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10 maggio 2012

NO TAV - Antonio Ginetti in sciopero della fame


Il 16 aprile il G.I.P. di Torino respingeva l’ istanza dei miei avvocati tesa ad ottenere un alleggerimento degli Arresti Domiciliari.
La motivazione stava nella mia: “mancata presa di coscienza e di critica di quanto commesso”
In tal modo il GIP torinese non solo mi riconfermava gli Arresti domiciliari, ma mi toglieva il diritto a rivendicare la mia estraneità ai fatti contestatimi, mi toglieva la “PRESUNZIONE D’INNOCENZA.
Il 26 aprile presentavo una richiesta di permesso ad uscire per recarmi al lavoro.
a) questo non influiva nella realtà dei Domiciliari, in quanto chiedevo solamente di uscire per il tempo del lavoro. Dunque non il sabato e la domenica. E comunque i Domiciliari rimanevano.
b) Nella richiesta scrivevo: “mi rendo disponibile, previo accordo…a presentarmi quotidianamente alla polizia Giudiziaria per controlli”
c) il sottoscritto vive solamente del proprio onesto lavoro. Dal 1986 sono iscritto alla Camera di Commercio quale Ditta individuale.
La risposta del G.I.P. anche su questo è stato il rigetto.
Con la motivazione che: “la dichiarazione di non aver nè orari nè sede rende l’attività incompatibile con la misura domiciliare;
Dopo avermi tolta la “PRESUNZIONE D’INNOCENZA”, ha voluto pure togliermi il diritto al proprio mantenimento.
Non potendo contare ancora sui miei risparmi, considerato l’allontanamento dal lavoro che si protrae dal 26 gennaio, mi trovo in grosse difficoltà economiche.
Pertanto non mi rimane che utilizzare l’unico strumento in mio possesso per oppormi a questo che considero unicamente un accanimento repressivo.
Da giovedì 10 maggio sarò in sciopero della fame.

22 settembre 2011

La valle non ha paura: Nina e Marianna libere subito!


nina_e_marianna_libere_tavLe donne sono l’anello forte e dolce del Movimento NO TAV; quando entrano nelle lotte, lo fanno perché sentono in pericolo le radici stesse della vita, il diritto al futuro.
 


Nina e Marianna sono donne del movimento NO TAV.
Nina è un’operaia, madre di tre figli, impegnata nel sociale, volontaria del 118. Marianna è una ragazza ventenne, una dei tanti giovani che si sono avvicinati alla lotta NO TAV per generosità, senso di responsabilità e speranza.
Venerdì sera erano con noi, alla Maddalena di Chiomonte, lungo le recinzioni del fortino dove stanno asserragliate le “forze del disordine” a difendere un cantiere che non c’è e grandi sporchi interessi che invece sono ben presenti e mettono a repentaglio il futuro sociale, ambientale, economico non solo del territorio Valsusino, ma dell’intera collettività.
Andammo alle reti in tanti, almeno un migliaio di uomini e donne di tutte le età; fummo immediatamente accolti dal lancio fitto di lacrimogeni, sparati ad altezza d’uomo per intossicare e ferire meglio. L’aria si fece presto irrespirabile, una nebbia fitta e velenosa contro cui poco potevano i fazzoletti inzuppati di Malox e le maschere antigas. In questi casi il respiro si inceppa, le gambe diventano pesanti, occhi e polmoni in fiamme.
Quando gli uomini in armi uscirono dai cancelli per caricare la folla che resisteva ai lacrimogeni, non tutti riuscirono a mettersi in salvo; questa volta le prede furono due donne: Marianna e Nina, intervenuta con lo zaino del pronto soccorso a prestare la prima assistenza ad un ferito.
Nina e Marianna ora sono in carcere, alle Vallette: il loro arresto è stato convalidato ieri, nonostante fossero incensurate.
Come Nina e Marianna, altri giovani sono stati in precedenza arrestati, incarcerati, cacciati col foglio di via o accompagnati agli arresti domiciliari.
In un Paese nel quale sono ormai saltate tutte le garanzie democratiche e costituzionali, dove la militarizzazione dei territori e lo stato di polizia costituiscono lo strumento repressivo di quel partito trasversale degli affari che siede in Parlamento e nelle istituzioni, la generosità, la solidarietà, la difesa dei più deboli , la sete di giustizia e umanità diventano un crimine da punire col carcere. Di questo crimine sono colpevoli, come tutti noi, Nina e Marianna.
Ma il popolo NO TAV non arretra, la lotta non si arresta, la resistenza continua e si allarga ovunque ci sono ingiustizia e repressione.
A Nina e Marianna giunga il nostro abbraccio affettuoso, forte e solidale: le vogliamo libere subito!
Libertà e giustizia per tutti i compagni arrestati ed inquisiti.

