze stampato nel formato 23x23 cm su carta pregiata e, allestito in un'edizione limitata di 300 copie contenenti un 7'' con inediti di Sempre Peggio, Shots in the Dark e Automatica Aggregazione.




19 febbraio 2016

Dal nulla sorgemmo: la legione romana degli Arditi del popolo

Venerdì 26 febbraio ore 18.00
presso il Caffè del Corso
Corso Centocelle 32, Civitavecchia
 
La storia mai raccontata delle prime formazioni armate che strenuamente si opposero al fascismo
Introduzione di Cristiano Armati
Mentre nulla e nessuno sembrava in grado di contrastare il fascismo nella sua marcia verso la conquista del potere, gli Arditi del Popolo irrompono sulla scena politica scompaginando gli equilibri tra le forze in lotta.
Nati nel giugno del 1921 per impulso di un pugno di soldati dei reparti d'assalto, gli Arditi demoliscono il mito dell'invincibilità fascista, impartendo sonore sconfitte agli squadristi in camicia nera e mettendo in crisi l'intera macchina propagandistica del Regime, abituata a giustificare le violenze antipopolari in nome dei valori sacri alla Patria.
Fatti oggetto fin da subito delle particolari attenzioni del governo e delle forze dell'ordine e osteggiati anche dai leader dei partiti operai, gli Arditi del Popolo conducono un'impari lotta contro le milizie fasciste, ottenendo importanti vittorie e costituendo, anche nei giorni bui della marcia su Roma, una trincea che i seguaci di Mussolini non riuscirono a superare neppure con l'aiuto dell'esercito e della polizia.

18 marzo 2015

CHAVEZ ES FUTBOL


CHAVEZ ES FUTBOL (2014) è un libro a distribuzione gratuita pubblicato da Gilberto Carrillo e David Rosas nel quale si raccontano, tra le altre, le storie degli striscioni dedicati al Comandante Chavez dopo la sua morte nelle curve degli stadi di tutto il mondo.

Un capitolo è dedicato all’Italia e gli autori scrivono stupiti dello striscione apparso nella curva nord della Lazio conoscendo la tendenza della curva stessa.

 “Il calcio è il regno della lealtà umana esercitata all’aria aperta”
Antonio Gramsci

21 maggio 2014

MONIKA ERTL – LA RAGAZZA CHE VENDICO’ IL “CHE”


Per la vendetta, nessun cammino è lungo…
MONIKA ERTL – LA RAGAZZA CHE VENDICO’ IL “CHE”

 
Il 1 Aprile 1971 Roberto Quintanilla, il colonnello dei servizi segreti boliviani che aveva voluto la morte del “Che”, viene assassinato nella sede del consolato boliviano ad Amburgo.
I colpi mortali partono da una colt Cobra registrata a nome Giangiacomo Feltrinelli.
La vendetta si consuma per mano di una giovane di origini tedesche che abbracciando la lotta armata ha scavato un solco tra se e il padre, alpinista e operatore di cinema compromesso con il nazismo e amico di Klaus Barbie, il macellaio di Lione.

30 aprile 2013

FOOTBALL RIVALRIES - DERBY E RIVALITA' CALCISTISCHE IN EUROPA


di Vincenzo Paliotto

Football Rivalries compie un viaggio ideale, come una sorta di vera e propria guida, attraverso le rivalità calcistiche di tutto il calcio europeo. Dalle più importanti e conosciute come l’Old Firm, i London Derbies o l’El Clàsico spagnolo, fino ad immergersi nei derby provinciali del calcio italiano ed inglese, scoprendo una volta di più che i derby e le rivalità calcistiche vengono vissute con la stessa intensità e tradizione in ogni angolo del Vecchio Continente. Il volume prende in esame in maniera più o meno diffusa oltre 150 sfide tra derby e rivalità, con i protagonisti in campo, gli impianti di gioco ed i suoi tifosi.

E’ un compendio straordinario di tutti i derby d’Europa, nessuno escluso, una raccolta di informazioni e di aneddoti unica nel suo genere. Dalla Gran Bretagna - partendo dalle partite di calcio ancora rudimentale tra parrocchie limitrofe, che si teneva già nell’Ottocento nella cittadina di Derby, e che dette poi il nome ad ogni tipo di sfida fratricida - all’Italia, dai nuovi ricchi di Mosca al celebratissimo Clasico di Spagna (che poi vero e proprio derby non è, confrontandosi Madrid e Barcellona), vengono passate in rassegna tutte le rivalità calcistiche del Vecchio Continente.

Con questo libro si ha la possibilità di conoscere le sfide di Paesi lontani dai riflettori del grande calcio come l’Old Firm maltese, della torcida dell’Hajduk di Spalato, la più antica d’Europa, delle sfide politiche più che calcistiche che si giocano nei Balcani e in Irlanda, dei derby di quartiere dell’Est europeo.

