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22 aprile 2015

LA STORIA AL CONTRARIO



 
LA STORIA AL CONTRARIO SECONDO LE MARIONETTE DELLA NATO CHE GOVERNANO KIEV
Alcune notizie flash dal Banderastan (dal nome di Stepan Bandera, eroe della nuova Ucraina filo-atlantica, nonché noto criminale di guerra e collaboratore delle truppe d’occupazione naziste in Unione Sovietica).
Non passa giorno che le marionette della NATO che governano a Kiev, non delizino il mondo con la loro ignoranza storica e pochezza politica oltre che umana. Ma vediamo cosa ci riservano oggi gli eroi dei PiDioti locali (vi ricordo sempre di memorizzare le immagini dell’europarlamentare del PD Gianni Pittella che arringa una folla di nazisti a Kiev).
Le prime avvisaglie si sono avute a gennaio quando, durante una visita in Germania, il primo ministro ucraino Arsenij Jatsenjuk ha dichiarato alla TV tedesca ARD: “noi tutti ci ricordiamo bene dell’invasione di Germania e Ucraina da parte dell’Urss nel 1941”. Credo che simili idiozie non meritino nemmeno un commento, basta ricordare che il 22 giugno 1941 la Germania nazista e i suoi alleati, lanciarono l’invasione dell’Unione Sovietica con il nome di Operazione Barbarossa. Inoltre anche i bambini sanno che l’Ucraina fino al 1991 ha fatto parte dell’URSS quale Repubblica Sovietica; in pratica, il povero primo ministro sostiene che i sovietici si siano invasi da soli. Ci sarebbe da ridere se non si parlasse di una tragedia che è costata la vita a circa venti milioni di cittadini sovietici.
Passiamo a fine marzo con le dichiarazioni di Dmitri Yarosh, deputato della Rada, leader di Settore Destro, nonché vice ministro della difesa. Cosa ha sostenuto questo simpatico personaggio? In un’intervista per il quotidiano ucraino Obosrevatel, ha dichiarato che gran parte del Donbas “è popolata da Sovoks – veri Sovoks [termine spregiativo per definire i cittadini sovietici in generale e i russi in particolare N.D.A.]. E dovrebbero essere deportati. Abbiamo a che fare con chi non vuole vivere secondo le regole e le leggi dello Stato, e devono essere trattati in modo molto duro. Ivi incluse la deportazione, la privazione dei diritti civili, e così via. Senza la forza, non sarà possibile fare niente con la regione, o, come si dice, invertire la tendenza… Dopodiché un programma di ‘Ukrainizzazione amorevole’ può cominciare.” Si sta forse prevedendo una pulizia etnica? Non ditelo al premio Nobel per la pace Obama e alle maestrine dalla penna rossa sue seguaci; potrebbero rimanerci male sapendo quanta nobiltà d’animo esprimono i loro referenti ucraini.
Si arriva infine ai primi giorni di aprile, quando la Rada (quell’ammasso di nazisti e servi dell’imperialismo che è il parlamento ucraino), ha votato una legge che mette sullo stesso piano il nazionalsocialismo di Adolf Hitler con il comunismo dell’Urss, adottando di conseguenza una normativa che ne vieta i simboli di entrambi, come anche la negazione del loro carattere “criminale”. Per chi infrange tali norme la pena prevista arriva fino a 5 anni di carcere. In pratica con questa decisione si mette definitivamente fuori legge il Partito Comunista Ucraino che nelle ultime elezioni regolari aveva ottenuto il 13% di consensi, oltreché dare un’idea della storia secondo i padroni di Washington. Anche qui il silenzio dei paladini dei diritti umani è davvero assordante, in effetti questi devono valere solo per i paesi che si oppongono all’egemonia planetaria anglosionista; ci si potrebbe quindi chiedere dove sono le Femen, le Pussy Riot, le Luxuria; dove le Boldrini con i suoi battaglioni di maestrine dalla penna rossa… Probabilmente risulta molto più proficuo cercare inesistenti delitti nella Russia di Putin, piuttosto che denunciare quelli reali nell’Ucraina a stelle e strisce.
Isidoro Ferrari

10 luglio 2014

La Nazionale Argentina "tifa" per le nonne di Plaza de Mayo

 
Le nonne di Plaza de Mayo hanno presentato un video promozionale che ha visto la collaborazione della Nazionale Argentina di calcio.

Lionel Messi, Javier Mascherano, Ezequiel Lavezzi  ed il tecnico Alejandro Sabella, si mettono al servizio della lotta delle “nonne”:
 "Sono dieci mondiali che ti stiamo cercando" dicono le nonne.

 

I calciatori hanno registrato lo spot prima di partire per il mondiale in Brasile, quando incontrarono le nonne e un gruppo di nipoti “recuperati”, nella sede della AFA (Asociación del Fútbol Argentino).

 http://www.abuelas.org.ar/

23 giugno 2014

Gerry Conlon - "In the Name of the Father"

 
L’attivista irlandese per i diritti umani Gerry Conlon è morto all’età di 60 anni nella sua casa a Belfast dopo una lunga malattia.

Era uno dei “quattro di Guildford” che furono condannati a 30 anni di carcere per un attentato dell’IRA ad un pub dove morirono 5 persone e 65 rimasero ferite e rilasciato dopo 14 anni dopo che la condanna fu annullata nel 1989.  

Quando uscì  libero dalla Corte di Appello dichiarò :” sono stato in carcere per qualcosa che non ho commesso. Sono totalmente innocente.”
Suo padre, Giuseppe Conlon, condannato con l’accusa di fabbricazione di bombe, morì dopo 5 anni di carcere nel 1980, difendendo fino alla fine la propria innocenza.

