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11 maggio 2017

COME RONDINI IN GABBIA di Enrico Zanza e Federica Rude

Come rondini in gabbia

di Enrico Zanza e Federica Rude

Skin e punk fotografati sul posto di lavoro e nella vita quotidiana


Un reportage nato con una domanda: cosa fanno gli skin e i punk quando i pub sono chiusi? 

La risposta è racchiusa in un libro di foto e testimonianze stampato nel formato 23x23 cm su carta pregiata e, allestito in un'edizione limitata di 300 copie contenenti un 7'' con inediti di Sempre Peggio, Shots in the Dark e Automatica Aggregazione.




9 gennaio 2014

RAI.......veggente

dal dizionario italiano

veggente[veg-gèn-te] s.m. e f.

1 non com. Chi è dotato della facoltà di vedere
2 lett. Profeta, indovino
3 Chi si ritiene dotato di facoltà divinatorie



(Scena tratta da: Gli anni Spezzati - Il commissario)
E in questo caso la RAI ha avuto veramente facoltà divinatorie.
Altrimenti come avrebbe potuto mettere un poster contro ca$apound nella camera di un anarchico degli anni '70?

5 novembre 2013

Un applauso al sindaco di Messina

 
Il neo sindaco di Messina, Renato Accorinti, esponente del movimento No Ponte nel corso della celebrazione ufficiale a Messina della giornata delle Forze Armate, si è presentato srotolando una bandiera della pace con su scritto: “L’Italia ripudia la guerra”, ovvero le parole dell’articolo 11 della Costituzione. Anche il suo intervento ha lasciato di stucco i rappresentanti delle autorità e delle alte gerarchie militari. Qui di seguito il testo:
"Si svuotino gli arsenali, strumenti di morte – ha detto il sindaco Accorinti nel corso del suo intervento, rivolgendo anche un appello ai sindaci di tutti i comuni italiani – e si colmino i granai, fonte di vita. Il monito che lanciava Sandro Pertini sembra ancora ad oggi cadere nel vuoto. Nulla da allora è cambiato. L'Italia, paese che per la Costituzione ripudia la guerra, continua a finanziare la corsa agli armamenti e a sottrarre drasticamente preziose e necessarie risorse per le spese sociali, la scuola, i beni culturali, la sicurezza. Il rapporto 2013 dell'Archivio Disarmo su “la spesa militare in Italia” documenta come l'Italia abbia speso per l'anno 2013, e spenderà per il 2014 e il 2015, oltre 20 miliardi di euro per il comparto militare (oltre un ulteriore miliardo per le missioni internazionali) a fronte di una drammatica crescita della povertà sociale. Nel 2013 l'Istat ha pubblicato il suo più drammatico Rapporto sulla povertà nel nostro Paese. Gli italiani, che vivono al di sotto della linea di povertà sono ormai 9 milioni 563 mila, pari al 15,8 % della popolazione. Di essi 4 milioni 814 mila (ossia 1'8%) sopravvivono in condizioni di povertà assoluta, cioè impossibilitati ad acquisire i beni di prima necessità. In questo drammatico quadro nazionale la Sicilia diventa emblema della progressiva campagna di militarizzazione italiana".
"La nostra isola – ha proseguito Accorinti - rischia di diventare una portaerei del Mediterraneo: una base dalla quale fare partire strumenti di morte e controllare con tecnologie satellitari (Muos) i paesi stranieri. Anche l'arrivo dei flussi migratori è vissuto come un “problema di ordine pubblico” da affrontare con le forze armate, da circoscrivere in ghetti, lontani dagli sguardi della popolazione italiana, dove non sempre sono garantiti diritti e giustizia. Non si può rimuovere dalla memoria collettiva, quasi esorcizzando, un secolo di lotte del movimento operaio per la pace e il lavoro, il disarmo e la giustizia sociale. Questa Amministrazione appoggia quelle lotte e quegli ideali. Questa Amministrazione dice “Si” al disarmo. Questa Amministrazione, fedele alla Costituzione Italiana, dichiara il proprio “No a tutte le guerre” e difende il diritto di emigrare, ribadendo il massimo impegno nella ricerca di soluzioni di accoglienza idonee per i fratelli migranti giunti di recente a Messina. Messina e la Sicilia – ha concluso il sindaco - da sempre hanno avuto una grande opportunità in quanto crocevia di diverse culture e religioni; le diversità arricchiscono tutti e oggi vogliamo rilanciare un processo di pace dalla nostra terra e dal nostro mare per l'umanità".