Il Movimento NO TAV

30 agosto 2011

I vigili del fuoco non vogliono fare i poliziotti in Val Susa


pompieriLa notizia è di quelle significative: dopo le prese di posizioni già rese note dai Vigili del Fuoco tesserati Usb/Rdb, ora anche le rappresentanze regionali piemontesi dei pompieri di Cgil e Cisl rendono pubblica la propria richiesta di ritiro dai luoghi teatro di ripetuti scontri e momenti di tensione con le popolazioni locali.
Nel comunicato che segue viene specificato il rifiuto di essere adibiti al "mantenimento dell'ordine pubblico". Un passaggio che forse qualcuno (coi paraocchi) giudicherà tardivo o opportunista ma che invece ci sembra testimoni la difficoltà e il sempre più ristretto consenso raccattato dalla Lobby del SìTav.

http://www.infoaut.org/blog/

 



Impiego personale del C.N.VV.F. in Val di Susa - richiesta ritiro

Torino, 27 agosto 2011

Dipartimento dei Vigili del Fuoco del Soccorso Pubblico e della Difesa CivileDirettore Regionale per il Piemonte Dott. Ing. Bruno NICOLELLA

Egregio Direttore,
con il passare delle settimane e visti gli ultimi fatti accaduti in Val di Susa, facilmente reperibili attraverso i siti internet, si rafforza sempre di più in noi l'idea che il servizio che stiamo espletando esuli totalmente da quelli che sono i nostri compiti istituzionali.
 Ci si interroga, infatti, su quale sia il vero motivo che ci porta a presenziare i luoghi della protesta dal momento che sfugge ai nostri occhi ove sia il soccorso tecnico urgente o la difesa civile.
 Abbiamo già espresso, in un precedente incontro sindacale, la volontà di rafforzare il distaccamento di Susa, prossimo ai cantieri, con personale aggiuntivo, nel caso in cui si tema veramente che dalla protesta scaturiscano disordini capaci di alimentare incendi di una qualche natura.
 Non siamo invece disposti a fornire un servizio di assistenza alle forze dell'ordine per mantenere l'ordine pubblico, cosa che non rientra per nulla nei nostri doveri e che riguarda esclusivamente i loro compiti.
 Non intendiamo svendere la nostra professionalità e il sentimento di benevolenza della popolazione che più volte ci è stato manifestato, per dover intervenire in una vicenda che ci porta ad essere attori protagonisti pur senza volerlo.
 Ci riteniamo in balia delle richieste della questura che pare oramai essere diventata la nostra prima dirigente.
 Ribadiamo quindi di non voler continuare a svolgere compiti di ordine pubblico presso i cantieri della T.A.V. e le chiediamo che il personale appartenente al corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco, operante in quei luoghi, venga immediatamente ritirato.

Distinti saluti.