Sua madre Sarah, una lottatrice instancabile per la libertà, morì nel 2008 a 82 anni di età.
La storia di Colon e degli altri 3 accusati (Paddy Armstrong, Paul Hill y Carole Richardson) ebbe notorietà internazionale con il film "In the Name of the Father" del 1993.

L’attore Daniel Day Lewis fu nominato all’oscar per la sua interpretazione di Conlon nel film tratto dalla autobiografia "Proved Innocent" di Gerry Conlon.

15 aprile 2014

A CHI SERVE IL MONDIALE 2014?

 
Tratto da: http://www.sportallarovescia.it/

Sembrano lontani i giorni dell'entusiasmo e della felicità dei brasiliani per avere ottenuto l'assegnazione del Mondiale. Il 14 novembre 2007, Socrates, nella sua rubrica settimanale su la Folha de Sao Paulo, scriveva il suo pensiero su questo fatto così importante.
Leggerlo oggi, con la consapevolezza di quanto sta accadendo attorno a questo Mondiale che sta per cominciare è particolarmente significativo e suona in certi versi premonitore. Un documento molto importante vista la cifra del personaggio in questione.
Come in quelle precedenti anche in questa quarta ed ultima puntata di BrasilS, giovedì 17 aprile ore 21 in diretta su www.sherwood.it e sul nostro sito, sarà Valerio Mastandrea a dare voce ai pensieri del "dotoure".
"La scorsa settimana io e mio figlio Gustavo, fondatore dell’Istituto Brasiliano di Diritto allo Sport, abbiamo pubblicato un manifesto sulla Folha de S. Paulo, nel quale dichiariamo il nostro punto di vista sul Mondiale in programma in Brasile nel 2014. Mi piacerebbe condividerlo con i nostri lettori: ciò che segue, vuole servire come spunto per approfondire la discussione sulla decisione di ospitare la Coppa del Mondo in Brasile.
Non ci siano dubbi, caro lettore, sulla nostra felicità per la scelta del nostro paese come sede di questa grande manifestazione calcistica nel 2014. Questa felicità, però, non ci può annebbiare la vista davanti all’abisso che ci separa dalle condizioni necessarie per aver meritato questa designazione. Il calcio è un fenomeno sociale, parte integrante della cultura del Paese, un elemento innegabile di identità nazionale, estremamente simbolico in quanto tale. Il calcio brasiliano (dentro e fuori dal campo) dice molto su chi siamo, i nostri valori, le dinamiche sociali e le relazioni di potere. È una lezione pratica di cosa sia il Brasile. Il Mondiale, pertanto, non deve essere analizzato se non in quest’ottica.
La mancanza di condizioni è stata evidente sin dai primi passi per candidatura del paese e, a partire da oggi, sarà evidente per quanto riguarda l’organizzazione di questo mega evento. Dando una scorsa ai vertici che minacciano di mettersi a capo di questo processo, è possibile anticipare il futuro: l’appropriazione dei beni comuni, la personificazione maliziosa di estese iniziative sociali, la preponderanza di interessi indegni e illegittimi a proprio vantaggio o del proprio gruppo ristretto di persone e la difesa del poterucolo eterno che caratterizza queste pratiche nel mondo del calcio (e nel paese).
Il comitato organizzatore del Mondiale 2014 annunciato pochi giorni fa ne è il miglior ritratto: una sola persona che può tutto, che non deve dare conto o soddisfazione a nessuno. Torniamo al feudalesimo! Ma non dobbiamo preoccuparci, qualsiasi evento sportivo accade da solo. Basta una palla che rotoli e tutte le attenzioni si dirigeranno verso il campo e tutte queste “premure” svaniranno e saranno dimenticate, grazie alla valanga di informazioni controllate, specialmente quelle veicolate dall’impero mediatico, onnipresente e onnipotente nel mondo nel calcio, svolgendo un ruolo fondamentale nel ritardo delle istituzioni sportive. È sempre stato così in Brasile, no?
Quello che ignorano volutamente, e che vogliono farci ignorare, è il potenziale di agitatore delle masse e trasformatore sociale di questo fenomeno giocato coi piedi. Questa è la natura legittima del calcio; se dovesse emergere non troverebbe limiti alla trasformazione di realtà, all’integrazione di culture e persone, alla formazione di cittadini e conoscenze e, infine, servirebbe da vettore di sviluppo e uguaglianza. Questo è un punto di vista che ci manca, lo spirito che darebbe un senso a una Coppa del Mondo disputata in Brasile. Un Mondiale con questi valori in gioco, con benefici per tutti (benefici reali, non solo la fugacità della felicità di assistere ad alcune partite) ci renderebbe meritevoli di ospitare tale evento, con molto orgoglio.
Nemmeno per quanto riguarda le migliorie alle infrastrutture, conseguenza di un evento di questa portata, si può parlare delle condizioni necessarie. È già successo con il Campionato Panamericano: nonostante le innumerevoli promesse di incredibili lasciti e fantastiche migliorie, finita la competizione resta davvero poco destinato a migliorare la vita quotidiana dei carioca. Quello che si è visto è stata una quantità immensa di investimenti pubblici per nulla trasparenti, usati in larga parte per abbellire opere sociali provvisorie, dunque inefficienti, per migliorie urbanistiche non urgenti e per costruire parchi sportivi che servono a quelli di cui abbiamo parlato prima, sia che si parli di concessioni per il loro utilizzo in forma privata a prezzi ridicoli, o proprio per un effimero teatrino sportivo che serve a sostenere questo poterucolo.
In questo scenario crudele, la cosa peggiore è capire che l’unico che meriterebbe di vivere una Coppa del Mondo grazie alla sua passione delirante per il calcio, all’intensità con cui questo sport fa parte della sua cultura e identità, è proprio chi, anche a causa di tutto ciò di cui abbiamo parlato, non è stimolato alla discussione sulla manipolazione della propria passione, né a comprendere questa realtà. Ovvero, il tifoso brasiliano.
Alla luce di questi aspetti e di una visione più profonda e complessa, che inserisca il Mondiale e il proprio gioco del calcio in un contesto sociale e politico, evitando il punto di vista e il potere di chi è contrario e, infine, andando oltre alla semplice festa e al semplice gioco, non vediamo le condizioni perché il Brasile riesca ad ospitare un evento di tale portata e simbolismo. Allo stesso tempo, ci sembra improbabile che possa portare delle trasformazioni nella realtà sociale del nostro Paese, che è quello che a noi (che sogniamo un Brasile più giusto e umano) interessa".
Sócrates Brasileiro Sampaio de Souza Vieira de Oliveira - Socrates
(Ringraziamo Virginia Gaspardo per la traduzione).