Partite e protagonisti lontanissimi tra loro ma uniti dal sacro fuoco del derby, della sfida che non si può perdere e che può regalare la fama eterna.

Indice
1- Londra, la City del calcio
2- La cultura inglese del derby
3- Scozia, gente antica del calcio
4- Derby d’Irlanda, ben oltre le partite di calcio
5- Galles, rivalità di confine
6- De Klassieker, il calcio in Olanda e dintorni
7- Derby e rivalità nel cuore del Vecchio Continente
8- Il calcio champagne tra regioni e rivalità
9- La guerra eterna del Clàsico
10- Il campanilismo del calcio italiano
11- I Balcani, una polveriera per il calcio
12- Cose turche del pallone
13- Derby nel Mediterraneo
14- Est europeo, derby oltre la storia ed i regimi
15- Derby, vodka e nuovi ricchi

2 aprile 2013

MAR DEL PLATA - Romanzo


 
Quella dei desaparecidos argentini è una tragedia ancora avvolta nella nebbia.
Da quando, nel 1977, le madri di Plaza de Mayo a Buenos Aires cominciarono a chiedere la verità sui loro figli, di tanto in tanto l’alone del mistero si squarcia.
Emergono storie, come quella riportata a galla dal giornalista scrittore Claudio Fava (sceneggiatore del film «I cento passi») che nel romanzo «Mar del Plata» ha raccontato la vicenda della squadra di rugby La Plata, decimata dai bravi di Videla ma rimasta in campo a giocare fino a fine campionato perché «tutti non ci potranno ammazzare».
 
Una storia che comincia nel 1978 quando, proprio con lo sport, il Regime voleva proporsi al mondo come modello vincente e alzò al cielo la coppa del mondo di calcio. Ma mentre Kempes segnava, Otilio Pascua, mediano di apertura, veniva ritrovato nel fiume con le mani legate dietro alla schiena e con un foro di proiettile alla testa. La colpa? Aver simpatizzato per il movimento studentesco. Storia che decolla col raccoglimento nella partita successiva - un minuto che diventano dieci - e che si conclude con l’ultima partita in uno stadio gremito che grida «viva la libertà» in faccia ai colonnelli. «Il desiderio di scriverne - spiega Fava - nacque quando, in uno dei miei viaggi in Argentina, lessi gli articoli del giornalista Gustavo Veiga che aveva ritrovato l’ultimo superstite di quella squadra». I nomi e alcuni riferimenti geografici (Mar del Plata è una città a 410 km da Buenos Aires, i fatti si svolsero invece a La Plata a 59 km dalla capitale) sono romanzati: «Sì - ammette Fava - ho ricostruito secondo la mia sensibilità. Ma Raul, il nome del sopravvissuto, i 10’ di raccoglimento, gli snodi fondamentali e la cornice della storia, sono autentici».
Un romanzo che Fava ha fatto precedere da alcuni articoli scritti su L’Unità e che hanno messo sulle tracce della storia del Rugby La Plata anche un’altra scrittrice, Monica Zornetta. Lei si è recata in Argentina sui luoghi dell’accaduto. Sta scrivendone un libro di documenti e testimonianze. «Molti a La Plata ancora ignorano l’accaduto - spiega - Anche il club ha da poco scoperto una targa commemorativa ma senza enfasi. C’è scritto: “Si ricordano i ragazzi vittime della dittatura militare“, ma senza i nomi. C’è solo la foto in bianco e nero di quella squadra». Nemmeno Dominguez, argentino ed ex pilastro della nostra nazionale della palla ovale, ne aveva mai sentito parlare: «Certo, conosco il La Plata, ma di questa storia non ne sapevo nulla».
Oblio difficile da battere in un’Argentina che, nonostante i due ergastoli e i 50 anni di carcere a Videla, il capo della giunta militare che dal 1976 al 1983 oppresse il paese, ancora deve fare i conti col passato. Per questo Fava nel romanzo non offre paralleli col nostro ventennio «sul quale hanno fatto luce la guerra e la storia», ma sulla lotta alla mafia. «Perché lì, come qui, c’è ancora un’area grigia dove si nascondono collusi e sodali di una guerra sporca. Quella dittatura, così come la mafia, voleva conquistare il potere e colpire e annientare ogni forma di dissenso». Ma qualcuno riuscì lo stesso a correre veloce e andare in meta.