FPCGILVVFREGIONALE - GIANNI NIGRO
FED. Reg. SICUREZZA CISL - ANTONIO MAZZITELLI

1 agosto 2011

La forza del movimento


Siamo partiti tutti insieme, torniamo tutti insieme,



noi ragioniamo così.marcia



Noi non avevamo dubbi. La manifestazione di oggi è andata come avevamo deciso andasse, ed ancora una volta il movimento ha espresso la sua forza commisurata agli obbiettivi. Nessuna frangia estremista messa in un angolo, nessun falco e nessuna colomba, solo il popolo notav che ancora una volta non si è fatto dettare il copione. Non ci hanno fatto paura i diktat di Maroni o di Ferrentino, e nemmeno la defezione dei sindaci che non vi hanno partecipato.
Al contrario, senza troppi giri di parole, la Valle di Susa ha gridato presente, e come per una sceneggiatura di un fantastico film, ha dato vita ad una marcia nei nostri boschi di migliaia di uomini, donne, bambini, giovani e anziani, che ad ogni scalata salutavano con ironia tutti i “gufi” della giornata, che evidentemente non hanno gufato bene perché diversi sindaci erano in corteo con noi.
Non abbiamo usato la forza, ma quella di oggi è una grande prova di forza, perché abbiamo dimostrato ancora una volta, la capacità di saper scegliere cosa fare, come farlo e quando farlo. Se è il caso di dare l’assedio diamo l’assedio, se è il momento dell’assalto diamo l’assalto, se è il momento della marcia che che circumnaviga il non cantiere senza che voli una pietra, diamo vita a una giornata come oggi. Questo perché lo abbiamo deciso noi, tutti insieme, come tutte le altre volte.

http://www.notav.info/

15 luglio 2011

INIZIA IL CAMPEGGIO NO TAV


VENERDI’ 15 LUGLIO A CHIOMONTE


gas


Inizia con una una lezione del professor Massimo Zucchetti il campeggio no tav di Chimonte.
L’appuntamento è alle ore 18 alla centrale elettrica di Chiomonte dove Massimo spiegherà gli effetti dei gas CS di conclamato effetto cancerogeno usati dalla polizia nelle giornate di lunedì 27 giugno e domenica 3 luglio.
In questi giorni stiamo cercando di recuperare il materiale distrutto o frettolosamente recuperato dallo sgombero del presidio no tav della Maddalena. Mercoledì e giovedì sono le giornate in cui riallestiremo il presidio presso la centrale di Chiomonte.
Già in questi giorni è possibile e anzi utile soggiornare e da venerdì sarà possibile con alcune comodità in più. Buon campeggio presidio no tav a tutti!

 




Introduzione alla lezione, di Massimo Zucchetti
 



Venerdì 15 luglio ore 18:00 a Chiomonte, alla Centrale, davanti a reti e sbarramenti, Massimo Zucchetti in:
Seminario misto Poliziotti e NOTAV su “Gas lacrimogeni CS: effetti immediati e ritardati sulla salute”.
Con megafono. In modo che sentano TUTTI. Classe mista di allievi NOTAV e allievi poliziotti. La lezione avra’ come supporto un piccolo quadernino di quattro pagine (tutto su un foglio A4) con i concetti principali da distribuire in qualche centinaio di copie e fare in modo che arrivino anche agli allievi poliziotti. Sara’ richiesta a fine lezione la testimonianza di allievi NOTAV che raccontino in tre minuti a testa la loro esperienza coi gas CS.
Per i nostri allievi poliziotti e NOTAV saranno predisposti dei poster A0 che illustreremo e poi lasceremo al presidio, con le principali figure e concetti.
A parte, per far vedere che non scherziamo nulla, una raccolta della recente letteratura internazionale che illustra le evidenze sulla cancerogenicita’ del CS con esperimenti in vivo (su animali).Risultati freschi del nuovo modello di pericolosita’ dei CS con i modelli dell’ente ambientale americano.
Il CS contiene cloruro, quindi ha le caratteristiche tipiche dei composti urticanti e rientra nella definizione di arma chimica. Contiene sostanze che producono lesioni di varia natura in via definitiva o temporanea, in più viene metabolizzato sotto forma di cianuro ed e’ cancerogeno.
Quindi è un’arma chimica a tutti gli effetti, anzi un’arma di distruzione di massa. Che ne sia permesso l’uso in tempo di pace è assurdo.
Anche perché la convenzione internazionale sulle armi chimiche del ’93, è stata ratificata dall’Italia nel ’95, è in vigore dal ’97 e dice che non si possono usare in tutte le guerre internazionali.