9 gennaio 2014

RAI.......veggente

dal dizionario italiano

veggente[veg-gèn-te] s.m. e f.

1 non com. Chi è dotato della facoltà di vedere
2 lett. Profeta, indovino
3 Chi si ritiene dotato di facoltà divinatorie



(Scena tratta da: Gli anni Spezzati - Il commissario)
E in questo caso la RAI ha avuto veramente facoltà divinatorie.
Altrimenti come avrebbe potuto mettere un poster contro ca$apound nella camera di un anarchico degli anni '70?

12 dicembre 2013

RICORDA: Il 12 dicembre 1969, la Strage è di Stato.

 
La Strage è di Stato.
Il 12 dicembre 1969 le bombe esplodono in una banca di piazza Fontana a Milano: 17 morti (14 sul colpo).
 
Ma c’è una diciottesima vittima.
 
Muore in questura a Milano pochi minuti prima della mezzanotte delhttp://danielebarbieri.wordpress.com/wp-includes/js/tinymce/plugins/wordpress/img/trans.gif?m=1207340914g 15 dicembre: da una finestra vola Giuseppe Pinelli – per tutti Pino – ferroviere anarchico.
 
Per la sua morte nessun colpevole sentenziarono alcuni giudici.
 
Del resto altri giudici finsero di non trovare i colpevoli per piazza Fontana.
 
Banda Bassotti - Luna Rossa
 

7 novembre 2013

LANDER LIBERO: OCCUPATA SEDE ITALIANA DELLA EFE (AGENZIA STAMPA SPAGNOLA)


 
COMUNICATO STAMPA

Oggetto:
COMITATO “UN CASO BASCO A ROMA” OCCUPA SEDE ITALIANA DELLA EFE (AGENZIA STAMPA SPAGNOLA). “11 NOVEMBRE: PROCESSO PER LANDER, CI SAREMO ANCHE DALL’ITALIA SOTTO L’AUDINECIA NACIONAL DI MADRID”.
Questa mattina un nutrito gruppo di militanti del Comitato “Un caso basco a Roma” ha occupato la sede dell’agenzia stampa spagnola EFE, in Piazza Navona 106. Un’azione che ha puntato l’indice contro la principale agenzia stampa al soldo del governo di Madrid, sempre pronta a criminalizzare la lotta per l’autonomia dei militanti baschi e soprattutto schiacciata in maniera acritica sulla ragion di Stato del governo spagnolo, nonostante le torture e le leggi speciali che – come ha recentemente ricordato la Corte europea dei diritti dell’uomo di Strasburgo – sono in aperta contraddizione con la “condotta democratica” che si dice di applicare in Euskal Herria.
L’azione di stamattina rappresenta un modo per rompere il silenzio e l’ipocrisia intorno al noto caso di Lander Fernandez Arrinda, che il prossimo 11 novembre si troverà davanti i giudici dell’Audiencia Nacional di Madrid (insieme al coimputato Aingeru, al quale fu estorta sotto tortura la dichiarazione con cui fu poi costruita l’accusa a Lander), chiamati ad emettere la sentenza finale su una montatura politica che rischia ancora di privare Lander della sua libertà.
Già da tempo, infatti, Lander si trova in arresto con l’accusa, infondata, di essere un etarra e soprattutto di aver danneggiato un autobus a seguito di un corteo di oltre 10 anni fa. Prima arrestato in Italia, nel giugno 2012, è poi costretto ai domiciliari per 10 mesi; poi, lo scorso 27 aprile, estradato e detenuto nel carcere di Estremera, appena fuori Madrid.
Il contributo dei suoi compagni e delle sue compagne, oltre al sostegno di chi da più di un anno si è prodigato per fare chiarezza sul suo caso, hanno dato vita all’azione odierna: che si torni a parlare del Paese Basco e di Lander, che si distenda nuovamente la fitta rete di solidarietà che ha dato vita alla campagna per la sua liberazione.
Oggi più che mai, parlare dei Paesi Baschi vuol dire parlare di noi.
Per info:
Twitter: @landerlibero
email uncasobasco@autistici.org