7 febbraio 2013

PACO IGNACIO TAIBO II - Héctor Belascoarán Shayne


È l'investigatore privato di Città del Messico protagonista di molti libri dello scrittore Paco Ignacio Taibo II.
Figlio di un basco e di una irlandese (da qui il doppio cognome, a cui lui tiene molto), anarcoide, condivide l'ufficio con un idraulico, un tappezziere ed un ingegnere che si occupa di fogne.
Ha un fratello impegnato politicamente a sinistra, una sorella reduce da un divorzio ed una fidanzata fantasma con la coda di cavallo.
Non è molto bello e da una certa avventura in poi orbo e claudicante.
Le storie sono ambientate a Città del Messico e quando lo scrittore, agli inizi degli anni novanta, decise di "abbandonarla", i muri della città si riempirono di scritte come ‘Belascoarán, per favore ritorna!’
I libri che hanno per protagonista Héctor Belascoarán Shayne non sono solo gialli, ma descrivono molto bene la società messicana, la sua precarietà e la corruzione diffusa, ma anche la semplicità, l'umorismo e la voglia di vivere dei messicani.
Romanzi con Héctor Belascoarán Shayne:
1976 - Giorni di battaglia (Días de combate)
1977 - Il fantasma di Zapata (Cosa fácil)
1981 - Niente lieto fine (No habrá final feliz)
1985 -
Qualche nuvola (Algunas Nubes)
1989 - Stessa città stessa pioggia (Regreso a la misma ciudad y bajo la lluvia)
1989 - Fantasmi d'amore (Amorosos fantasmas)
1990 - Sogni di frontiera (Sueños de frontera)
1991 - Svaniti nel nulla (Desvanecidos difuntos)
2005 - Morti scomodi (Muertos incómodos) scritto con il Subcomandante Marcos

1 febbraio 2013

GIANLUCA SIGNORINI - IL CAPITANO


Un giorno, con il Genoa in crisi, ci riunimmo nello spogliatoio per parlare dei nostri problemi.
Nessuno però aveva voglia di dire nulla, così si alzò lui e tirò fuori tutta la verità.
Quel giorno conquistò molta considerazione da parte dei tifosi e della società.
Lui era così: sincero, determinato, coraggioso.
In una parola, un Capitano”.
Osvaldo Bagnoli

25 settembre 2012

"Il manuale del calcio" - Agostino Di Bartolomei


”Ricordati che il calcio e’ semplicità”’. E’ il consiglio che chiude il decalogo di Agostino Di Bartolomei, indimenticato capitano della Roma del secondo scudetto.
Gli appunti, i consigli e le indicazioni di quello che Gianni Mura definisce ”un calciatore serio, un vero professionista”, usciranno lunedì in libreria in un volume fortemente voluto dal figlio di Di Bartolomei, Luca.
E’ stato lui a raccogliere gli scritti del padre in 268 pagine che i giovani calciatori di oggi, e non solo, dovrebbero mandare a memoria: ”Il manuale del calcio”, il cui ricavato sara’ devoluto ad un’associazione per la costruzione di un centro sportivo per ragazzi con disturbi psico-fisici. In otto capitoli il libro, corredato dalle illustrazioni di Davide Reviati, sviscera ogni aspetto del mondo del calcio, fuori e dentro il campo. Dalla storia alle regole del gioco passando per i ruoli e gli allenamenti. Nelle ultime pagine ‘Ago’ indossa i panni del giornalista ed intervista quelli che lui stesso definisce i ”grandi del calcio”: Nils Liedholm, Giampiero Boniperti e Sandro Ciotti.
”Nel calcio si vince insieme, la squadre e chi le sta intorno – scrive Ago -: riserve, massaggiatore, allenatori, ecc. – siano essi professionisti o semplici amatori -, e aiutarsi e’ il primo dovere di tutti, dentro e fuori dal campo, sempre”. Le parole di una delle bandiere giallorosse condensano il senso del gioco del calcio e, lette a 20 anni di distanza, lasciano da pensare. Ed il perché’ lo spiega lo stesso figlio nella prefazione. ”Nei mesi che hanno preceduto la pubblicazione, rileggendo molte volte ‘Il Manuale’ mi sono fatto un’idea abbastanza chiara di quello che papà avesse intenzione di comunicare – scrive Luca -: in un periodo in cui tutto nello sport e nella vita del nostro Paese stava cambiando rapidamente – e in cui anche nel calcio si stava affermando quella logica autodistruttiva per cui in nome del risultato quasi tutto e’ consentito, se non si viene scoperti – probabilmente questo libro voleva essere il suo modo per parlare alle nuove generazioni spiegando loro l’importanza della lealtà o del gioco di squadra”.
Ed i dieci ”suggerimenti per i piccoli calciatori” ne sono la conferma. Il terzo ed il quarto recitano: ”Sii leale con l’avversario” e ”Abbi il massimo rispetto nei confronti dell’arbitro e dei guardalinee: ricorda che anche loro possono sbagliare”.
A qualcuno andrebbe ricordato ancora oggi.