25 ottobre 2013

Non hai casa? Chiedila alla chiesa


 
La notizia che leggerete di qui a poco l’abbiamo trovata sul SOLE-24ORE, il quotidiano dei padroni, dei padroni della Confindustria in particolare. Trattandosi di Vaticano, di preti, di proprietà immobiliari e di ultra-miliardari (forse santi, ma sicuramente miliardari), la fonte è dunque autorevole e degna di fiducia. Mica viene da quei mangiapreti de IL BUIO, perbacco! Qual è questa benedetta (è il caso di dirlo!) notizia?
Secondo un articolo del SOLE-24ORE, che cita a sua volta il gruppo immobiliare RE, “circa il 20 per cento del patrimonio immobiliare in Italia è in mano alla Chiesa”.
Un patrimonio che non è limitato alla capitale (dove ci sono circa diecimila testamenti ogni anno a favore del clero e dove i soli appartamenti gestiti da Propaganda Fide – finita in guai giudiziari per la gestione a dir poco disinvolta del proprio patrimonio- valgono all’incirca nove, diconsi nove!, miliardi).
La Curia, infatti, in Italia vanta possedimenti importanti un po’ ovunque, anche se la maggior parte di essi risulta concentrata in Lombardia e nel “bianco” Veneto.
Secondo l’Agenzia del Territorio, il valore del patrimonio immobiliare italiano ammonta a 6.400 miliardi. Su questa base, il valore di proprietà della Chiesa è di circa mille miliardi di euro! Valore che raddoppia se si aggiungono i circa settecentomila immobili complessivi posseduti all’Estero.
Finiti per sempre i tempi in cui Gesù e la sua famiglia di homeless erano talvolta costretti a ricorrere ad una capanna per avere qualcosa sopra la testa e niente in banca…

20 dicembre 2011

Associazione Voci della Memoria

Buon Natale da chi non vuole "pacchi" a Casale Monferrato



Siamo quelli che lottano per avere Giustizia.

Siamo quelli che hanno buona Memoria di ciò che è stato.


Siamo quelli che non sono in vendita.

Il comune di Casale Monferrato, con in testa il suo sindaco Giorgio Demezzi, sembra voler ritirare la costituzione di parte civile nel processo Eternit, a dibattimento concluso e a due mesi dalla sentenza.
Il processo è sicuramente il più importante procedimento penale in materia di lavoro (forse secondo solo al caso union carbide- bhopal in india) mai celebrato al mondo.
I morti nel processo sono oltre 1600 solo a Casale monferrato (su 37000 abitanti, altri 200 dovrebbero costituirsi in un eventuale Eternit bis) e circa 3000 in tutto, dal dicembre 2009 a oggi si registrano circa 129 nuovi casi di mesotelioma, il picco di mortalità è previsto verso il 2020-2025.

Noi siamo diversi da chi riesce a fare transazioni con chi è imputato di disastro ambientale doloso e permanente essendo ritenuto responsabile di una strage, noi siamo quelli che hanno un cuore oltre che un cervello: non lasciateci soli e aiutateci!

23 novembre 2011

Genova G8: assolti De Gennaro e Mortola. Il fatto non sussiste

Assolti De Gennaro e Mortola. La Cassazione annulla le sentenze condannatorie. L'ira di legali e comitati genovesi

Il fatto non sussiste. La Cassazione salva l'ex capo della polizia, il potente Gianni De Gennaro e l'ex capo della Digos genovese Spartaco Mortola, che nel frattempo ha fatto carriera e ora è a Torino come capo della polizia ferroviaria. I due erano accusati, ed erano stati condannati, per aver indotto un loro collega a dire il falso davanti ai giudici.
Qui trovate tutta la vicenda in un articolo di PeaceReporter.

La Cassazione giudica di diritto e non nel fatto, quindi bisognerà attendere le motivazioni della sentenza annunciata. Ma. Ma ci sono intercettazioni. Ci sono fatti. "In primo e secondo grado - ha affermato l'avvocato Laura Tartarini - i giudici hanno stabilito la rilevanza della falsa testimonianza di De Gennaro. Oggi, invece, la Cassazione ribalta la sentenza di condanna. Per noi è incomprensibile".

Com'è possibile che si arrivi a un ribaltamento così evidente di sentenze precedenti che si poggiano su elementi forti, robusti. A tal punto da far pronunciare sentenze di condanna su un uomo così potente, come Gianni De Gennaro (oggi 'capo' dei servizi segreti) ? Sospendiamo la lettura più naturale di un fatto del genere e diamo spazio a un'altra domanda. Ma com'è possibile che in dieci anni la politica non sia stata capace di affrontare il tema dei fatti di Genova, soprattutto nel centrosinistra e anche nella sinistra oggi extraparlamentare?
La commissione di inchiesta parlamentare è stata per anni merce di scambio, o strumento tattico. Inserita nel grande tomo del programma del governo Prodi non fu mai attuata, tradendo la promessa elettorale (se non fosse bastata la giusta ansia di verità). Degli anni della destra c'è poco da dire fra un Fini al forte di San Giuliano, gli Scajola smemorati che appaiono, scompaiono e riappaiono come ago della bilancia, vergognosamente, gli Ascierto e quanti si sono rallegrati delle violenze di quei giorni, violenze in divisa.

Gli ultimi fatti di Piazza San Giovanni a Roma. Viene da pensare a quelle ore con alcune dichiarazioni nei blog dei poliziotti, nei forum: il nostro comportamento ha contribuito a chiudere la ferita di Genova, alcuni scrivevano.
Dubitando di una lettura così debole, e insipida, la sentenza di Cassazione è nuovo sale gettato sulle ferite di quanti credono ancora che la legge debba essere uguale per tutti.

Abbiamo, con tutta evidenza, un grande problema politico. Un problema di gestione dell'ordine pubblico. Un problema di responsabilità precise che vengono cancellate, un problema di memoria. Un problema nel legiferare, perché ancora non abbiamo - passati dieci anni - leggi che permettano il riconoscimento dei singoli agenti di polizia impegnati su piazza, o qualche decente norma che vieti l'uso di gas lacrimogeni vietati da convenzioni di guerra.
Dieci anni. Eppure "Il fatto non sussiste".

http://it.peacereporter.net/