25 ottobre 2013

Non hai casa? Chiedila alla chiesa


 
La notizia che leggerete di qui a poco l’abbiamo trovata sul SOLE-24ORE, il quotidiano dei padroni, dei padroni della Confindustria in particolare. Trattandosi di Vaticano, di preti, di proprietà immobiliari e di ultra-miliardari (forse santi, ma sicuramente miliardari), la fonte è dunque autorevole e degna di fiducia. Mica viene da quei mangiapreti de IL BUIO, perbacco! Qual è questa benedetta (è il caso di dirlo!) notizia?
Secondo un articolo del SOLE-24ORE, che cita a sua volta il gruppo immobiliare RE, “circa il 20 per cento del patrimonio immobiliare in Italia è in mano alla Chiesa”.
Un patrimonio che non è limitato alla capitale (dove ci sono circa diecimila testamenti ogni anno a favore del clero e dove i soli appartamenti gestiti da Propaganda Fide – finita in guai giudiziari per la gestione a dir poco disinvolta del proprio patrimonio- valgono all’incirca nove, diconsi nove!, miliardi).
La Curia, infatti, in Italia vanta possedimenti importanti un po’ ovunque, anche se la maggior parte di essi risulta concentrata in Lombardia e nel “bianco” Veneto.
Secondo l’Agenzia del Territorio, il valore del patrimonio immobiliare italiano ammonta a 6.400 miliardi. Su questa base, il valore di proprietà della Chiesa è di circa mille miliardi di euro! Valore che raddoppia se si aggiungono i circa settecentomila immobili complessivi posseduti all’Estero.
Finiti per sempre i tempi in cui Gesù e la sua famiglia di homeless erano talvolta costretti a ricorrere ad una capanna per avere qualcosa sopra la testa e niente in banca…

7 agosto 2013

“El asesinato del Che en Bolivia. Revelaciones”


 
Ci sono nuovi elementi dimostrativi dell’esecuzione del Comandante Ernesto Guevara per ordine degli Stati Uniti, nel libro “El asesinato del Che en Bolivia. Revelaciones” scritto da Adys Cupull e Froilán González, scrittori e investigatori cubani.
Entrambi studiosi della figura del “Che” evidenziano, con testimonianze di persone coinvolte nei fatti, come furono le ultime ore del Guerrigliero Eroico e dei suoi compagni e chi prese la decisione di assassinarlo e di dove fù interrato il suo corpo.
Nel libro della Editora Politica, la cui presentazione è prevista per la XXIII Fiera Internazionale del Libro di Cuba 2014, gli autori rispondono anche agli interrogativi sulla fine tragica di varie persone implicate nell’assassinio e di come il “Che” vive nella memoria dei Boliviani.
Citano gli incontri avuti con Silvia Mercedes Ávila, giornalista scrittrice e poetessa boliviana, una dei reporter più importanti del paese andino, specialmente di Radio FIDES, diretta dal sacerdote José Gramunt.
Nel libro Ávila ricordò che la sua emittente divulgò il 9 ottobre 1967 che Che Guevara era morto la notte precedente, come conseguenza delle ferite ricevute in un combattimento a La Higuera.
Disse che ad un corso di giornalismo in Germania venne a conoscenza di stretti vincoli di padre Gramunt con l’ambasciata nordamericana a La Paz e dell’amiciza con il generale Renè Barrientos, allora Presidente della Bolivia.
Molti segnalarono che il sacerdote era un agente della CIA, la quale inviò la notizia della morte del “Che” all’emittente radio.
Quando chiese a Gramunt como seppe della morte del “Che”, le rispose che all’ambasciata nordamericana a La Paz tutti lo sapevano e tutti avevano contribuito.

16 aprile 2013

2 aprile 2013

MAR DEL PLATA - Romanzo


 
Quella dei desaparecidos argentini è una tragedia ancora avvolta nella nebbia.
Da quando, nel 1977, le madri di Plaza de Mayo a Buenos Aires cominciarono a chiedere la verità sui loro figli, di tanto in tanto l’alone del mistero si squarcia.
Emergono storie, come quella riportata a galla dal giornalista scrittore Claudio Fava (sceneggiatore del film «I cento passi») che nel romanzo «Mar del Plata» ha raccontato la vicenda della squadra di rugby La Plata, decimata dai bravi di Videla ma rimasta in campo a giocare fino a fine campionato perché «tutti non ci potranno ammazzare».
 
Una storia che comincia nel 1978 quando, proprio con lo sport, il Regime voleva proporsi al mondo come modello vincente e alzò al cielo la coppa del mondo di calcio. Ma mentre Kempes segnava, Otilio Pascua, mediano di apertura, veniva ritrovato nel fiume con le mani legate dietro alla schiena e con un foro di proiettile alla testa. La colpa? Aver simpatizzato per il movimento studentesco. Storia che decolla col raccoglimento nella partita successiva - un minuto che diventano dieci - e che si conclude con l’ultima partita in uno stadio gremito che grida «viva la libertà» in faccia ai colonnelli. «Il desiderio di scriverne - spiega Fava - nacque quando, in uno dei miei viaggi in Argentina, lessi gli articoli del giornalista Gustavo Veiga che aveva ritrovato l’ultimo superstite di quella squadra». I nomi e alcuni riferimenti geografici (Mar del Plata è una città a 410 km da Buenos Aires, i fatti si svolsero invece a La Plata a 59 km dalla capitale) sono romanzati: «Sì - ammette Fava - ho ricostruito secondo la mia sensibilità. Ma Raul, il nome del sopravvissuto, i 10’ di raccoglimento, gli snodi fondamentali e la cornice della storia, sono autentici».
Un romanzo che Fava ha fatto precedere da alcuni articoli scritti su L’Unità e che hanno messo sulle tracce della storia del Rugby La Plata anche un’altra scrittrice, Monica Zornetta. Lei si è recata in Argentina sui luoghi dell’accaduto. Sta scrivendone un libro di documenti e testimonianze. «Molti a La Plata ancora ignorano l’accaduto - spiega - Anche il club ha da poco scoperto una targa commemorativa ma senza enfasi. C’è scritto: “Si ricordano i ragazzi vittime della dittatura militare“, ma senza i nomi. C’è solo la foto in bianco e nero di quella squadra». Nemmeno Dominguez, argentino ed ex pilastro della nostra nazionale della palla ovale, ne aveva mai sentito parlare: «Certo, conosco il La Plata, ma di questa storia non ne sapevo nulla».
Oblio difficile da battere in un’Argentina che, nonostante i due ergastoli e i 50 anni di carcere a Videla, il capo della giunta militare che dal 1976 al 1983 oppresse il paese, ancora deve fare i conti col passato. Per questo Fava nel romanzo non offre paralleli col nostro ventennio «sul quale hanno fatto luce la guerra e la storia», ma sulla lotta alla mafia. «Perché lì, come qui, c’è ancora un’area grigia dove si nascondono collusi e sodali di una guerra sporca. Quella dittatura, così come la mafia, voleva conquistare il potere e colpire e annientare ogni forma di dissenso». Ma qualcuno riuscì lo stesso a correre veloce e andare in meta.