10 giugno 2011

Carlo Giuliani - Per sempre ragazzo


Racconti e poesie a dieci anni dall'uccisione di Carlo Giuliani

Marco Tropea editore

Dal 30 giugno nelle librerie

 


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Carlo privo di vita sull'asfalto di una piazza genovese. Nel pomeriggio di un 20 luglio, quello del 2001, infuocato dal caldo e dalle polemiche. Canottiera bianca, pantaloni e passamontagna blu. Rotolo di scotch al braccio. Immagini stampate in modo indelebile in una moltitudine di occhi disarmati. Fotogrammi di un amaro film che mai avremmo voluto vedere e invece di continuo invade la mente. Estintore contro pistola. Due spari, uno fatale. Carlo a terra, maschera di sangue. La camionetta dei carabinieri passa e ancora passa sul suo corpo agonizzante. La morte si abbatte sui mille colori del movimento dei movimenti. Incredulità, sgomento. Rabbia.



Carlo Giuliani, ragazzo. Carlo Giuliani, per sempre ragazzo.

A dieci anni di distanza dal G8 di Genova 2001, trenta scrittori italiani raccontano il coraggio, la giovinezza spezzata, la non rassegnazione, la sete di giustizia. Pensieri, emozioni, sensazioni che riportano il lettore al clima di quei drammatici giorni.

Racconti e poesie di:
Carmelo Albanese, Fulvia Alberti, Cristiano Armati, Nanni Balestrini, Francesco Barilli, Sergio Bianchi, Pino Cacucci, Massimo Carlotto, Geraldina Colotti, Maria Rosa Cutrufelli, Erri De Luca, Girolamo De Michele, Marco Di Renzo, Valerio Evangelisti, Annamaria Fassio, Roberto Ferrucci, Eros Francescangeli, Daniela Frascati, Ermanno Gallo, Fabio Giovannini, Giulio Laurenti, Paolo Nori, Alessandro Pera, Lidia Ravera, Marco Rovelli, Marco Sommariva, Paola Staccioli, Stefano Tassinari, Roberto Tumminelli, Lello Voce.


Postfazione di Haidi Gaggio Giuliani



In appendice, una scheda sui fatti di Genova 2001 a cura di Giuliano Giuliani

Gli autori, la curatrice e l'editore devolvono l'intero importo di diritti e ricavi loro spettanti al
Comitato Piazza Carlo Giuliani onlus.

31 maggio 2011

L’UTOPIA CALCISTICA DELL’ATHLETIC BILBAO


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Questo libro è una storia d’amore.
Un amore puro ma niente affatto platonico per una squadra di calcio che suscita passioni viscerali
e sanguigne e che si dona con altrettanta, generosa carnalità ai suoi fan.
L’Athletic Club di Bilbao non seduce sculettando calcio come il Barcellona e
nemmeno ricorrendo a costosissimi lifting annuali come il Real Madrid.
Il suo è un fascino scarno, fatto di fango e sudore, di acido lattico e traversoni alla cieca,
di occhiaie e mischie furibonde. Godetevi dunque questa storia d’amore ricambiato,
o se preferite il libro di storia, di geografia, di sociologia, di scienze umane e calcistiche
che alla suddetta si sovrappone.
dalla prefazione di Andrea De Benedetti.

«Anomalia», «Utopia calcistica», «Ultimo club romantico», «Caso unico nel calcio mondiale»,
«L’ultimo dei Mohicani»… sono solo alcune delle definizioni che i mezzi comunicazione 
 e
gli appassionati di calcio di mezzo mondo hanno usato negli anni per definire l’Athletic Club
di Bilbao, l’unica squadra di calcio di una prima divisione di livello internazionale (la Liga)
a rifiutarsi di accettare le regole del calcio globalizzato.
Continuando a schierare solamente giocatori nati o cresciuti nei Paesi Baschi,
l’Athletic è diventato qualcosa di più di un club di calcio: un fenomeno sociale e culturale,
un caso di studio per storici, antropologi, sociologi, giornalisti o semplici tifosi alla ricerca
di un calcio dal volto più umano. Il volume analizza con occhio ora obiettivo ora complice
la realtà biancorossa, attraverso un approccio storico e sociologico.
Per capire che un’alternativa al calcio flagellato dal mercenarismo, dagli scandali finanziari
e giudiziari, dal doping, dalla violenza e dallo svuotamento degli stadi esiste già!

 



Note sull'Autore:
Simone Bertelegni nel 2000 ha fondato il primo fan club italiano dedicato all’Athletic Club di Bilbao, che oggi conta più di cento soci dalle Alpi alla Sardegna.
 

12 novembre 2010

OOHHH AGOSTINO!