7 luglio 2011

Prosegue la repressione in Val di Susa

Ieri pomeriggio quattro mediattivisti alessandrini si sono recati in Valle di Susa per proseguire un lungo lavoro di documentazione e inchiesta che da alcuni anni svolgono sulla lotta No Tav.
L’intento era quello di raccogliere interviste fra la popolazione e di documentare se fossero ripresi i lavori all’interno dell’area della Maddalena dopo la manifestazione di Domenica 3 Luglio.
susacaval
Nei pressi di Sant’Antonio, dove si erano recati per verificare lo stato dei lavori del cantiere, sono stati intercettati da uomini dei Carabinieri Cacciatori “Sardegna” e invitati a seguirli nei pressi del “fortino” della Maddalena. In seguito, sono stati sottoposti a perquisizione personale ed è stata perquisita la macchina di uno dei 4 mediattivisti alla ricerca di armi e materiale esplosivo. L’unica pericolosissima arma che è stata rinvenuta è stata una delle videocamere della redazione di Alessandria in Movimento che è stata sequestrata. In seguito sono stati condotti al Commissariato di Bardonecchia, dove sono stati evidentemente visionati i filmati interni alla videocamera che conteneva i video della conferenza stampa del movimento No Tav tenutasi il 4 Luglio, la conferenza stampa dell’attivista bolognese che ha denunciato le violenze subite dalle forze dell’ordine e alcuni filmati del corteo partito da Chiomonte. Saranno rimasti sicuramente delusi di non aver trovato nessun filmato delle violenze commesse dalla polizia il 3 Luglio, dei lacrimogeni sparati ad altezza uomo e della legittima resistenza dei manifestanti.
Sicuramente non hanno gradito la testimonianza di Fabiano ed hanno incominciato a insultare e minacciare ripetutamente i mediattivisti. “Zecche di merda”, “Intanto vi ammazziamo di botte come abbiamo fatto col vostro amico di merda”, “Adesso ve la facciamo pagare per i sassi che avete tirato il 3 Luglio” e, cosa gravissima, si sono rivolti all’unica ragazza con frasi di questo tenore:”Però sei carina per essere una zecca”, “Stasera passiamo la notte insieme nel mio appartamento di Bardonecchia”. Soltanto dopo ore di tortura psicologica e di interrogatorio i 4 mediattivisti sono stati rilasciati con in mano un foglio del sequestro della videocamera. Questi i fatti accaduti ieri a cui ci permettiamo di aggiungere alcune brevi considerazioni. Fa male constatare che a 10 anni dalle violenze commesse dalle forze dell’ordine a Napoli e Genova, le caserme continuino ad essere luoghi di minaccia verbale e tortura psicologica e fisica a danno di persone inermi. La degna prosecuzione delle violenze che abbiamo visto durante la manifestazione del 3 Luglio e delle violenze subite dall’attivista bolognese che siamo orgogliosi di aver documentato con la nostra videocamera.Ricordiamo a tutti che documentare dal basso le lotte del movimento No Tav è un diritto che dovrebbe ancora essere sancito dalla Costituzione e che questa è stata l’unica colpa di attivisti che da anni si occupano di comunicazione indipendente collaborando con diversi siti e blog fra cui alessandriainmovimento.info e globalproject.info. Non saranno certamente queste minacce e queste intimidazioni a fermare il prezioso lavoro di informazione che i quattro mediattivisti svolgono con passione e a titolo volontario.

Alessandria in Movimento 
www.alessandriainmovimento.info
alessandriainmovimento@gmail.com