23 gennaio 2013

“Sembrando Camino por los Cinco”.


Medici portano a Buenos Aires
l’appello per la libertà dei Cinque cubani 
 
 
Buenos Aires, 21 gen (Prensa Latina) L’appello di libertà per i Cinque cubani prigionieri politici negli Stati Uniti dal 1998 risuonano oggi qui nelle voci di cinque giovani medici che percorrono l’America del Sud in motocicletta dal luglio scorso.
Gli argentini Dario Valenzuela, Milco Figueroa e Nicolas Bravo, il boliviano Juan Rogelio Tola e l'uruguaiana-venezuelana Laura Machin, tutti laureati della Scuola Latinoamericana di Medicina (ELAM) de L'Avana, sono i membri del progetto, denominato “Sembrando Camino por los Cinco”.

Dopo avere percorso più di 19 mila chilometri e visitare circa un centinaio di città, il gruppo solidale è arrivato questo fine settimana alla Piazza di Maggio, di questa capitale, sotto una torrenziale pioggia, per incontrarsi con gli integranti del Comitato Argentino per la Libertà dei Cinque.

I medici sono partiti dal Venezuela il 10 luglio scorso ed hanno percorso Colombia, Ecuador, Perù, il nord dell'Argentina, Uruguay e di nuovo in Argentina, per continuare ora con direzione al sud, verso la Patagonia.

Gerardo Hernandez, Ramon Labañino, Fernando Gonzalez, Antonio Guerrero e Renè Gonzalez, sono stati arrestati il 12 settembre 1998 a Miami, dove monitoravano le attività di organizzazioni terroristiche contro Cuba.

Prima che il caso fosse portato in tribunale, i Cinque sono stati isolati in celle di punizione per 17 mesi e dopo giudicati a Miami, ambiente che una corte federale di appello degli USA ha descritto come una tempesta perfetta di pregiudizi che ha ostacolato la realizzazione di un giudizio giusto.

Nel maggio del 2005, il Gruppo di Lavoro delle Nazioni Unite sulle Detenzioni Arbitrarie ha determinato che la privazione di libertà dei Cinque era arbitraria ed ha esortato Washington ad adottare le misure necessarie per rettificare questa ingiustizia, appello totalmente ignorato fino ad ora dalla giustizia statunitense.

28 giugno 2012

Milano, fiaccolata in ricordo di Michele Ferrulli


Una serata per tenere vivo il ricordo e per ricordare che il caso è ancora aperto. 
Michele Ferrulli morì i 30 giugno scorso, in via Varsavia a Milano, dopo essere stato fermato dalla polizia. Così, sabato prossimo, alle 21, con partenza da via del Turchino 20, avrà luogo una fiaccolata in ricordo dell’uomo, per chiedere “verità e giustizia” nei suoi confronti e per tutte le vittime dei casi di ”malapolizia”.
Dopo aver chiuso le indagini, i pm hanno deciso di procedere contro gli agenti per falso ideologico e omicidio colposo. Secondo la ricostruzione fatta dagli inquirenti, infatti, i poliziotti intervenuti agirono con “negligenza, imprudenza e imperizia”, ingaggiando “una colluttazione eccedendo i limiti del legittimo intervento, percuotendo ripetutamente la persona offesa [...] e continuando a colpirla [...] quando la stessa era immobilizzata a terra in posizione prona, non era in grado di reagire ed invocava aiuto”, causando così la morte di Ferrulli. L’udienza preliminare è fissata per il prossimo 20 luglio.

Alla fiaccolata di sabato parteciperanno, oltre a Domenica Ferrulli e alla famiglia di Michele, anche Lucia Uva, Ilaria Cucchi, Luciano Diaz, padre del ragazzo di origine cilena ucciso da un poliziotto al parco Lambro di Milano, Patrizia Moretti, madre di Federico Aldrovandi, e Massimo Uccheddu.

11 novembre 2011

Italia, un 'regime change' senza armi


59677Il bombardamento speculativo, l'ultimatum di Draghi e Trichet, l'invasione delle truppe in doppio petto di Bce e Fmi che occupano i ministeri e l'imposizione di un governo-fantoccio
La soluzione ai nostri guai sarebbe quindi Mario Monti, tecnocrate che gode della piena fiducia dei mercati. Non stupisce, visto che l'ex commissario europeo è anche consulente di Goldman Sachs (la superbanca che ha causato il collasso greco che l'affossamento dei Btp italiani) e della Coca Cola, presidente europeo della Commissione Trilaterale di David Rockefeller e membro direttivo del potente club Bilderberg.

Ma come si è arrivati a questo?