Omaggio ad Agostino Di Bartolomei



Il campione, l’uomo, il Capitano



 



Venerdì 12 Novembre ore 18.00



Planetarietà



Via Paola Falconieri, 84 – Roma



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FANDANGO LIBRI



presenta



Giovanni Bianconi - Andrea Salerno
L’ULTIMA PARTITA
Vittoria e sconfitta di Agostino Di Bartolomei



 “Ricordati di me mio capitano, cancella la pistola dalla mano…
se ci fosse più amore per il campione oggi saresti qui.”

Antonello Venditti, Tradimento e perdono



La restituzione alla storia del calcio italiano di uno dei suoi più grandi e compianti protagonisti



Trenta maggio 1984. Allo stadio Olimpico la Roma guidata da Liedholm perde la finale di Coppa dei Campioni, sconfitta ai calci di rigore dal Liverpool, per quella che ancora oggi resta la più cocente delusione della storia giallorossa. Trenta maggio 1994. Il capitano di quella grande Roma, Agostino Di Bartolomei, si uccide con un colpo di pistola al cuore nella sua villa a San Marco di Castellabate, in provincia di Salerno. L’ultima partita, libro scritto a quattro mani da Giovanni Bianconi e Andrea Salerno racconta questi due tristi eventi, così diversi tra loro e così intimamente legati; per certi versi infatti è stata quella l’ultima vera partita di Agostino, costretto poi a lasciare la Roma, a terminare altrove la sua carriera (Milan, Cesena, Salernitana). Chissà che il ricordo di quella sconfitta arrivata nell’occasione più importante, sia riaffiorato nella mente di “Ago” quella mattina di primavera di 16 anni fa, quando uno sparo, quasi fosse il triplice fischio di un arbitro, ha messo fine alla sua partita con la vita. È la storia di “un campione troppo solo” (così titolava il commosso pezzo di Giorgio Tosatti sul “Corriere della Sera” all’indomani della morte), ma troppo orgoglioso per mostrarsi debole. È la storia di un campione e della sua città, dai campetti dell’oratorio a Tormarancia al provino per entrare nelle giovanili della Roma sotto gli occhi del “mago” Herrera, dall’esordio in prima squadra all’incontro con il suo maestro Liedholm, dalla vittoria dello scudetto con la maglia giallorossa e la fascia di capitano al braccio alla sconfitta per eccellenza contro i Reds.



Andrea Salerno (Roma, 1965). Giornalista e autore televisivo. Ha firmato numerosi programmi fra cui L’Ottavo Nano (2001), Il caso Scafroglia (2002), La Superstoria e Parla con me (dal 2004). È autore di Radio Moro (BUR 2008). Dal 2007 è Direttore editoriale alla Fandango.



Giovanni Bianconi (Roma, 1960). Giornalista e scrittore. Ha scritto tra gli altri: A mano armata. Vita violenta di Giusva Fioravanti (Baldini Castoldi Dalai, 1992), Mi dichiaro prigioniero politico. Storia delle Brigate Rosse (Einaudi, 2003), Ragazzi di malavita. Fatti e misfatti della Banda della Magliana (Baldini Castoldi Dalai, 2005), Eseguendo la sentenza. Roma, 1978. Dietro le quinte del sequestro Moro (Einaudi, 2007).

7 luglio 2010

CIVITAVECCHIA incontra il PERU’


Sabato 17 Luglio – Dalle ore 20.00
Beach Bar “PRIMA SPIAGGIA” – Parcheggio la Marina
 



www.peruresponsabile.it

 Beach Bar “Prima Spiaggia”

 



CIVITAVECCHIA incontra il PERU’
cena


 
Un affascinante itinerario Gastronomico alla scoperta di alcune fra le più tradizionali preparazioni culinarie delle varie regione Peruane sarà l’occasione per parlare con GABRIELE SERRAU, presidente dell’Associazione PERURESPONSABILE.IT, del lavoro che un gruppo di ragazzi Civitavecchiesi svolge da anni in Perù, impegnandosi nella pratica del TURISMO RESPONSABILE E SOLIDALE.