Lo scorso luglio i mercati internazionali, soprattutto statunitensi (grandi banche d'affari, fondi d'investimento, agenzie di rating, multinazionali e compagnie assicurative) hanno scatenato il loro attacco speculativo contro l'Italia: non perché le condizioni economiche del nostro Paese fossero improvvisamente peggiorate, ma per la definitiva perdita di credibilità e di fiducia del governo Berlusconi.

Inizialmente sostenuto dai mercati internazionali per le sue promesse di 'rivoluzione liberale', ultimamente il Cavaliere, sempre più invischiato nei suoi scandali sessuali e concentrato a difendere i suoi interessi personali, veniva giudicato dai mercati irrimediabilmente inadeguato a portare avanti le riforme e le politiche economiche da essi richieste.
La crescente apprensione dei mercati si è tramutata in paura a giugno, con la vittoria del referendum contro la privatizzazione dell'acqua: un campanello d'allarme sulla pericolosa piega democratica che rischiava di prendere l'Italia nel vuoto di potere creato da Berlusconi.
In un Paese inaffidabile e indisciplinato come l'Italia, i mercati non potevano certo affidare il cambio di regime al popolo bue, rischiando di vedersi rieletto Berlusconi o di vederlo sostituito da un governo troppo sbilanciato a sinistra. Hanno giudicato più sicuro prendere direttamente il controllo dell'Italia con il pretesto dell'emergenza.
Da qui l'attacco speculativo di luglio con borse e spread impazziti, traduzione economica della dottrina militare Shock and Awe, colpisci e intimorisci.
Insomma, terrorismo finanziario. Il Paese, messo in ginocchio e gettato nel panico, è pronto ad accettare qualsiasi cosa.

L'ultimatum è arrivato ad agosto nella lettera dei banchieri Trichet e Draghi, che dettavano al governo Berlusconi le condizioni per la fine dei bombardamenti speculativi: in sostanza una resa incondizionata alle politiche dettate da banche, finanza e grandi imprese: privatizzazioni, deregulation del mercato del lavoro, taglio a salari, pensioni e servizi sociali.
La confusa e tentennante risposta del governo Berlusconi ha scatenato l'offensiva finale dei mercati, che in poche settimane hanno portato l'Italia sull'orlo del default. Il Cavaliere, con la pistola puntata alle tempia, è stato costretto a farsi da parte, mentre a Roma sbarcavano le truppe in doppio petto di Bce e Fmi, che occupavano i ministeri-chiave prendendo di fatto in mano le redini del Paese.
Nel frattempo si mette in piedi un governo-fantoccio guidato dal consulente di Goldman Sachs che, almeno a giudicare dai nomi che circolano sui probabili ministri, sarà formato in gran parte da banchieri e da personaggi strettamente legati alle banche: Giuliano Amato, consulente di Deutsche Bank ed esperto in manovre lacrime e sangue, Fabrizio Saccomanni, direttore generale della Banca d'Italia, Lorenzo Bini Smaghi, appena uscito dal comitato esecutivo della Banca centrale europea, Domenico Siniscalco, vicepresidente di Morgan Stanley, Piero Gnudi, consigliere d'amministrazione di Unicredit.
"Missione compiuta!"disse Bush sulla portaerei dopo la caduta di Saddam.
Altrettanto potranno dire nei prossimi giorni i grandi banchieri internazionali, brindando a champagne sui loro yacht alla salute del governo Monti. Alla faccia del '99 per cento' degli italiani, inconsapevolmente caduti dalla padella alla brace.

Nulla di nuovo sotto il sole. Per imporre le proprie regole e tutelare i propri interessi, i poteri forti economici e finanziari (statunitensi ma non solo) hanno organizzato golpe in Africa e in America Latina, invasioni militari in Asia, Medio Oriente e Nord Africa, rivoluzioni colorate nell'ex blocco comunista. Per i Paesi europei basta un massiccio attacco speculativo e il gioco è fatto.
All'Italia è già capitato nel 1992, e oggi la storia si ripete.


Enrico Piovesana
http://it.peacereporter.net

22 settembre 2011

Ciò che Obama non conosce di Cuba


obamawar_480Lo scorso 12 settembre in un incontro con un gruppo di corrispondenti di lingua spagnola, descritto dalla agenzia EFE, il presidente USA Barack Obama, riferendosi a Cuba, ha detto:"... E' giunto il momento che il governo di Cuba intraprenda cambiamenti, finora non abbiamo visto il tipo di cambiamenti che vorremmo vedere"(...) "La qualità della vita non è migliorata, anzi è peggiorata e le libertà delle persone continuano ad essere ridotte in un momento in cui il mondo è più aperto."
Ad Obama non conviene che si sappia che Cuba, paese che sistematicamente accusano di violare i diritti umani, ha sistemi di istruzione e sanitari che sono riferimenti anche per paesi sviluppati. Una nazione che collabora con decine di paesi per migliorare la salute delle loro popolazioni e per insegnare a leggere e scrivere ai quasi 700 milioni di analfabeti che esistono in tutto il mondo. Solo in Spagna, parte della colta e civilizzata Europa, secondo i dati pubblicati lo scorso anno nel sito "Io sì posso Siviglia" ci sono oltre 2 milioni di analfabeti e fin li arriva il lavoro degli insegnanti cubani. Altri esempi della collaborazione cubana con i paesi del Nord sono i medici cubani che prestano servizio in Portogallo e gli studenti USA che studiano medicina nella Scuola Latinoamericana di Medicina a Cuba.

 


Nel 2010, l'UNESCO ha segnalato che Cuba è il paese del mondo che ha il più alto tasso lordo di matricole universitarie, con il 109%. Con l'inizio dell'anno scolastico 2011-2012, il 5 settembre, hanno aperto le loro porte più di 60 università dell'isola, con un'iscrizione di circa 500mila studenti. Neppure questa realtà è nota al presidente del potente vicino del nord.
Secondo il risultato del Secondo Studio Regionale Comparativo ed Esplicativo (SERCE) dell'UNESCO, Cuba è il paese con i migliori risultati di apprendimento e l'unico che ottiene la categoria I in tutti i campi e corsi di studio. Questa analisi spiega che se si osservano i livelli delle prestazioni dalle più elementari alle più complesse in tutti i paesi, ad eccezione di Cuba, ci sono pochissimi studenti nel livello di eccellenza.
Anche Jesus Robles, coordinatore internazionale dei programmi del Fondo Mondiale della Popolazione dell'ONU (UNFPA), ha detto, riferendosi a Cuba che la sua politica sociale, centrata sulla persona, ha ottenuto significativi indicatori socio-demografici, dandole un elevato credito in America Latina e nel mondo.
Quando l'Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), mette in guardia sulle difficoltà incontrate tra i 110 e i 190 milioni di persone disabili nel mondo, come stigmatizzazione e discriminazione, mancanza di assistenza sanitaria ed adeguati servizi di riabilitazione, mancanza di accesso ai servizi di trasporto, edifici e tecnologie di comunicazione, e riconosce che sono pochi i paesi che hanno meccanismi adeguati per rispondere alle loro necessità; a Cuba il 100% delle persone con qualche disabilità ricevono una cura appropriata e gratuita.
http://lapupilainsomne.jovenclub.cu

n132111958780_7688_261UNICEF conferma: Cuba è l’unico paese dell’America
Latina senza denutrizione infantile
L’ultimo rapporto del Fondo delle Nazioni Unite per l’Infanzia (UNICEF) intitolato “Progresso per l’Infanzia, un Bilancio sulla Nutrizione”, ha determinato che attualmente n nel mondo esistono 146 milioni di bambini minori di cinque anni con problemi gravi di denutrizione infantile.
In accordo con il documento, il 28 % di questi bambini sono dell’Africa, il 17 % del Medio Oriente, il 15 % dell’Asia, il 7 % dell’ America Latina e i Caraibi, il 5 % dell’ Europa Centrale, e il 27 % di altri paesi in via di sviluppo.
Cuba non presenta questi problemi, essendo l’unico paese dell’America Latina e dei Caraibi che ha eliminato la denutrizione infantile, tutto questo grazie agli sforzi del Governo per migliorare l’alimentazione, specialmente quella dei gruppi più vulnerabili.
Inoltre l’Organizzazione delle Nazioni Unite per l’Alimentazione e l’Agricoltura (FAO) ha riconosciuto Cuba come la nazione con i maggiori passi avanti in America Latina nella lotta contro la denutrizione.
Questo lo si deve allo Stato cubano, che garantisce un paniere alimentare e promuove i benefici dell’allattamento materno, mantenendo sino al quarto mese di vita l’allattamento esclusivo e arricchendolo con altri alimenti sino ai sei mesi.
Inoltre si consegna ogni giorno un litro di latte a tutti i bambini da zero a sette anni, assieme ad altri alimenti come omogeneizzati, succhi e tuberi, che si distribuiscono equamente.
Non è per caso che l’Organizzazione delle Nazioni Unite - ONU - situa Cuba all’avanguardia del compimento in materia di sviluppo umano, nonostante i 50 anni di blocco economico, commerciale e finanziario imposto dagli Stati Uniti.
(Rebelión/ Traduzione Granma Int.)

21 settembre 2011

Il terrorismo contro Cuba apre sede a Madrid, ma non c'é notizia


Che cosa succederebbe se l'ETA, organizzazione considerata come terrorista secondo la legislazione spagnola, inaugurasse una sede all'Avana o Caracas? Scandalo mondiale, sicuramente. Ma quando un'organizzazione é etichettata come terrorista dal governo di Cuba e apre una sede legale nella capitale - Madrid - si crea un occultamento politico ed un silenzio dei media internazionali.
escudo_nuevo_de_alpha66_480Il 18 maggio è nata a Madrid una nuova sede dell' organizzazione terrorista anticastrista Alpha 66, che ha il suo quartier generale a Miami. Alpha 66 ha 50 anni di storia ed è stata creata da cubani contrari alla rivoluzione poco dopo la sconfitta del tentativo di invasione, nella battaglia di Playa Giron, dato che l'esercito guidato da Fidel Castro li neutralizzò. Dopo questa improduttiva strategia bellica di occupazione, pianificata dagli Stati Uniti,si effettuò un cambio tattico e la CIA fondò gruppi terroristici come strumenti per destabilizzare, con attacchi spontanei, il governo socialista cubano.