Durante la serata:
PRESENTAZIONE del libro “IL VIAGGIATORE RESPONSABILE”, con l’intervento dell’autore ROBERTO DATI. Presidente dell'associazione di Turismo responsabile RE.TOUR di Roma

PRESENTAZIONE dei Viaggi di Turismo responsabile in Perù dell'Associazione Peruresponsabile.it

ESPOSIZIONE delle creazioni di artigianato di FRANCESCA SCHIFANO “BASITA” 


MENU DEGUSTAZIONE 12 €
finger food BEVANDE ESCLUSE



  • CAUSITA RELLENA


  • TAMALITOS DI MAIALE E POLLO


  • CEVICHE MARINATO AL LIME


  • INSALATA DE QUINOA ITALO PERUVIANA


 
 
Prenotazioni e/o informazioni:
info@peruresponsabile.it
338 2730990 (Guido)

5 luglio 2010

IL SANGUE E LA LIBERTA'

Il Sangue e la LibertàUna fredda mattina di dicembre l’ammiraglio Carrero Blanco, «l’Orco» come lo chiamano gli anti-franchisti,
il successore designato di Francisco Franco, tornava come sempre dalla chiesa dove quotidianam ente assisteva alla messa. Quella fredda mattina di dicembre la sua monotona routine fu bruscamente interrotta da 75 chili di esplosivo collocati sotto il manto stradale.
Nello stesso momento in cui «l’Orco» prendeva il volo con la sua Dodge nel cielo di
Madrid, la dittatura iniziava rapidamente a sgretolarsi. Quattro giovani baschi, il «Commando Txikia», dal nome di un loro compagno appena ucciso dalla polizia franchista, avevano vanificato il progetto di perpetuare il regime anche oltre la vita dell’ormai agonizzante Franco.
Sostenuti da un immenso amore per la libertà capace di vincere ogni dubbio e ogni tentennamento, grande al punto da renderli in grado di sopportare l’impossibilità di avere una famiglia, degli affetti, una vita normale, quella mattina il commando aveva realizzato qualcosa di impensabile: era riuscito a sferrare un colpo letale a un regime tirannico, vero e proprio fossile politico dell’Europa occidentale, che durava ormai da quasi quattro decenni, Il coraggio e la risoluta tenacia del «Commando Txikia» posero la Spagna finalmente nella condizione di liberarsi dalla dittatura e dall’oppressione.
Non così il popolo basco, che ha continuato a
vedersi negare il suo diritto a essere Nazione anche dopo l’avvento della democrazia.
Ora che la Spagna è libera dalla tirannia, Euskal Herria rimane ancora terra d’occupazione. Nel silenzio del mondo, i baschi – gli indigeni d’Europa – che si impegnano per affrancare il loro popolo continuano a farlo rischiando il carcere, la tortura, la vita.
Emblematico della vicenda del popolo basco è l’epilogo della vita di Gorka, guida carismatica del commando e indiscusso leader, cinque anni più tardi, in un’altra fredda mattina di dicembre.

 OgroSullo stesso tema, per chi non l'ha visto, si consiglia il film "Operazione OGRO" di Gillo Pontecorvo.

1 ottobre 2009

Sette domande


 

di Marco Travaglio e Elio Veltri - 30 settembre 2009
Berlusca
 

Signor Berlusconi, potrebbe rispondere pubblicamente a queste domande?
Premessa: la Banca Rasini di Milano, di proprietà negli anni Settanta di Carlo Rasini, è stata indicata da Sindona e in molti documenti ufficiali di magistrati che hanno indagato sulla mafia, come la principale banca utilizzata dalla mafia per il riciclo del denaro sporco nel Nord-Italia. Di questa Banca sono stati clienti Pippo Calò, Totò Riina e Bernardo Provenzano, negli anni in cui formavano la cupola della mafia.
In quegli stessi anni il Sig. Luigi Berlusconi lavorava presso la Banca, prima come impiegato, poi come Procuratore con diritto di firma e infine come Direttore.

1) Nel 1970, il procuratore della banca Luigi Berlusconi ratifica un´operazione molto particolare: la banca Rasini acquisisce una quota della Brittener Anstalt, una società di Nassau legata alla Cisalpina Overseas Nassau Bank, nel cui consiglio d´amministrazione figurano Roberto Calvi, Licio Gelli, Michele Sindona e monsignor Paul Marcinkus. QuestoLuigi Berlusconi, procuratore con diritto di firma della banca Rasini, era suo padre?

2) Sempre intorno agli anni Settanta il Sig. Silvio Berlusconi ha registrato presso la banca Rasini ventitré holding come "negozi di parrucchiere ed estetista", è lei questo Signor Silvio Berlusconi?

3) Lei ha registrato presso la banca Rasini, ventitré "Holding Italiane" che hanno detenuto per molto tempo il capitale della Fininvest, e altre 15 Holding, incaricate di operazioni su mercati esteri. Le ventitré holding di parrucchiere, che non furono trovate a una prima indagine della guardia di finanza, e le ventitré Holding italiane, sono la stessa cosa?

4) Nel 1979 il finanziere Massimo Maria Berruti che dirigeva e poi archiviò l´indagine della Guardia di Finanza sulle ventitré holding della Banca Rasini, si dimise dalla Guardia di Finanza. Questo signor Massimo Maria Berruti è lo stesso che fu assunto dalla Fininvest subito dopo le dimissioni dalla Guardia di Finanza, fu poi condannato per corruzione, eletto in seguito parlamentare nelle file di Forza Italia, e incaricato dei rapporti delle quattro società Fininvest con l´avvocato londinese David Mills, appena condannato in Italia su segnalazione della magistratura inglese?

5) Nel 1973 il tutore dell´allora minorenne ereditiera Anna Maria Casati Stampa si occupò della vendita al Sig. Silvio Berlusconi della tenuta della famiglia Casati ad Arcore. La tenuta dei Casati consisteva in una tenuta di un milione di metri quadrati, un edificio settecentesco con annesso parco, villa San Martino, di circa 3.500 metri quadri, 147 stanze,una pinacoteca con opere del Quattrocento e Cinquecento, una bibliotca con circa 3000 volumi antichi, un parco immenso, scuderie e piscine. Un valore inestimabile che fu venduto pe r la cifra di circa 500 milioni di lire (250.000 euro) in titoli azionari di società all´epoca non quotate in borsa, che furono da lei riacquistati pochi anni dopo per circa 250 milioni.(125.000 euro). Il tutore della Casati Stampa era un avvocato di nome Cesare Previti. Questo avvocato è lo stesso che poi è diventato suo avvocato della Fininvest, senatore di Forza Italia, Ministro della Difesa, condannato per corruzione ai giudici, interdetto dai diritti civili e dai pubblici uffici, e che lei continua a frequentare?

6) A Milano, in via Sant´Orsola 3, nacque nel 1978 una società denominata Par.Ma.Fid. La Par.Ma.Fid. è la medesima società fiduciaria che ha gestito tutti i beni di Antonio Virgilio, finanziere di Cosa Nostra e riciclatore di capitali per conto dei clan di Giuseppe e Alfredo Bono, Salvatore Enea, Gaetano Fidanzati, Gaetano Carollo, Carmelo Gaeta e altri boss - di area corleonese e non - operanti a Milano nel traffico di stupefacenti a livello mondiale e nei sequestri di persona. Signor Berlusconi, importanti quote di diverse delle suddette ventitré Holding verranno da lei intestate proprio alla Par.Ma.Fid. Per conto di chi la Par.Ma.Fid. ha gestito questa grande fetta del Gruppo Fininvest e perché lei decise di affidare proprio a questa società una parte così notevole dei suoi beni?

7) Signor Berlusconi da dove sono venuti gli immensi capitali che hanno dato inizio, all´età di ventisette anni, alla sua scalata al mondo finanziario italiano? Vede, Signor Berlusconi, tutti gli eventuali reati cui si riferiscono le domande di cui sopra sono oramai prescritti. Ma il problema è che i favori ricevuti dalla mafia non cadono mai in prescrizione, i cittadini italiani, europei, i primi ministri dei paesi con cui lei vuole incontrarsi, hanno il diritto di sapere se lei sia ricattabile o se sia una persona libera.

P.S. Dato che lei è già stato condannato in via definitiva per dichiarazioni false rese ad un giudice in un tribunale, dovrebbe farci la cortesia di fornire anche le prove di quello che dice, le sole risposte non essendo ovviamente sufficienti.

NOTA - Le sette domande sono state pubblicate ne "L´odore dei soldi" di Elio Veltri e Marco Travaglio (Editori Riuniti) 2001. Quindi note a tutti i parlamentari del Partito delle Libertà, della Lega e all´opposizione. Berlusconi ha intentato due cause agli autori del libro: la prima, per diffamazione, si è conclusa nel 2005 con l´assoluzione dei due autori e la condanna a Berlusconi: 100.000 euro di spese. La seconda - richiesta di risarcimento per diffamazione a mezzo stampa - è stata respinta dal Tribunale di Roma con l´obbligo del pagamento di 15.000 euro da parte del querelante. Carlo Costelli, dipartimento di Fisica & e INFN Università Sapienza, Roma, informa che questo testo in italiano, francese, inglese, spagnolo, tedesco è a disposizione su 
http://sites.google.com/site/carlocosmelliwebsite/Home .

Sta per entrare in rete la traduzione in arabo, giapponese, olandese.

6 agosto 2009

SIMMER DOWN

" La gente sapeva che non era un'indipendenza vera......e quando il ritmo della musica rallentò, un pò come sul finire di una festa, cominciò a capire  cosa stava succedendo....e che le conveniva farsi gli affari propri. Fu allora che cominciò l'era dei Rude-boys, per molti una moda stile Robin Hood. Quando i cantanti proponevano pezzi tipo " Rudie don't fear no boy, rudie don't fear / il rude non ha paura di nessuno", era perchè il coraggio dei Rude-boys era visto come un atto di sfida. Però presto la violenza sfuggi di mano e una gran parte della comunità cominciò a vivera nel terrore."