Secondo un rapporto, reso pubblico, dello Stato cubano, dal decennio degli anni 60 Alpha 66 ha realizzato varie azioni criminali tra cui l'uccisione di pescatori, attacchi contro imbarcazioni e strutture economiche costiere, ed anche contro un ostello di studenti nella città di Tarara, nel 1963. Più recentemente, negli anni 90, organizzarono diversi tentativi per assassinare Fidel Castro, altri attacchi contro pescatori per diffondere il panico in questo settore produttivo e soprattutto attentati contro servizi turistici, principale fonte di entrate dell'isola, come all'Hotel Guitart Cayo Coco o minacce alle ambasciate cubane in Messico, Ecuador, Brasile e Canada. Inoltre, molti dei suoi leader come Andrés Nazario, sono stati collegati al business del traffico di droga. Dopo la morte dell'ex leader, Nazario Sargen, ALPHA 66 è presieduta dal 66enne Ernesto Diaz Rodriguez.
La protezione del governo degli Stati Uniti ai gruppi terroristici anticastristi come Alpha 66, Commandos F-4 o la Fondazione Nazionale Cubano Americana, si é fatta ancora più manifesta con la detenzione di Cinque anti terroristi cubani (René, Ramón, Antonio, Gerardo e Fernando) il 12 settembre 1998, accusandoli di spionaggio contro il governo e di commissione di reati di ingerenza. Mentre l'obiettivo dei cinque cubani era quella di estrarre informazioni sui piani terroristici di questi gruppi, che si muovono liberamente negli Stati Uniti, per trasmettere informazioni al governo cubano al fine di evitare ulteriori attacchi sull'isola. Il legame tra governo e organizzazioni terroristiche anti-castriste è diventato più visibile il 20 maggio 2003 quando il presidente USA George W. Bush ha invitato il leader di Alpha 66, Diaz Rodriguez, ad un incontro alla Casa Bianca, a cui partecipò anche un altro membro, Eusebio de Jesus Penalver Mazorra, che fu arrestato in California il 12 dicembre 1995 ma non incarcerato pur avendo un illegale arsenale militare per attacchi terroristici contro Cuba. Se Eusebio fosse stato comunista o islamista avrebbe smesso di camminare liberamente per la strada e oggi sarebbe dietro le sbarre.
Inoltre, il 2 giugno 2005, il presidente Bush ha inviato una lettera pubblica di ringraziamento confermando il suo impegno politico con Alpha 66 e risaltando che apprezzava conoscere le idee e le strategie del gruppo paramilitare. Esempi come la detenzione negli Stati Uniti del terrorista che servì Alpha 66, Luis Posada Carriles, ma che é stato semplicemente processato come immigrato clandestino e non per azioni armate illegali, come i vari tentativi di assassinare Fidel Castro, il suo intervento con i paramilitari del Nicaragua contro i sandinisti, l'attentato contro un aereo civile della Cubana di Aviazione che volava sulla rotta Barbados - Giamaica - Cuba dove perirono oltre 80 persone, o l'assassinio del turista italiano Fabio Di Celmo nell'esplosione della bomba, posta da un complice presso l'Hotel Copacabana a L'Avana, riflette, ancora una volta, il collegamento del governo degli Stati Uniti e di tutte le strutture politiche con le organizzazioni terroristiche anti-castriste.
La storia si ripete nello Stato spagnolo. Il legame del governo del Partito Popolare (1996-2004) con organizzazioni anti-castriste come la Fondazione Nazionale Cubano Americana, fondata da Jorge Mas Canosa, totalmente annessa alle azioni di Alpha 66, è stato costante. Il PP ha capeggiato la politica della Posizione Comune dell'Unione Europea per esercitare un blocco continentale sull'isola ispirato da quello che gli Stati Uniti portano avanti dagli anni '60. Nonostante il PP abbia perso le elezioni del 2004, continuando a controllare le regioni come la Comunità Autonoma di Madrid, con l'ultra-conservatrice Esperanza Aguirre, dalle istituzioni della capitale spagnola si é continuato a finanziare - la FNCA e indirettamente Alpha 66 in azioni per una "Cuba libera" - per mezzo della cooperazione internazionale.
difendiamocuba_300_01Non c'è l'oggettività del diritto nazionale ed internazionale per etichettare chi è il terrorista, ma il terrorismo si chiama e si sceglie a menù in base agli interessi soggettivi degli imperi. In Libia, gli attori armati sono stati definiti dai governi occidentali e dalla stampa come ribelli e non come terroristi come si sono etichettati i palestinesi che lottano contro l'invasione di Israele. In Colombia, la guerriglia delle FARC-EP é narco-terrorista mentre il Presidente Uribe, legato a paramilitari e trafficanti di droga, ha ricevuto la Medaglia della Libertà da Bush alla Casa Bianca. Le differenze continuano a livello statale, quando l'Iran si identifica come dittatura islamica ma il partner saudita, che fa dure repressioni religiose, é denominato come monarchia tradizionale. E lo stesso vale - in questo confronto di valori soggettivi politici secondo Stati Uniti ed Unione Europea - quando si dice che a Cuba esiste la repressione politica ma la repressione in corso nello stato spagnolo, Cile o Inghilterra contro gli "antisociali" del 15-M, studenti o immigrati, sono per mantenere l'ordine sociale. E aggiungendo, il governo spagnolo di Zapatero è democratico, nonostante una riforma dell'articolo 135 della Costituzione, insieme al PP, senza convocare alcun referendum, ma quello di Hugo Chávez è una dittatura militare venezuelano, anche se ha convocato più di tre referendum costituzionali ed un revocatorio in 10 anni, accettando Chavez la sconfitta nel dicembre 2007.
In breve, l'organizzazione terrorista Alpha 66 contro Cuba socialista riceve appoggio legale, economico ed istituzionale sia a Miami come a Madrid essendo etichettata come organizzazione per i diritti umani, mentre organizza attentati. Le azioni stesse non sono la base che fanno definire chi è terrorista, la causa é il tipo di soggetto che esegue queste azioni e contro che obiettivo le fa.

4 agosto 2011

4 agosto 1974 - Strage dell'Italicus


Il 4 agosto 1974 una bomba nella carrozza n.5 del treno Roma – Monaco “Italicus” esplode, causando la morte di 12 persone.
 


1974_Italicus_Express_bombing_-_Memorial_03


Una strage rivendicata dall’estrema destra di Ordine Nero, che è legata a doppio filo ad altre morti: quelle di piazza Della Loggia e di piazza Fontana.

E come altre, ancora senza colpevoli.