Jimmy Cliff



 


 


 


 

30 giugno 2009

SANGUE E CEMENTO

sanguecemento

Saggio di Marco Travaglio


Intervista e vignette di Vauro Senesi.


Articoli de Il Centro.


Documentario Dvd di Gruppo Zero


Perché L’Aquila non era inserita nella fascia 1 di

pericolosità sismica?

Perché non era stata disposta nessuna politica

antisismica nel territorio abruzzese?

Perché dopo l’inizio dello sciame sismico (ottobre

2008) non erano state disposte misure adeguate?

Perché si consente di costruire nelle zone sismiche con

materiali mescolati con troppa acqua,sabbia  salata,

ferro di cattive colate, insomma perché si costruiscono

edifici destinati a crollare?

Perché si tollerano le infiltrazioni della criminalità

organizzata nell’edilizia delle zone sismiche?

Perché le imprese che hanno costruito gli edifici

crollati non vengono escluse dalla ricostruzione?

Perché la ricostruzione viene gestita al riparo del

controllo della popolazione?

Perché si accetta che il governo abbia fatto del

terremoto dell’Aquila uno spot elettorale?

Perché la satira deve subire delle censure se si limita

a dire che “il re è nudo!”?

Perché solo alcuni mass media hanno posto queste

domande?


Perché la notte del 6 aprile 2009 sono morte 299

persone?

24 aprile 2009

SENZA TREGUA

Per non confondere "buoni e cattivi"


Senza Tregua


"Scendo in strada. È il 25 aprile..


C'e gente. Ci sono operai armati, squadre di giovani che corrono verso le caserme abbandonate nella notte dai fascisti. Vogliono anch'essi, questi ragazzi, impugnare un'arma. Il nemico non è ovunque battuto: asserragliato nei fortilizi e nei punti strategici, tenta la fuga su mezzi corazzati. Dalla Casa dello Studente, in viale Romagna, spa­rano. Alcuni giovani tentano di snidarli. Trecento me­tri più avanti, in piazza Piola, squadre di operai ar­mati hanno occupato la Olap, la loro fabbrica e sono pronti a difenderla dalla distruzione. Finalmente mi sento in un mondo pieno, completo, vivo. Io che per mesi senza fine ho lottato con piccoli gruppi di tenaci patrioti; io che per mesi mi sono mosso come un'om­bra, isolato, senza contatti se non quelli (tanto rari e fuggevoli da sembrare irreali) con esponenti del comando regionale, con le staffette o con pochi altri compa­gni della brigata; io, in mezzo a tutta questa gente, a questi operai, a questi giovani, a queste donne mi sen­to come immerso in un grande mare di affetto. Fino a ieri ho camminato nelle strade di questa grande città considerando i passanti potenziali nemici, dubitando di tutti, sospettando di ognuno. Oggi, confuso in questa folla amica, e come se uscissi da un incubo. Mi accorgo che le case sono belle case, che le strade sono ampie e che sopra di me c'e il cielo. Mi sorprendo a pensare cose come queste e mi fermo davanti al portone della Olap. C'e un gruppo di operai, tutti hanno un fucile. Un uomo dà alcuni ordini. Mi fermo ad osservarlo. Mi vede e mi chiede chi sono. Parlo, finalmente parlo. "Sono Visone, comandante della 3" Gap." L'uomo rimane qualche secondo senza parlare, poi all'improvvi­so mi abbraccia, mi afferra per le gambe e mi rialza te­nendomi in alto, sopra gli altri, e grida. Tutti capiscono che sono un amico, che sono un partigiano. Adesso gri­dano tutti e quando l'uomo finalmente mi rimette a terra, mi abbracciano in due, in tre alla volta. Torna un poco di calma. Sto per andarmene. Vogliono darmi una scorta. Un quarto d'ora dopo, in via Ampere, mi incontro con gli artefici e i dirigenti della Lotta di Liberazione.


01È un grande giorno. È il grande giorno. C'e tutta la città che corre che grida, che risorge. Per ore e ore le squadre dei GAP e dei SAP, degli operai, dei giovani, in attesa delle formazioni di montagna in mar­cia verso Milano, corrono da un quartiere all'altro per eliminare un nido di resistenza fascista, per arrestare un gerarca, per costringere alla resa un reparto tedesco. Quarantotto ore prima eravamo pochi, ora siamo folla. Però, dietro di noi a sorreggerci, ad aiutarci, a nasconderci, a sfamarci, a informarci, c'e sempre stata questa massa di popolo che ora corre per le strade, si abbraccia e ci abbraccia, e grida: "Viva i partigiani."


da "Senza Tregua" di Giovanni Pesce